Instagram a quota 300 milioni. E 3 idee per il suo utilizzo business

 Instagram a quota 300 milioni. E 3 idee per il suo utilizzo business

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[dropcap]L[/dropcap]a notizia è rimbalzata un po’ ovunque, ed ha anche trovato spazio sul diario Facebook di Mark Zuckerberg. Instagram ha raggiunto la scorsa settimana 300 milioni di utenti [dati: Instagram]. Un numero enorme che gli permette di superare Twitter (fermo a 284 milioni). Ma anche uno di quei numeri sconvolgenti cui ci ha abituato il tech: Instagram ha soli quattro anni di vita, e negli ultimi 14 mesi ha raddoppiato i suoi users (150 milioni secondo i dati di settembre 2013).

Certo questo trend dipende dal fatto che – dopo l’acquisizione di Instagram da parte di Facebook – il link tra i due networks è diventato facile e diretto, permettendo al social diventato famoso con le sue foto quadrate di crescere in maniera organica, sana e consistente. Ma è altrettanto vero che, nonostante le prime aspettative degli addetti ai lavori, Facebook ha gestito l’acquisizione al meglio: non ha snaturato ne tantomeno obliterato l’ex-concorrente, ma anzi ha messo a frutto le sinergie più immediate tra le due fan-base.

A 2 anni dall’acquisizione per l’incredibile cifra di 1 miliardo di dollari – era infatti il 2012 – il nuovo social inizia inoltre a monetizzare in maniere sostenuta, grazie naturalmente alla pubblicità. Viene allora naturale chiedersi se non sia il caso di rivolgersi a Instagram come ad una opzione naturale di social network per il proprio business. Ci sono venute in mente 3 idee sull’argomento:

1) Fan-base. Instagram ha una penetrazione crescente sul target più giovane, quello cioè della cosiddetta ‘y’ generation – vale a dire i nati dopo il 1980. Questa è la audience dove alcuni social – Facebook, ad esempio – iniziano a faticare. Se la vostra azienda ha interesse in questo target group, è sicuramente il caso di pensare ad Instagram per mantenerlo ingaggiato.

2) Foto prima che testi e grafiche. Instagram nasce e vive per condividere immagini fotografiche di qualità. Il testo è un elemento secondario e serve soprattutto a raccontare la storia dietro l’immagine sotto alla quale si colloca. Se, quindi, la vostra azienda lavora in settori in cui le immagini sono al primo posto – come ad esempio l’aparel o il food – questo social è importante. Se, invece, gli aspetti tecnico-descrittivi sono preponderanti e richiedono la flessibilità di un testo scritto, probabilmente è meglio rivolgersi altrove.

3) Community. Piuttosto che uno strumento di ‘conversione’ (cioè di driver delle vendite, portando ad esempio traffico qualificato al vostro shop) Instagram è un tool di branding. Non solo, ancor più che Facebook, Instagram deve essere considerato un mezzo per fare business in maniera indiretta e implicita. I suoi utenti non sono in ‘buying-mode’ quando lo usano, ma piuttosto alla ricerca di immagini belle ed affini alle proprie passioni. È bene allora pensare ad Instagram innanzitutto come ad una leva per fare ‘community’, cioè per raggruppare potenziali consumatori attorno ai loro interessi.

Il business che si può fare con Instagram ha quindi bisogno di tempo per essere costruito, e di ancora più tempo per dare dei risultati quantitativi tangibili. Non hanno invece perso tempo per approfittare di questo trend potente e potenziale le aziende leader in fatto di marketing e comunicazione. Potete allora prendere ispirazione per la vostra strategia di Instagram da esempi innovativi come quelli della community per i runners di Nike (http://instagram.com/nikerunning/). Se invece siete curiosi di sapere quali sono i migliori brands su Instagram secondo il suo fondatore Kevin Systrom, potete dare un’occhiata a questa intervista.

Federico Corradini
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