Industria, i ministri Ue varano un pacchetto di richieste in vista del Consiglio europeo

 Industria, i ministri Ue varano un pacchetto di richieste in vista del Consiglio europeo

Una sorta di Industrial Compact a fianco del Fiscal Compact: inserire cioè sistematicamente l’obiettivo di rilancio industriale in tutte le politiche dell’Unione europea perché è proprio da ciò che dipende la sostenibilità della crescita futura e il raggiungimento di adeguati livelli occupazionali. Un impegno che è stato formalizzato ufficialmente ieri in occasione della seconda Conferenza Ministeriale europea degli “Amici dell’Industria” che – coordinata dal Ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato – si è svolta a Villa Madama a Roma e i cui lavori sono stati chiusi dal Presidente del Consiglio Enrico Letta.

Durante la riunione, alla quale hanno partecipato i rappresentanti di 24 Paesi europei, è stata elaborata una Dichiarazione congiunta che sarà inviata ai Capi di Stato e di Governo dei Paesi membri affinché il tema possa essere affrontato al massimo livello per favorire azioni concrete in vista dell’importante Consiglio europeo di marzo.

Solo attraverso il rafforzamento dell’industria manifatturiera – è la tesi di fondo del documento – si può rilanciare la crescita economica e l’occupazione in Europa. Un rafforzamento da attuare nel breve termine attraverso misure concrete e incisive finalizzate alla diversificazione dei settori produttivi, all’eliminazione di elementi di criticità che frenano la produzione, come la bolletta energetica e il differente costo del lavoro, e a favorire maggiori investimenti in ricerca e sviluppo.

All’appuntamento hanno partecipato Italia, Francia, Germania, Spagna, Grecia, Bulgaria, Lussemburgo, Belgio, Lituania, Romania, Portogallo, Lettonia, Repubblica Slovacca, Polonia, Malta, Slovenia, Irlanda, Croazia, Ungheria, Regno Unito, Austria, Repubblica Ceca, Estonia, Cipro. Ed è intervenuto anche il vicepresidente della Commissione europea Antonio Tajani.

«Ci siamo formalmente impegnati a portare avanti, con grande determinazione, azioni concrete e mirate con l’obiettivo di favorire la ripresa economica soprattutto attraverso l’innovazione nel comparto manifatturiero – ha affermato a conclusione del summit il Ministro Zanonato -. Perché, come affermato dal Presidente Letta a Bruxelles, le politiche industriali e di competitività devono essere messe al centro dell’attenzione in sede europea. In qualità di Ministro dello Sviluppo Economico – ha aggiunto – assicuro il massimo impegno in vista del Semestre italiano di Presidenza dell’Ue durante il quale il nostro governo si batterà per annullare il più possibile quelle criticità che oggi fanno segnare il passo alla crescita delle imprese. Ritengo che, come esistono impegni vincolanti in materia di clima e di energia, così dobbiamo porci l’obiettivo del rilancio dell’industria europea che deve tornare, possibilmente entro il 2020, al livello di contributo al Pil continentale che il settore aveva alla fine del secolo scorso».

Numerosi i punti all’ordine del giorno della riunione durante la quale sono stati fatti significativi passi in avanti rispetto alla prima Conferenza degli “Amici dell’Industria” che si è tenuta a ottobre scorso a Parigi. I Ministri Ue hanno concordato sulla necessità che per restituire all’industria un ruolo di rilevanza non basta puntare sull’innalzamento dei differenziali competitivi tra le diverse economie ma è necessario disegnare nuovi modelli in cui una quota crescente di valore aggiunto è prodotta dalla ricerca e da sistemi ad essa connessi. Un focus particolare sull’energia affinché possa diventare a sua volta driver di sviluppo e di rilancio: un’energia più competitiva e sostenibile sarà pertanto una delle questioni su cui i ministri presenti si sono impegnati maggiormente a battersi in sede europea.

Redazione

Partecipa alla discussione

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.