Industria 4.0: il piano del Governo per rilanciare gli investimenti e le imprese italiane

 Industria 4.0: il piano del Governo per rilanciare gli investimenti e le imprese italiane

Potrebbe essere «l’ultima occasione per la manifattura italiana», come ha affermato il presidente di Assolombarda Gianfelice Rocca, o semplicemente, come detto dal professor Marco Taisch del Politecnico di Milano, «una grande occasione per l’Italia» che, grazie alle nuove tecnologie, vedrà diminuire il gap competitivo che premiava i Paesi con un minor costo della manodopera. In ogni caso, l’avvento dell’Industria 4.0 cambierà radicalmente il modo di progettare e produrre nelle nostre imprese.

Per recuperare il ritardo accumulato in questi anni, mentre altri Paesi (come gli Stati Uniti, la Francia e, soprattutto, la Germania) si preparavano alla quarta rivoluzione industriale (utilizzo di macchine intelligenti, interconnesse e collegate a Internet), il Governo italiano ha preparato un Piano nazionale per l’Industria 4.0. Il Piano è stato presentato ieri, a Milano, dal ministro per lo Sviluppo Economico Carlo Calenda e dal presidente del Consiglio Matteo Renzi.

La quarta rivoluzione industriale

Cos’è l’industria 4.0 e come bisogna affrontarla.

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Il Piano sarà coordinato («con una verifica spietata», come ha assicurato Calenda) da una cabina di regia pubblico-privata costituita dalla presidenza del Consiglio, dai ministeri dello Sviluppo, dell’Economia, dell’Istruzione, del Lavoro, dell’Agricoltura e dell’Ambiente, dai Politecnici di Bari, Milano e Torino, dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e dal CRUI, da alcuni Centri di Ricerca, dalla Cassa Depositi e Prestiti, dal mondo economico e imprenditoriale (Confindustria, Rete Imprese Italia) e dalle principali organizzazioni sindacali.

Investimenti innovativi: benefici concreti per le imprese

Il Piano nazionale Industria 4.0 prevede di:

  • incrementare di 10 miliardi di euro gli investimenti privati in innovazione, portandoli da 80 a 90 miliardi nel 2017;
  • aumentare di 11,3 miliardi la spesa privata in R&S&I focalizzata sulle tecnologie dell’Industria 4.0 nel periodo 2017-2020;
  • accrescere di 2,6 miliardi il volume degli investimenti privati early stage mobilitati nel periodo 2017-2020.

A fronte dei circa 24 miliardi di investimenti privati su tecnologie, ricerca e sviluppo, innovazione, start-up, il Governo impegna 13 miliardi sotto forma di incentivi.

Le iniziative previste per il periodo 2017-2020 sono le seguenti:

  • Iperammortamento: incremento dell’aliquota al 250% per beni Industria 4.0;
  • Superammortamento: proroga della norma per un anno con aliquota al 140% a eccezione di veicoli e altri mezzi di trasporto che prevedono una maggiorazione ridotta al 120%; al fine di garantire la massima attrattività della manovra, estensione dei termini per la consegna del bene al 30/06/2018 previo ordine e acconto >20% entro il 31/12/2017;
  • Beni Strumentali: proroga della norma per un anno;
  • Fondo Rotativo Imprese: sezione del FRI dedicata a investimenti I4.0 in cui CDP interviene in pool con il sistema bancario;
  • Credito d’imposta alla ricerca: incremento aliquota su ricerca interna dal 25% al 50% e limiti credito massimo per contribuente da 5 a 20 milioni di euro;
  • Detrazioni fiscali al 30% per investimenti fino a 1 milione di euro in PMI innovative;
  • Assorbimento perdite start-up da parte di società “sponsor”;
  • PIR – Detassazione capital gain su investimenti a medio/lungo termine;
  • Programma “acceleratori di impresa”: finanziare la nascita di nuove imprese con focus su Industria 4.0 con combinazione di strumenti agevolativi e attori istituzionali (CDP);
  • Fondi di investimento dedicati all’industrializzazione di idee e brevetti innovativi;
  • Fondi VC dedicati a start-up I4.0 in co-matching.

