Innovation Management per l’impresa

 Innovation Management per l’impresa

Il Centro di Competenza Artes 4.0 è un network di università e aziende ad alta specializzazione per il servizio all’innovazione delle imprese, con una struttura a rete che garantisce l’intera copertura nazionale ed una proiezione internazionale. Artes 4.0 è in grado di fornire tecnologie e servizi dedicati a rispondere ai bisogni delle imprese, in particolare le PMI, mediante progetti di orientamento, formazione, innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale. All’interno di Stargate Consulting & Training ci sono competenze specialistiche in ambito finanziario, Project e Innovation management, digitale, automazione e robotica.

Ne parliamo con il Business Innovation Manager Andrea Bellucci (nella foto sopra, ndr).

Il vostro motto è: “I progetti di valore si finanziano da soli”. Non le sembra di essere troppo ottimista?

Chiaramente la nostra è una provocazione che vuole mettere in ordine i concetti di “fine” e “mezzo”.

Il nostro obiettivo è quello di aiutare le imprese a definire progetti di investimento di impatto con un chiaro “business case” o “ritorno di investimento” o, per capirci ancora meglio, con una chiara specifica di “cosa ci guadagna l’azienda investendo”.

Per questo utilizziamo una metodologia di Innovation Management focalizzato sul business, per rendere profittevoli la progettualità e la creatività. A quel punto ci concentriamo sugli elementi competitivi dell’impresa e sfruttiamo al meglio i fattori abilitanti tecnologici e finanziari. Una volta identificato il posizionamento che può davvero far crescere l’impresa, ci dedichiamo ai mezzi finanziari, terzi e agevolati.

Per le banche è fondamentale poter ridefinire il profilo di valutazione del rischio delle imprese stesse. Quelle che applicano i principi dell’innovation management e della sostenibilità vedono diminuire tali rischi: diventa quindi più facile finanziarle.

Per questi motivi “i progetti di valore si finanziano da soli”.

Quali sono le agevolazioni per l’economia sostenibile?

La premessa è che per fare economia sostenibile occorre fare innovazione e rivedere i propri business model, magari per scoprire che proprio quella è la strada per essere più competitivi, aumentare la propria “brand reputation” e attivare nuova progettualità. Così facendo si innesca un percorso virtuoso che porta l’azienda a crescere e guadagnare fette di mercato (o quantomeno a conservare quelle che ha già).

La capacità di recuperare e riutilizzare le risorse si traduce in riduzione dei costi per il trattamento e lo smaltimento finale di quelli che altrimenti sarebbero diventati rifiuti.

Non è solo una questione di sostenibilità. Anche da un punto di vista finanziario, è stato provato che le aziende in processo di certificazioni ambientali (o quantomeno attive nel campo della circolarità) aumentano la loro redditività, hanno una miglior resa agli stress statistici e quindi un migliore rating.

Sono già disponibili agevolazioni a livello nazionale ed europeo al fine di supportare le aziende nel processo di trasformazione “green” in termini di efficienza energetica, energie rinnovabili, efficientamento delle risorse, trasporti verdi ecc.

Al di là delle discussioni in corso e delle richieste di emendamento, nel DDL di bilancio 2020 è previsto un nuovo credito d’imposta per la produzione green e 4.0 per il periodo 2021-2023. In aggiunta agli incentivi attuali, dovrebbe prevede un credito di imposta del 10% e fino a un massimo di 60.000 euro per gli investimenti 4.0 sui sistemi produttivi che abbiano anche un impatto positivo sull’ambiente.

Anche la Sabatini viene declinata in chiave green: il 25 per cento delle risorse è infatti riservato alle micro, piccole e medie imprese che acquisteranno macchinari, impianti e attrezzature nuovi a uso produttivo volti a migliorare l’ecosostenibilità dei prodotti e dei processi produttivi.

Normalmente, come già accennato, chi investe per la “sostenibilità” del proprio business sviluppa progettualità innovativa che gli garantisce l’accesso anche ad altri strumenti agevolati reperibili attraverso i fondi europei di gestione diretta, i fondi strutturali delle regioni, attraverso il credito d’imposta per ricerca e sviluppo, attraverso i voucher per l’innovation management,  attraverso il nuovo credito di imposta innovazione, attraverso i bandi dei Centri di Competenza, tra cui Artes 4.0 (di cui siamo soci fondatori).

Quali competenze deve avere un Innovation Manager orientato al Business dell’impresa?

