India: già in vigore le modifiche del nuovo Companies Act

 India: già in vigore le modifiche del nuovo Companies Act

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[dropcap]I[/dropcap]l Governo indiano ha definitivamente portato a compimento la realizzazione del nuovo Companies Act 2013, la legge che regola il diritto societario nel Paese asiatico. Dopo aver ricevuto l’approvazione dal Presidente Mukherjee nel mese di agosto del 2013 e dopo le notifiche apportate nel successivo mese di settembre, New Delhi, in data 26 marzo 2014, ha introdotto ulteriori modifiche alla legge, attraverso l’inserimento di 183 nuove sezioni che sono già entrate in vigore a partire dal primo aprile.

Le principali novità sono contenute nella sezione 149 nel capitolo XI: sostanzialmente, la normativa prevede ora l’obbligo, per le aziende straniere operanti nel Subcontinente, di avere all’interno del proprio Consiglio di Amministrazione almeno un amministratore la cui permanenza in India sia non inferiore ai 182 giorni, nel corso del precedente anno civile; in tal maniera, sarà più facile per il Cda monitorare la gestione della società in maniera regolare e continuativa. Teoricamente, tale normativa dovrebbe favorire la nomina di amministratori di origine locale, dato che fino ad ora le aziende hanno sempre avuto, in linea generale, la consuetudine di nominare amministratori stranieri. A seguire, vengono indicate nel dettaglio le disposizioni introdotte dal Ministero degli Affari Aziendali, contenute nella sezione 149 del Companies Act 2013:

1. ogni azienda deve avere un Consiglio di Amministrazione composto da amministratori:

a) il cui numero minimo previsto nel caso di una Public Company deve essere di tre; il cui numero minimo previsto nel caso di una Private Company deve essere di due; il cui numero previsto nel caso di azienda uni-personale deve essere di uno;
b) il cui numero massimo deve essere di quindici (in precedenza erano 12), a condizione che all’interno di tali aziende vi sia almeno un’amministratrice donna; va tuttavia evidenziato che una società può nominare più di quindici amministratori, a condizione che venga approvata una speciale delibera;

2. ogni azienda che abbia iniziato le proprie operazioni in India prima dell’entrata in vigore della presente legge, deve essere conforme ai requisiti e alle disposizioni presenti nel comma precedente entro un anno di tempo;
3. ogni azienda deve avere almeno un amministratore la cui permanenza in India non sia inferiore ai 182 giorni, nel corso del precedente anno civile;
4. ogni Public Company deve avere almeno un terzo del numero totale di amministratori in qualità di amministratori indipendenti e il Governo centrale può stabilire il numero minimo di tali amministratori indipendenti;
5. ogni azienda che abbia iniziato le proprie operazioni in India prima dell’entrata in vigore della presente legge, deve entro un anno dall’entrata in vigore della legge, essere conforme ai requisiti e alle disposizioni presenti nel comma precedente;
6. per “amministratore indipendente” di una società, si intende un amministratore che non abbia il ruolo di amministratore delegato, che non sia un amministratore che operi a tempo pieno o che non sia un amministratore eletto da una organizzazione avente interessi diretti con l’azienda (banca, finanziatore, ecc.). Tale amministratore:

a) a giudizio del Consiglio, è una persona integra e possiede competenze ed esperienze in materia;
b) non si configura tra i fondatori della Società, delle sue holding, delle sue controllate e delle sue partecipate; non è legato ai fondatori o agli amministratori della Società, delle sue holding, delle sue controllate e delle sue partecipate;
c) non ha o non ha avuto alcun rapporto di tipo economico con la Società, le sue holding, le sue controllate o con i suoi fondatori e amministratori, nel corso dei due precedenti esercizi finanziari o durante l’esercizio finanziario in corso;
d) non ha alcun parente che abbia attualmente o che abbia avuto rapporti di tipo economico o effettuato transazioni con la Società, le sue Holding, le controllate e le partecipate, o con i suoi fondatori e amministratori, per una somma pari al 2% o superiore al fatturato lordo della Società, o al suo reddito complessivo, o a 60.000 Euro, nel corso dei due precedenti esercizi finanziari o durante l’esercizio finanziario in corso;
e) non deve detenere o aver detenuto (discorso valido anche per i suoi parenti) una carica di posizione chiave manageriale e non deve essere o deve essere stato dipendente della Società, delle sue holding, controllate o partecipate, nel corso dei tre esercizi finanziari immediatamente precedenti l’anno finanziario in cui si suggerisce la sua nomina; non deve essere o essere stato dipendente o titolare o socio, nel corso dei tre esercizi finanziari immediatamente precedenti l’anno fiscale in cui si suggerisce la sua nomina, di una società di revisione oppure di uno studio di Company Secretaries (tale ruolo in India si configura a metà tra un notaio e un commercialista) aventi relazioni con la Società, le sue holding, controllate o partecipate; non deve essere o non deve essere stato dipendente o titolare o socio, nel corso dei tre esercizi finanziari immediatamente precedenti l’anno fiscale in cui si suggerisce la sua nomina, di qualunque società di consulenza o società di tipo legale che abbia o abbia avuto transazioni con la Società, la sue holding, controllate o partecipate, per una cifra pari al 10% o superiore al fatturato lordo di tale società; non deve detenere assieme ai suoi parenti, il 2% o una cifra superiore al potere complessivo di voto della Società; non deve essere Amministratore Delegato di qualunque organizzazione non profit che riceva il 25%, o una cifra superiore, dalla Società o dalle sue holding, controllate o partecipate o che detenga il 2% o più del potere complessivo di voto della Società;
f) deve possedere le qualifiche e i requisiti necessari, come indicato nelle disposizioni;

