Intesa Sanpaolo-Prometeia: buon 2016 per l’industria italiana, ma sul futuro pesa l’incertezza politica

 Intesa Sanpaolo-Prometeia: buon 2016 per l’industria italiana, ma sul futuro pesa l’incertezza politica
  1. L’industria italiana chiude il 2016 con una accelerazione del fatturato, in particolare quello interno, che riporta in positivo la variazione cumulata rispetto al 2015
  2. Resta alta la dispersione dei risultati, con alcuni settori in significativo progresso (automotive, largo consumo, mobili, farmaceutica) e altri gravati da difficoltà competitive (metallurgia ed elettrodomestici)
  3. Nel 2016 la perfomance all’estero è poco brillante in termini assoluti ma migliore di quella degli altri principali competitor: l’Italia guadagna quote di mercato in tutti i settori merceologici
  4. Il 2017 rimane caratterizzato da un elevato livello d’incertezza, legato soprattutto ai rischi politici internazionali, che potrà influenzare le decisioni d’investimento, elemento chiave dello scenario
  5. Tensioni sui costi di approvvigionamento: l’incremento dei costi delle imprese italiane, conseguenza degli aumenti nei prezzi internazionali delle commodity, nel 2017 metterà sotto pressione i conti delle imprese

L’industria italiana ha chiuso il 2016 con una accelerazione del fatturato

L’industria italiana ha chiuso il 2016 con una accelerazione, in grado di riportare il consuntivo del fatturato dei primi 11 mesi in territorio moderatamente positivo (+0.2%). Tale miglioramento è legato soprattutto alla componente di domanda interna ed è stato più intenso per alcuni produttori di beni di consumo (alimentare e bevande, mobili). Il risveglio delle vendite negli ultimi mesi dell’anno ha interessato anche i beni intermedi (metallurgia, intermedi chimici, prodotti per costruzioni, elettrotecnica), lasciando trasparire un velato ottimismo sulle prospettive di espansione del ciclo manifatturiero, di cui questi settori sono buoni anticipatori.

Resta alta la dispersione dei risultati settoriali

Nonostante la diffusione degli spunti di miglioramento, resta alta la dispersione dei risultati a livello settoriale. Nel complesso dei primi undici mesi del 2016 la maggiore espansione del fatturato ha riguardato il settore autoveicoli e moto (+5.1% a prezzi correnti), seguito da largo consumo (+4.3%), mobili (3.8%) e farmaceutica (+3.4%). In fondo alla classifica settoriale troviamo invece la metallurgia, dove la risalita del fatturato in coda d’anno (+7.2% l’incremento tendenziale di novembre a prezzi correnti) ha solo attenuato l’entità della flessione cumulata tra gennaio e novembre (-6.2%). Tra i settori più in difficoltà segnaliamo anche gli elettrodomestici, ancora in territorio negativo, penalizzati dalla scarsa competitività sui mercati esteri e su quello italiano.

Performance all’estero 2016 poco brillante, ma migliore dei competitor

L’export manifatturiero 2016 ha seguito una dinamica solo moderatamente espansiva: +1.1% a valori correnti tra gennaio e ottobre, in netto rallentamento rispetto all’incremento superiore ai 4 punti percentuali dell’anno precedente. Tale evoluzione, poco brillante in senso assoluto, è comunque migliore di quella dei nostri principali competitor (ad eccezione della Spagna) e ha consentito un guadagno di quote tra tutti i comparti del manifatturiero e su numerosi mercati. Spiccano, in particolare, le performance competitive del settore alimentare e bevande (a fronte di una domanda internazionale in crescita) e dei mobili (in un contesto, invece, di contrazione dei flussi commerciali).

Prospettive 2017: i fattori di rischio vengono soprattutto dal fronte politico

L’accelerazione di fine 2016, unita al miglioramento degli ordini e delle attese delle imprese manifatturiere di inizio anno, lascia spazio a un moderato ottimismo sulle prospettive per il 2017. Pur in uno scenario globale di lenta ripresa, sono tuttavia numerosi i fattori di rischio politico che potrebbero costituire un ostacolo al proseguimento dell’espansione del manifatturiero italiano (elezioni in Europa, neo-protezionismo dell’amministrazione USA, tensioni in Medio Oriente). Il mantenimento di un elevato grado di incertezza potrebbe, soprattutto, rendere meno intensa l’accelerazione attesa negli investimenti, sostenuta da un ricco sistema di incentivazioni governative.

Tensioni sui costi di approvvigionamento potrebbero frenare la fase di recupero dei margini

Oltre che da una crescente incertezza, il 2017 sarà caratterizzato da un contesto di rinnovate tensioni sui costi delle materie prime. I prossimi mesi continueranno, infatti, ad essere interessati da quotazioni delle commodity industriali più elevate rispetto agli ultimi anni, in ragione degli apprezzamenti avviatasi a metà 2016, sia per i metalli (sostenuti da un ritorno a policy espansive da parte del governo cinese) che per le materie prime energetiche (in seguito alla ratifica del taglio della produzione di petrolio da parte dell’Opec). Tali aumenti potranno avere un impatto sui conti delle imprese, con un incremento stimato dei costi operativi del 2.7%. Particolarmente penalizzati i produttori di altri intermedi (legno, carta, plastica), la metallurgia, l’elettrotecnica, l’elettronica e gli elettrodomestici. Gli incrementi non dovrebbero essere, invece, rilevanti per settori come farmaceutica o alimentare e bevande e, più in generale, per le produzioni a maggiore valore aggiunto.

Fig. 1 – Andamento congiunturale del manifatturiero
(var. % su mese precedente, ciclo trend)
Fonte: elaborazioni su dati Istat
Fig. 2 – Fatturato totale
(var. % tendenziale, gen-nov 2016, prezzi correnti)
Fonte: elaborazioni su dati Istat
Fig. 3 – Andamento quote italiane per settore,
delta gen-set 2016
Fonte: elaborazioni su dati GTI
Fig. 4 – Impatto stimato dei rincari dei prezzi internazionali
sui costi operativi del manifatturiero italiano: esercizio di simulazione
Fonte: stime Prometeia – Intesa Sanpaolo

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