Innovazione: Lombardia prima al Nord-ovest, Basilicata al Sud

 Innovazione: Lombardia prima al Nord-ovest, Basilicata al Sud
Tra il 2005 e il 2013 è la Basilicata la regione del Mezzogiorno a risultare con il maggior potenziale di innovazione, secondo la nuova release di dati regionali dell’Assirm Innovation Index (AII), l’indicatore che misura la capacità di un territorio di generare e promuovere il rinnovamento, ideato da Assirm, l’Associazione delle aziende di ricerche di mercato, sondaggi di opinione e ricerca sociale.
Comunque la crisi finanziaria dell’ultimo decennio ha accentuato il divario tra Nord e Sud. Infatti dopo il dato positivo della Basilicata (+ 6,5), si registra infatti un ex-aequo di Molise e Campania (+ 0,9). Trend negativo invece per le restanti Regioni: – 0,2 per la Calabria, – 0,5 per l’Abruzzo e – 4,2 per la Puglia. Ultimi posti infine per Sardegna e Sicilia, che registrano rispettivamente un trend in calo di -7,9 e di -9,0 punti.
Mentre è la Lombardia la regione del Nord-Ovest che negli ultimi anni ha registrato il più alto potenziale d’innovazione. A seguire la Lombardia, ed il suo valore medio di 2,9, la Valle d’Aosta con 2,6. Liguria e Piemonte (2,1) ex-aequo al terzo posto.
«È interessante notare come – a prescindere dalle specificità regionali – l’intero nord-ovest sia riuscito a superare il picco della crisi economico-finanziaria che ha interessato l’intervallo temporale sotto esame, ottenendo un indice con segno positivo e superiore alla media italiana (1,7)» – commenta Guendalina Graffigna, Direttore del Centro Studi di Assirm.
«Occorre sottolineare tuttavia che questo trend positivo ha subito un rallentamento nel 2013*» – aggiunge Graffigna – «in riferimento a quest’anno, infatti, la Lombardia chiude con segno negativo (-0,5). Questo dato, pur non inficiando il suo posizionamento complessivo di trend, può costituire un campanello d’allarme per gli addetti ai lavori».
Tale rallentamento ha interessato l’intero Nord-Ovest: Piemonte (0,1) che conferma comunque un indice positivo, Valle d’Aosta (-1,5), e la Liguria (-3,8). «Il drastico rallentamento di quest’ultima, in particolare, potrebbe essere attribuito alle calamità naturali che hanno interessato il territorio dal 2011 al 2013».

Redazione

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