Industrial Compact: la prima risposta concreta dell’UE al deterioramento del tessuto industriale del continente

 Industrial Compact: la prima risposta concreta dell’UE al deterioramento del tessuto industriale del continente

L’Unione Europea prova a cambiare strada e torna nuovamente a puntare sul settore industriale e manifatturiero, da molti ritenuto vero antidoto alla crisi attuale, dopo un decennio dedicato principalmente al terziario avanzato e alla finanza.

È questa la sensazione che si ricava dalla presentazione del nuovo piano denominato “Industrial compact”, avvenuta a Bruxelles il 22 gennaio 2014, e promosso dalla Commissione Europea: si tratta di un programma di finanziamento specificamente dedicato alla innovazione in sei settori industriali di importanza strategica. Sono a disposizione 100 miliardi di euro.

I settori interessati sono:

  • acciaio: il piano prevede sostegno a occupazione ed innovazione in questo settore fondamentale per l’industria moderna, oltre a misure volte a sviluppare la domanda;
  • industria automobilistica: la UE ha messo sul piatto 2 miliardi di euro, anche in questo caso dedicati prevalentemente allo sviluppo dell’innovazione nell’automotive, a partire da automobili meno inquinanti e sistemi di trasporto intelligenti;
  • edilizia: questa parte del programma, coadiuvato anche da fondi BEI, punterà a rilanciare il settore della costruzioni, uno dei più colpiti dalla crisi, tentando di sviluppare le competenze maggiormente richieste dal mercato quali le costruzioni sostenibili e a basso impatto ambientale;
  • industria per la sicurezza: il programma in questo settore ha come scopo il rafforzamento della cooperazione dei paesi dell’Unione nella difesa militare, con particolare attenzione, anche in questo caso, alla ricerca;
  • cantieristica navale: qui invece si prevede il censimento delle competenze disponibili e finanziamenti a lungo termine dedicati;
  • turismo: unica eccezione all’impostazione manifatturiera dell’Industrial Compact, probabilmente giustificata dalle enormi potenzialità di attrattiva del continente europeo in questo settore, con un marchio di qualità unico e uno sviluppo delle prenotazioni attraverso sistemi informatici.

Come anticipato, l’Industrial Compact costituisce la prima risposta concreta dell’Unione Europea al deterioramento del tessuto industriale del continente, il quale attraversa una fase nel complesso difficile, pur con le dovute differenze da paese a paese, così da contrastare le politiche di rigore che non hanno certo giovato all’espansione manifatturiera delle imprese europee. L’obiettivo è quello di portare al 20% il PIL prodotto dalla manifattura continentale entro il 2014 (oggi siamo al 14%).

Un altro aspetto molto positivo di questo programma è la possibilità di collegamento con i fondi strutturali e i finanziamenti nazionali, così da consentire di “chiudere il cerchio”, fornendo significativi finanziamenti lungo tutte le fasi di sviluppo del prodotto: innovazione, basata sulla ricerca non solo accademica ma anche industriale, sviluppo e realizzazione del progetto pilota, in modo da testare le reazioni del mercato, fino alla commercializzazione.

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