Investimenti in startup italiane: nel 2018 sono gli Stati Uniti ad averci creduto di più

 Investimenti in startup italiane: nel 2018 sono gli Stati Uniti ad averci creduto di più

Gli investitori esteri credono molto nelle idee innovative e nell’imprenditoria italiana. Molto di più, forse, degli stessi italiani. Il volume degli investimenti in startup hi-tech italiane nel corso del 2018 è a quota 600 milioni, un dato stimato dall’Osservatorio Startup hi-tech del Politecnico di Milano e riportato dal Sole 24 Ore dello scorso 29 novembre. Gli operatori esteri hanno portato all’ecosistema italiano 229 milioni di euro (erano solo 126 nel 2017). Chi ci crede di più? Gli americani, con il 73% sul totale degli investitori. I dati fanno riferimento al periodo settembre 2017 – inizio novembre 2018. Il forte legame con il mondo imprenditoriale USA conferma l’interesse degli americani nei confronti dell’innovazione e della creatività italiana.

A confermare il grande successo degli investimenti in startup è anche AGI, secondo cui nel 2018 sono stati investiti circa 560 milioni. Questa quota comprende gli investimenti fatti dai fondi di venture capital, acceleratori e incubatori sul territorio nazionale e business angels, quelli raccolti attraverso le principali piattaforme di crowdfunding e alcune operazioni ufficiali fatte da privati e investimenti a debito.

Da dove arrivano gli investimenti in startup italiane

Le cifre investite sono aumentate per l’ingresso nel capitale di rischio delle startup di diversi fondi esteri, americani, spagnoli e tedeschi su tutti. Ma a rendere il 2018 un anno record per gli investimenti in startup non sono solo gli investitori istituzionali e le società di gestione del risparmio: sono gli investimenti da business angels e associazioni di piccoli investitori (circa il 20% del totale investito) ad aver registrato un aumento significativo.

Da segnalare anche il buon andamento dell’equity crowdfunding, quella particolare forma di investimento cioè che consente anche a piccoli risparmiatori di comprare quote di startup su siti autorizzati, che lo scorso anno ha raggiunto una cifra mai registrata prima: 30 milioni solo sulle 10 principali piattaforme in Italia. Si tratta di un valore triplicato rispetto al 2017, per una stima a chiudere sul 2018 pari a circa 30 milioni di euro. I pionieri sono stati gli americani, in un paese, gli Stati Uniti, dove si può raccogliere fino ad un milione di dollari di capitale da piccoli investitori, che diventano anche soci ed entrano in società seppure con quote minime. E l’Italia comincia a seguire a ruota questo trend, come spesso accade nel business.

Gli investitori esteri che ci credono

Gli investitori internazionali credono molto nelle buone idee italiane: a novembre 2018 oltre al 73% di investimenti dagli Usa, sono stati registrati oltre il 23% dall’Europa e il 4% dalla Cina. Gli investitori esteri, formali e informali, raggiungono il 38% del capitale messo a disposizione. Gli investimenti esteri nel 2018 hanno raggiunto infatti i 229 milioni di euro. L’investment inflow, ossia i capitali attratti dall’ecosistema startup hi-tech da parte di player esteri, provengono prevalentemente da USA (72,73%), Europa (23,36%), Cina (3,77%) e Brasile (0,06%). Insomma, il mondo crede nel business italiano e i numeri lo dimostrano.

a cura di ExportUSA

ExportUSA New York Corp. è una società di diritto statunitense basata in America, a New York, e con uffici in Italia, a Rimini. Export USA è stata fondata nel 2003 per fornire alle piccole e medie imprese italiane tutti i servizi necessari per esportare con successo negli Stati Uniti. https://www.exportusa.us/

Partecipa alla discussione

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.