ImpresaInGenere, terzo Rapporto sull’imprenditoria femminile

 ImpresaInGenere, terzo Rapporto sull’imprenditoria femminile

Intraprendenti, innovative e sempre più tecnologiche. Sono loro il motore della ripresa economica: le donne.

Il terzo Rapporto ImpresaInGenere”, realizzato da Unioncamere, in collaborazione con Ministero dello Sviluppo Economico e Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento Pari Opportunità, traccia  un quadro particolarmente roseo circa l’imprenditoria femminile.

Tra il 2010 e il 2015 si sono registrate 35 mila imprese femminili in più, un aumento che rappresenta il 65 per cento dell’incremento complessivo del tessuto imprenditoriale italiano (+53 mila imprese) nello stesso periodo. Ad oggi, sono in totale un milione e 312 mila le imprese guidate da donne che danno lavoro a quasi 3 milioni di persone.

In questo contesto, l’innovazione gioca un ruolo fondamentale: sempre tra il 2010 e il 2015, le imprese femminili del digitale sono aumentate del  9,5 per cento rispetto al +3 per cento del totale. E anche nel mondo delle startup i progressi sono stati notevoli .

È un processo in crescendo che sta sviluppandosi di pari passo con la terziarizzazione in atto nell’intero sistema produttivo nazionale: le aziende “rosa” nei servizi sono aumentate in 5 anni del 6,2 per cento. Nel terziario l’aumento delle imprese a trazione femminile ha interessato la maggior parte dei comparti, dal turismo, in primis, alla sanità-assistenza sociale e istruzione, fino alla cultura.

La crescita esponenziale delle imprese al femminile rispetto a quelle maschili si è registrata indistintamente da Nord a Sud.

Dal Rapporto emerge, inoltre, che queste realtà imprenditoriali si caratterizzano anche per la maggiore presenza di giovani e donne provenienti da altri Paesi.

Anche sul fronte occupazionale, infine, i dati Istat indicano un aumento dell’occupazione femminile nel periodo 2010 – 2014, con un +1,7 per cento, mentre per l’occupazione giovanile femminile c’è ancora molto da fare.

Per maggiori dettagli sul Rapporto vai al sito di Unioncamere.

Redazione

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