Le competenze per l’Industria 4.0

Il Piano nazionale Industria 4.0 pone particolare attenzione alla formazione delle competenze necessarie per affrontare la quarta rivoluzione industriale, puntando a:

  • una crescita degli studenti universitari di 200.000 unità;
  • un raddoppio degli iscritti agli istituti tecnici superiori;
  • 1400 dottorati di ricerca;
  • 3000 manager specializzati sui temi 4.0.

Per raggiungere tali obiettivi il Piano governativo prevede – oltre all’implementazione del Piano Nazionale Scuola Digitale, alla focalizzazione dell’Alternanza Scuola-lavoro su percorsi coerenti con Industria 4.0 e altre misure – la costituzione (pivotando sulle sedi di Confindustria e Rete Imprese Italia sul territorio) di Digital Innovation Hub. Tali realtà, ponti tra imprese, ricerca e finanza, che dovranno interagire con i DIH europei, avranno il compito di:

  • sensibilizzare le imprese sulle opportunità esistenti in ambito Industria 4.0;
  • supportarle nelle attività di pianificazione degli investimenti innovativi;
  • indirizzarle verso i Competence Center (vedi più sotto);
  • facilitare l’accesso agli strumenti di finanziamento pubblico e privato;
  • fare mentoring alle imprese.

I pochi e selezionati Competence Center nazionali, sorti grazie al forte coinvolgimento di poli universitari di eccellenza e grandi player privati (il ministro Calenda ha citato i Politecnici, l’Università di Bologna per la meccatronica, le Università consorziate del Veneto, la Scuola Superiore di Sant’Anna e l’Università Federico II) e polarizzati su ambiti tecnologici specifici e complementari, avranno la seguente mission:

  • Formazione e awareness su Industria 4.0;
  • Live demo su nuove tecnologie e accesso a best practice in ambito Industria 4.0;
  • Advisory tecnologica per PMI su Industria 4.0;
  • Lancio ed accelerazione di progetti innovativi e di sviluppo tecnologico;
  • Supporto alla sperimentazione e produzione “in vivo” di nuove tecnologie Industria 4.0;
  • Coordinamento con centri di competenza europei.

Le direttrici di accompagnamento

Le misure illustrate finora sono le cosiddette “direttrici chiave” del Piano nazionale Industria 4.0.

Le “direttrici di accompagnamento” (infrastrutture abilitanti e strumenti pubblici di supporto) sono le seguenti:

  • Banda Ultra Larga
    • 100% delle aziende coperte a 30 Mbps e almeno 50% delle aziende coperte a 100 Mbps, entro il 2020, tramite investimenti pubblici e privati
  • Fondo Centrale di Garanzia
    • Riforma e rifinanziamento per l’anno 2017 del Fondo Centrale di Garanzia con focus su copertura investimenti I4.0
  • Made in Italy
    • Forte investimento su catene digitali di vendita e incremento del supporto alle PMI (centri tecnologici, workshop, formazione)
  • Contratti di Sviluppo
    • Negoziazione ed erogazione di finanziamenti personalizzati in base alle esigenze specifiche delle imprese con priorità su progetti I4.0
  • Scambio Salario – Produttività
    • Rafforzamento dello scambio salario produttività tramite incremento RAL e limite massimo somma agevolabile.

Renzi: «Un progetto strategico, ma concreto»

Nel chiudere la presentazione del Piano nazionale Industria 4.0, il premier Matteo Renzi ha sottolineato che il Governo ha realizzato un progetto strategico che non rischi di perdersi nella realizzazione. Invitando dunque tutti gli attori economici ad avere coraggio e a “mettersi al lavoro”, certo che l’Italia, pur con tutti i suoi problemi, può e deve essere la “patria delle opportunità”, Renzi ha espresso la ferma convinzione che «il piano funzionerà se le donne e gli uomini che fanno l’impresa accetteranno la sfida del cambiamento».

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Dario Vascellaro

Direttore responsabile de Il Giornale delle PMI

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