Imprenditori stranieri nel NordEst: l’economia che non sente la crisi

 Imprenditori stranieri nel NordEst: l’economia che non sente la crisi

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[dropcap]N[/dropcap]egli anni della crisi, la presenza di imprenditori stranieri in Italia è aumentata. Un fenomeno che può avere effetti positivi sull’intero sistema economico: basti pensare all’occupazione creata dalle imprese straniere (con benefici anche per l’indotto), alla nascita di nuovi servizi rivolti prima ai connazionali e poi anche agli autoctoni, alla possibilità di costruire “ponti” con i paesi d’origine e attrarre nuovi investimenti.

La Fondazione Leone Moressa ha analizzato i dati 2014 riferiti al Nord Est, confermando anche qui il trend positivo: gli imprenditori stranieri attivi nel Nord Est nel 2014 hanno superato quota 80 mila, pari all’8,2% degli imprenditori totali. Interessanti gli aumenti negli ultimi 5 anni, con picchi significativi in alcune province.

Uno su dieci è cinese. La componente più significativa nel panorama del Nord Est è quella cinese, con 8.988 imprenditori, pari al 10,9% del totale stranieri. Segue la Romania, con 7.333 unità (8,9%). Fra i primi dieci paesi d’origine, ben sei sono europei (Romania, Svizzera, Germania, Albania, Serbia e Francia). Due sono i paesi asiatici (Cina e Bangladesh) e due africani (Marocco e Nigeria).

Verona e Treviso le città con più stranieri. In termini assoluti, sono Verona e Treviso le province con più imprenditori stranieri, con oltre 11 mila unità ciascuna. In queste aree, il peso dell’imprenditoria straniera sfiora il 9% sul totale imprenditori.
Per quanto riguarda i settori, la metà degli imprenditori stranieri nel Nord Est si concentra in soli due comparti: quello del commercio (26,4%) e quello delle costruzioni (24,4%). In particolare, sono quasi 22 mila gli imprenditori nel commercio e oltre 20 mila quelli dell’edilizia.

Nel 2014 boom a Padova e Venezia. Il dato più significativo rispetto all’imprenditoria straniera riguarda la variazione nel periodo della crisi (2009-2014). Nel Nord Est, come a livello nazionale, l’aumento degli imprenditori stranieri (+14,1%) ha fatto da contrappeso alla diminuzione degli italiani (-6,8%). Questo aumento è stato particolarmente significativo in alcune province, che registrano valori superiori anche alla media nazionale. E’ il caso di Rovigo (+29,6%), Padova (+25,1%) e Venezia (+25,0%). Anche Bolzano (+25,7%) segna un aumento rilevante negli ultimi 5 anni.

Secondo i ricercatori della Fondazione Leone Moressa, «i dati testimoniano la crescente importanza dell’imprenditoria straniera nel sistema produttivo italiano e nel Nord Est.
Una realtà in crescita in tutte le regioni e in tutti i settori, che non solo può rappresentare un contributo fondamentale per l’uscita dalla crisi, ma che può diventare anche un veicolo utile a creare sinergie con gli imprenditori locali e ad attrarre nuovi investimenti».

Redazione

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