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Internazionalizzazione e digital export: la sfida inevitabile per la PMI italiana

L’e-commerce è oggi un tassello decisivo nella strategia commerciale delle aziende italiane, soprattutto se ambiscono a guadagnarsi uno sbocco internazionale o vogliono potenziare la propria presenza oltre confine.

In uno scenario internazionale altamente competitivo, con consumatori sempre più avvezzi alle tecnologie digitali, l’e-commerce come canale di vendita all’estero può essere una scelta vincente tanto per la singola azienda quanto per tutto l’Export italiano.

In Italia le vendite online non sono ancora del tutto affermate come strumento di espansione del proprio giro d’affari oltreconfine, ma il trend crescente nel suo utilizzo indica una progressiva apertura delle nostre aziende all’inclusione dei canali digitali nella propria strategia di internazionalizzazione. Quello dell’export digitale è in Italia un fenomeno relativamente recente, specialmente a livello di piccole e medie realtà: sono in crescita i volumi e aumenta la consapevolezza delle opportunità. Nel 2017 l’export italiano di beni di consumo passato attraverso i canali digitali segna infatti una crescita del 21% rispetto all’anno precedente. Di particolare rilevanza i benefici apportati da questo canale a comparti come l’abbigliamento e il turismo.

I dati che arrivano dall’Osservatorio Export della School of Management del Politecnico di Milano rivelano che le esportazioni tramite canali di e-commerce di beni di consumo Made in Italy provengono appunto prevalentemente dal settore della moda, con un peso di poco superiore al 60%, seguito a distanza da quello alimentare (17%), che ha ancora una incidenza limitata ma larghissimi margini di miglioramento, e dal settore di arredamento e design (12%).

Il potenziale complessivo di sviluppo del digital export italiano è molto promettente, soprattutto se si incrociano la qualità e la reputazione superiore di molte produzioni italiane e la tendenza in rialzo tra i consumatori europei a comprare online anche su siti non registrati nel proprio paese d’origine. L’incidenza degli acquisti cross-border altissima in Russia (74% del totale e-commerce), ma anche in tutti i paesi del Nord Europa (30-45%) e nel Regno Unito, il maggior mercato digitale europeo. Tra i mercati più potenzialmente redditizi per l’export italiano ci sono la Cina, il paese che ad oggi conta il numero maggiore di utenti web al mondo e dove si registra un interesse incessantemente crescente verso il design italiano ed i marchi del Made in Italy in generale, seguita da India e USA. Considerando la propensione agli acquisti online di beni di lusso, risultano parimenti molto attrattivi anche segmenti di mercato raggiungibili online di paesi come Thailandia, Indonesia, Turchia, Iran e dell’intera area GCC (formata dai paesi arabi che si affacciano sul Golfo).

I mercati esteri e le esportazioni rivestono storicamente un ruolo centrale per l’economia italiana e per lo sviluppo delle imprese nazionali, accentuatosi a partire dalla crisi iniziata quasi dieci anni fa che ha spazzato via o ridimensionato molte realtà economiche prevalentemente o esclusivamente legate al loro territorio di appartenenza o ai profitti ricavati sul mercato nazionale. Le imprese esportatrici italiane sono quantificate attualmente in circa 210.000, ma sono relativamente ancora poche quelle che utilizzano in modo consapevole e strategico il canale dell’e-commerce.

Al contrario, le imprese che hanno capito l’importanza di essere presenti sul web registrano mediamente un incremento della produttività del 10% ed hanno performance complessive migliori rispetto alle imprese offline. Web e social media aiutano se utilizzati propriamente come strumento complementare ad una strategia di internazionalizzazione e penetrazione dei mercati stranieri ramificata e di lungo respiro, ma nella maggior parte dei casi non sono sufficienti tuttavia per superare le barriere all’entrata che le imprese incontrano nel loro approccio ai mercati esteri.

L’obiettivo di un moderno export manager dovrebbe quindi essere quello di accompagnare le piccole e medie imprese ancora lontane dai nuovi modelli di business menzionati nel compiere questo salto, prima ancora culturale che economico e organizzativo, e favorire il loro accesso alla digitalizzazione come leva di trasformazione e sviluppo del proprio business sui mercati oltre confine.

Franco Allena e Giangiacomo Chiarolini

Franco Allena e Giangiacomo Chiarolini

Team di EXPORT MANAGEMENT CONSULTING LLC, società di consulenza per tutte quelle aziende che vogliono internazionalizzare il proprio brand (www.exportmanagementconsulting.com)

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