7. l’amministratore designato deve, nel corso del suo primo Consiglio di Amministrazione a cui prenderà parte e successivamente, nel corso della prima riunione del Cda di ogni singolo anno finanziario, o in qualunque circostanza possa verificarsi e possa riguardare il suo status, dichiarare di essere in grado di rispondere ai requisiti di indipendenza richiesti, come previsto in tutto il comma 6;
8. la società e gli amministratori indipendenti devono attenersi alle disposizioni specificate nell’Allegato IV della legge;
9. a prescindere da quanto contenuto nelle disposizioni della presente legge, e fatte salve le disposizioni delle sezioni 197 e 198, un amministratore indipendente non ha diritto ad alcuna stock option e può ricevere una remunerazione a titolo di compenso, previsto dal comma 5 della sezione 197, oltre al rimborso delle spese per la partecipazione al Consiglio di Amministrazione e ad altre riunioni, sulla base di quanto approvato dai membri;
10. fatte salve le disposizioni della sezione 152, un amministratore indipendente può rimanere in carica per un periodo massimo di cinque anni consecutivi nel CdA della Società; per far ciò, dovrà essere nuovamente nominato attraverso una delibera speciale da parte della Società e tale nomina dovrà essere divulgata attraverso il verbale del CdA;
11. fatte salve le disposizioni contenute nel comma 10, nessun amministratore indipendente può rimanere in carica per più di due mandati consecutivi, ma lo stesso può essere rinominato, a partire dai tre anni successivi dalla scadenza del mandato; ciò avviene a condizione che l’amministratore indipendente non venga, durante il suddetto periodo di tre anni, nominato o non sia legato alla Società a nessun titolo, direttamente o indirettamente;
12. a prescindere dalle disposizioni contenute nella presente legge, un amministratore indipendente e un amministratore non esecutivo, che non sia fondatore o non ricopra ruoli chiave di tipo manageriale, potranno essere ritenuti responsabili da parte della Società, nel caso in cui commettano atti che non tutelino gli interessi della Società o commettano atti di omissione, e nel caso in cui si siano mostrati consenzienti, conniventi e poco diligenti nell’espletazione dei loro incarichi;
13. le disposizioni dei commi 6 e 7 della sezione 152 in materia di pensionamento degli amministratori soggetti alle modalità di rotazione, non sono applicabili in relazione alla nomina degli amministratori indipendenti.

New Delhi ha inoltre apportato ulteriori modifiche, riguardanti la comunicazione degli estremi di ogni singola azienda all’interno delle documentazioni ufficialiinviate e degli strumenti finanziari utilizzati. Anche tali disposizioni, inserite nella sezione 12 del Companies Act, sono entrate in vigore dal primo aprile.

Nello specifico, i seguenti dati devono essere messi per iscritto all’interno di tutte le lettere di affari, fatture, documenti, carte intestate e su tutti gli avvisi e pubblicazioni ufficiali che vengono veicolate dall’azienda:

a) nome della società;
b) indirizzo della sede legale;
c) numero CIN (Corporate Identity Number);
d) numero di telefono, numero di fax, se necessario;
e) indirizzo e-mail e sito web, se necessario.

Nel caso in cui il nome dell’azienda fosse stato cambiato nel corso degli ultimi due anni, il vecchio nome o i vecchi nomi devono essere comunque messi per iscritto, assieme al nome attuale, nei documenti sopra menzionati.

Il nome dell’azienda deve essere stampato anche sugli hundies (l’hundi è uno strumento finanziario indiano utilizzato per transazioni commerciali e transazioni creditizie) e sulle cambiali.

Il nome e l’indirizzo della sede legale della Società devono essere dipinti o affissi in inglese e nella lingua locale, al di fuori di ogni ufficio e di ogni luogo di lavoro, indicando anche obbligatoriamente il numero di partita IVA.

Per maggiori informazioni:
Octagona S.r.l.
Via Cadamosto 22/A – 41012 Carpi (MO)
Tel. 059 9770184
Fax 059 9770186
www.octagona.com

Redazione

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