Indicatore consumi Confcommercio: a novembre prosegue la tendenza al miglioramento

 Indicatore consumi Confcommercio: a novembre prosegue la tendenza al miglioramento

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L’indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) registra a novembre 2015, dopo un trimestre di rallentamento, un aumento dello 0,4% rispetto al mese precedente ed una crescita del 2,2% tendenziale (tabb. 1 e 2). Il dato rilevato nell’ultimo mese ha permesso un moderato recupero della media mobile a tre mesi (fig. 2), ad indicare il permanere di una graduale tendenza al miglioramento della domanda da parte delle famiglie.

Il miglioramento rilevato sul versante dei consumi si inserisce in un contesto in cui la fiducia delle famiglie, dopo aver registrato i massimi storici, ha mostrato, a dicembre, un contenuto arretramento. Il dato, che riflette anche gli effetti sul sentiment dell’acuirsi delle preoccupazioni sul versante geo-politico, rappresenta, presumibilmente, un aggiustamento fisiologico in considerazione degli elevati livelli raggiunti dall’indicatore nei mesi precedenti.

Anche sul versante delle imprese nel mese di dicembre si è registrato un modesto arretramento del clima di fiducia. Il dato è sintesi di differenze di valutazione tra gli operatori dei principali settori di attività economica. Solo gli imprenditori dei servizi di mercato segnalano un miglioramento del sentiment. Tra gli operatori delle costruzioni, del commercio al dettaglio e, in misura più contenuta, tra gli imprenditori dell’industria manifatturiera prevale un giudizio negativo

A questo andamento complessivo delle aspettative degli imprenditori si associa un’evoluzione della produzione industriale che, sebbene in recupero rispetto al 2014, evidenzia alcune difficoltà. A dicembre, sulla base delle stime elaborate da Confindustria, si sarebbe registrato un calo dello 0,4% rispetto a novembre. Stando, comunque, alle indicazioni derivanti dagli ordinativi (+0,7% rispetto a novembre), il quadro produttivo dovrebbe registrare un contenuto miglioramento nei primi mesi del nuovo anno.

Nonostante la ripresa dell’attività produttiva non abbia ancora assunto toni particolarmente sostenuti, a novembre l’occupazione, secondo le stime provvisorie, è tornata ad aumentare (+36mila unità rispetto al mese precedente, +206mila su base annua). All’andamento positivo dell’ultimo mese ha contribuito sia la componente dipendente (+8mila unità), sia quella indipendente (+28mila unità).

Nello stesso mese si è rilevata un’ulteriore diminuzione delle persone in cerca di lavoro (-48mila unità in termini congiunturali, -479mila su base annua). Tali andamenti hanno determinato un ridimensionamento del tasso di disoccupazione sceso all’11,3%, 1,7 punti percentuali in meno rispetto a novembre del 2014, il livello più basso dalla fine del 2012.

Elementi positivi continuano ad emergere dalla CIG, che segnala, anche a novembre 2015, una riduzione delle ore autorizzate (-38,5% su base annua). Nel complesso degli undici mesi si rileva una flessione del 34,1% rispetto all’analogo periodo del 2014.

 

 

LE DINAMICHE CONGIUNTURALI

L’aumento registrato dall’ICC a novembre (+0,4%), rispetto al mese precedente, deriva dalla ripresa, dopo un trimestre di riduzioni, della domanda di beni (+0,7%) e da un calo della spesa relativa ai servizi (-0,2%).

In questo contesto solo tre macrofunzioni di spesa evidenziano un andamento negativo: beni e servizi ricreativi (-0,3%), beni e servizi per le comunicazioni (-0,2%), pasti e consumazioni fuori casa (-0,1%).

L’aumento più significativo (+1,8% rispetto ad ottobre) ha riguardato i beni e servizi per la mobilità influenzati dal positivo andamento delle auto e delle moto. In significativo recupero è risultata anche la spesa per gli alimentari, le bevande ed i tabacchi (+0,9%)

Sia per la spesa per beni e servizi per la cura della persona che per la spesa relativa ai beni e ai servizi per la casa e per l’abbigliamento e le calzature, l’aumento è stato di modeste dimensioni (+0,2%).

LE DINAMICHE TENDENZIALI

La dinamica tendenziale dell’ICC di novembre mostra una crescita del 2,2%, in accelerazione rispetto ad ottobre. Questo risultato sintetizza l’andamento positivo sia della domanda relativa ai servizi (+1,9%), sia di quella per i beni (+2,3%).

A novembre 2015 in un contesto di diffuso miglioramento, si osserva una crescita particolarmente sostenuta, su base annua, per la domanda di beni e servizi per la mobilità (+9,0%), andamento a cui hanno contribuito in misura significativa le vendite di auto e motocicli ai privati.

Positivi i risultati per la domanda di beni e servizi per le comunicazioni, per gli alberghi e pasti e i consumi fuori casa (+1,9%), ma anche per la spesa per l’abbigliamento e le calzature e per i beni e servizi ricreativi (+1,6%).

Lievemente più contenuto è stato l’aumento, su base annua, per i beni e i servizi per la cura della persona (+1,2%), per i beni e servizi per la casa e per gli alimentari bevande e tabacchi (+0,7%).

LE TENDENZE A BREVE TERMINE DEI PREZZI AL CONSUMO

Sulla base delle dinamiche registrate dalle diverse variabili che concorrono alla formazione dei prezzi al consumo, per il mese di gennaio 2016 si stima, rispetto a dicembre, una riduzione dello 0,2% riflettendo in larga parte la tendenza alla flessione dei prezzi degli energetici. Nel confronto con gennaio del 2015 la variazione del NIC dovrebbe attestarsi al +0,2%.

Redazione

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