Imprese femminili, per il Censis le donne sono più intraprendenti e innovative

 Imprese femminili, per il Censis le donne sono più intraprendenti e innovative

È sempre più rosa l’occupazione indipendente in Italia. Le libere professioniste e le donne imprenditrici fanno registrare performance in continua ascesa con un +71mila occupate nel periodo di rilevazione 2007-2016. Lo afferma lo studio Censis-Confcooperative dal titolo “Donne al lavoro, la scelta di fare impresa” che tiene conto dei dati sulle imprese femminili finanziate grazie agli incentivi di Invitalia.

In questo periodo, ad esclusione del 2009, l’aumento è stato costante ed il saldo positivo totale è di 259mila professionisti, di cui 170mila sono è attribuito alle donne e i restanti 89mila agli uomini. A fronte dell’aumento delle donne imprenditrici e professioniste, si registra un preoccupante ridimensionamento maschile di oltre 300mila unità.

Secondo lo studio, si è assistito negli ultimi anni a ‘’una maggiore intraprendenza delle donne nel mercato del lavoro” e a “un nuovo protagonismo femminile motivato da una spinta all’iniziativa personale e alla voglia di fare in proprio”, con un marcata propensione all’innovazione. La quota delle donne laureate tra le occupate è salita al 53,5%, sette punti percentuali in più rispetto agli uomini. Le donne laureate sono 2 milioni e 766 mila contro i 2 milioni 328 mila uomini. Tutto ciò – spiega lo studio – ha portato ad un aumento di imprese femminili innovative: nel primo trimestre 2017 si contavano 918 startup innovative a prevalenza femminile su un totale di 6.880, pari al 13,3% sul totale. Produzione di software, consulenza informatica, ricerca e sviluppo e servizi ICT sono fra i principali ambiti di attività prescelti dalle imprese guidate da donne. Nelle recenti iniziative dedicate alla creazione di impresa e gestiti da Invitalia, su 2.184 nuove imprese finanziate nel 2016, il 43% (940) è costituito da imprese femminili. Inoltre il 91% delle imprese finanziate e guidate da donne ha sede nel Mezzogiorno.

Nel profilo degli startupper – fa notare lo studio – domina ancora la componente maschile, con il 75,5% sul totale, lasciando alle donne il restante 24,5%. Ma è significativo che questa quota salga al 31,4% nel segmento più giovane degli startupper, mentre, fatto 100 il totale delle donne presenti nelle start up, la classe fino a 36 anni presenta una quota del 46,7%; fra gli uomini la percentuale dei più giovani si ferma al 36,4%.

Redazione

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