Tra le competenze dell’Innovation Manager non ci sono soltanto quelle di implementare le tecnologie abilitanti previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0,  di ammodernare gli assetti gestionali e organizzativi dell’impresa, ma anche di favorire l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali.

In generale direi che occorre saper definire tre elementi: un “business case” specifico relativo ai progetti di investimento, un “business model” idoneo a creare valore e catturarlo in modo continuativo e remunerativo, un “business planning” efficace per intercettare le soluzioni finanziarie (ordinarie e agevolate) più idonee.

Per questo mi piace parlare di “Business Innovation Management”: il punto non è fare innovazione, ma cosa si guadagna con l’innovazione sostenibile e quali “esternalità” positive si riescono a generare nell’ambiente circostante.

A quel punto si diventa “attrativi” anche per gli investitori, non solo per i finanziatori.

Quali informazioni deve fornire l’azienda a un investitore VC?

I tre aspetti che convincono il VC all’investimento sono: un team solido e competente; un mercato di riferimento ampio; un prodotto/servizio che abbia già vantaggio competitivo. Il target di riferimento sono le start-up e le imprese che per loro natura hanno un’alta percentuale di fallimento ma, in caso di successo, garantiscono exit importanti ai loro investitori.

Per chi si occupa di Innovation Management orientato al business, l’aspetto interessante sta nel fatto che il Venture Capital acquisisce quote della società e, a seconda dei casi, aiuta la start-up anche a livello operativo, mettendo a disposizione competenze manageriali, tecniche e relazioni.

In cosa fa la differenza Stargate Consulting & Training?

Veniamo da un’esperienza ventennale in finanza di impresa e gestione di progetti di innovazione e ricerca e sviluppo.

Il nostro focus è quello di aiutare le imprese a sviluppare il proprio potenziale innovativo traducendo le idee in concetti di mercato e, di conseguenza, intercettando le migliori opportunità finanziarie e tecnologiche.

Abbiamo sviluppato un metodo di Innovation Management che si chiama Innesco e ci consente di definire proposte di impatto e progetti di investimento con maggiori “chance” di finanziamento ordinario e agevolato.

I progetti di innovazione hanno come obiettivo la realizzazione o il miglioramento di prodotti, processi o servizi anche tramite lo sviluppo e l’adozione di tecnologie avanzate in ambito Industria 4.0.

Con l’obiettivo di sfruttare le migliori soluzioni tecnologiche, insieme a 13 centri di ricerca e oltre 100 aziende innovative abbiamo fondato il Centro di Competenza Artes 4.0 capofila la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Quest’ultimo, alla pari dei nostri rapporti qualificati con start-up, PMI innovative e centri di ricerca, ci consente di intercettare velocemente opportunità e partnership.

Quale è l’azienda alla quale vi rivolgete tipicamente? 

I nostri clienti sono imprese con potenziale innovativo e possibilità di sfruttare i finanziamenti agevolati e le nuove tecnologie in modo efficace.

Possono essere PMI nel settore manifatturiero con un prodotto che può avere un vantaggio competitivo; start-up e società tecnologiche che vogliono valorizzare i propri talenti e sfruttare il proprio potenziale; società che devono avviare o che hanno già avviato un processo di digitalizzazione; società di servizi che vogliono ottimizzare il valore per i propri clienti e ridurre i propri costi.

In generale, possiamo essere utili a qualsiasi impresa che voglia sviluppare un proprio processo interno di innovazione di prodotto, servizio o processo e che voglia sfruttare al meglio i fattori abilitanti finanziari e tecnologici.

All’interno di Artes 4.0 le principali soluzioni tecnologiche che possiamo fornire sono:

  • Robotica collaborativa, biorobotica e bioingegneria, interazione uomo-macchina.
  • Soluzioni robotiche avanzate per innovazione di processo, nuove tecnologie robotiche ed ICT per manutenzione predittiva e su condizione.
  • Additive Manufacturing.
  • Realtà virtuale e aumentata.
  • Intelligenza artificiale per l’industria 4.0.
  • Reti di Comunicazione, Sistemi Real-Time Embedded, Servizi in Cloud e Cybersecurity.
  • Open Innovation e R&D Management.
  • Economia dell’innovazione e dinamica industriale.
  • Big data per l’innovazione e strategia d’impresa.

Giorgio Nadali

Giornalista per diverse Testate nazionali. Docente di "Comunicazione e successo" presso l'Università UniTre di Milano. Formatore e performance coach certificato. Autore di 12 libri pubblicati.

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