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Internazionalizzate e innovative le pmi che hanno emesso minibond

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[dropcap]G[/dropcap]li strumenti di finanziamento alternativi, quali minibond e cambiali finanziarie, cominciano a rappresentare un’importante leva a cui le piccole e medie imprese (pmi) possono ricorrere grazie all’evoluzione normativa degli ultimi anni.

Dal 2014 il mercato ha segnato una netta crescita: in particolare, si sono registrate 49 emissioni, di cui ben 36 tra giugno e dicembre, per un ammontare complessivo nel corso dello scorso anno pari a circa 730 milioni di euro.

Tra le società emittenti non troviamo solo pmi – tipologia di aziende a cui è stato principalmente rivolto lo strumento – ma anche imprese con fatturati superiori a 50 milioni di euro ed alcune società attive nel settore finanziario. La ricerca elaborata da Bureau van Dijk ed Eidos Partners si concentra in particolare proprio sulle piccole e medie imprese emittenti, andando ad analizzarne aspetti finanziari e reddituali, oltre ad informazioni più qualitative, quali il grado di innovazione e di internazionalizzazione. Le società del campione analizzato sono basate per l’80% nel Nord Italia (53% nel solo Nord-Ovest); per il 60% circa registrano un fatturato inferiore a € 50 mln; l’88% delle società ha un EBITDA margin maggiore del 5% e le società che hanno una marginalità inferiore al 5% presentano una cedola media del minibond più alta del campione di circa il 30%.

Grazie al database AIDA di Bureau van Dijk è stato inoltre possibile analizzare il grado di eleggibilità al Fondo Centrale di Garanzia, da cui è risultato che solo il 30% delle società emittenti (quelle appartenenti alle fasce I e II secondo la classificazione del Fondo) ha le caratteristiche per accedere alla garanzia pubblica di tale strumento.

Guardando agli aspetti più qualitativi, si rileva che queste imprese presentano un discreto grado d’internazionalizzazione: in media le società del campione conseguono il 25% circa dei ricavi all’estero e il 50% ha partecipate estere.

Queste imprese – sempre dalle analisi condotte sul database mondiale Orbis di Bureau van Dijk – sono anche da considerarsi imprese innovative con il loro 30% di deposito brevetti, ben al di sopra della media nazionale.

Le società analizzate sono anche attive sul fronte delle operazioni di finanza straordinaria: infatti il 24% del campione è stato coinvolto in operazioni di M&A (di cui il 26% cross border) nell’ultimo anno (fonte dati: Zephyr Bureau van Dijk). Tutti i dettagli della ricerca sono disponibili anche sul sito Piattaforma PMI www.piattaformapmi.it promosso da Eidos Partners ed Officine CST e sul sito di Bureau van Dijk www.bvdinfo.it, scelto come partner di Piattaforma PMI per la fornitura delle informazioni economico finanziarie necessarie per iscriversi al portale.

Il progetto Piattaforma PMI, nato circa un anno fa e lanciato ufficialmente a novembre 2014, consta oggi di circa 100 società analizzate, delle quali 30 hanno completato la registrazione alla Piattaforma beneficiando di tutti i servizi ad essa associati. Circa il 75% delle imprese registrate sono state assistite da un mentor, figura di riferimento delegata direttamente dall’impresa per la registrazione e il relativo inserimento dei dati all’interno del portale. Sono oltre 10 i mentor iscritti ad oggi a Piattaforma PMI, rappresentati principalmente da studi associati di commercialisti, società di revisione e società di consulenza finanziaria. Tra gli investitori iscritti alla Piattaforma figurano alcuni dei principali fondi italiani dedicati ai minibond, primari investitori stranieri e fondi di private equity. Rispetto alle statistiche fornite nella ricerca elaborata da Bureau van Dijk ed Eidos Partners sulle società che già hanno emesso un minibond negli ultimi due anni, le imprese presenti in Piattaforma PMI sono più piccole in termini di fatturato e vi è inoltre un maggior peso di piccole e medie imprese situate nel Centro e nel Sud Italia. «Per le piccole imprese interessate ad emissioni da € 1 – 2 milioni, sarebbe senz’altro utile creare nuovi veicoli di investimento e agevolare operazioni di cartolarizzazione con garanzie pubbliche. Piattaforma PMI è lo strumento che può facilitare questo tipo di operazioni», ha commentato Riccardo Banchetti, partner di Eidos Partners.

Redazione

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