Internazionalizzazione dell’impresa e gestione delle informazioni. Parte I

 Internazionalizzazione dell’impresa e gestione delle informazioni. Parte I

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[dropcap]Q[/dropcap]uando si affronta il tema dell’internazionalizzazione del business di impresa molti sono i temi che devono essere affrontati. Di particolare importanza assume il tipo di rapporto commerciale che si intende instaurare con clienti e con i partner, dall’altra i vari vincoli normativi nazionali ed internazionali.

La normativa europea, in particolare la direttiva 95/46/CE, stabilisce che i dati personali possono essere trasferiti in un Paese non appartenente all’Unione Europea qualora il Paese terzo garantisca un livello di protezione adeguato.

Su questa base il Gruppo ex Articolo 29 ha ritenuto che la redazione di  Binding Corporate Rules (Nome interne vincolanti l’impresa) possa costituire uno strumento di trasferimento dei dati personali verso Paesi terzi idoneo ad assicurare un livello adeguato di protezione dei diritti degli interessati e dunque compatibile con la disciplina contenuta nella direttiva. A tal fine ha adottato tutta una serie di provvedimenti che indicano  i specifici requisiti e clausole a cui le imprese possono riferirsi nella redazione delle Bcr:  WP 74 del 3 giugno 2003, WP 107 del 14 aprile 2005, WP 108 del 14 aprile 2005, WP 153, WP 154, WP 155 del 24 giugno 2008 e WP 195 del 6 giugno 2012.

Sulla questione è intervenuta anche la Commissione europea la quale ha adottato alcune decisioni contenenti altrettanti set di clausole tra cui quelle per il trasferimento dei dati da un titolare stabilito nel territorio europeo ad un altro titolare stabilito in un Paese extra-UE o quelle per il trasferimento dei dati da un titolare stabilito nel territorio europeo ad un responsabile stabilito in un Paese extra-UE.

Nell’ambito della normativa italiana invece occorre richiamare l’art. 44, comma 1, lett. a), del Codice Privacy nel quale si trova conferma che il trasferimento di dati personali diretto verso un Paese non appartenente all’Unione Europea è consentito quando è autorizzato dal Garante sulla base di adeguate garanzie per i diritti dell’interessato, individuate dall’Autorità anche in relazione a regole di condotta esistenti nell’ambito di società appartenenti a un medesimo gruppo e denominate Binding Corporate Rules. Sul punto si deve sottolineare che sotto il profilo strettamente giuridico l’adozione di dette regole di condotta costituiscono un fatto astrattamente idoneo a produrre effetti giuridicamente vincolanti nell’ordinamento giuridico italiano, ai sensi dell’art. 1173 cod. civ.

La corretta redazione delle Bcr quindi è il passaggio fondamentale per gestire in maniera corretta il flusso informativo che si viene a creare per le imprese che decidono di intraprendere il percorso di internazionalizzazione.

Avv. Emiliano Vitelli

Emiliano Vitelli

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