Al via il 30 marzo 2026 il credito d’imposta per incubatori e acceleratori certificati, che sostiene gli investimenti nel capitale delle startup innovative.
L’incentivo è gestito da Invitalia ed è promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy con il Decreto interministeriale 26 maggio 2025.
Il contributo è rivolto agli incubatori e agli acceleratori certificati che investono nel capitale di startup innovative in forma diretta o indiretta, tramite organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) o altre società che investono prevalentemente in startup innovative.
Le risorse stanziate per il provvedimento, previsto dalla legge per il mercato e la concorrenza 2023, sono pari a 1,8 milioni di euro all’anno.
Le domande possono essere inviate dalle 10:00 del 30 marzo 2026, fino a esaurimento delle risorse disponibili, all’indirizzo PEC creditoimpostaincubatori@postacert.invitalia.it, compilando l’apposito modulo elettronico.
L’obiettivo è incentivare il sistema nazionale dell’innovazione e sostenere gli investimenti degli incubatori e acceleratori certificati nel capitale sociale di startup innovative attraverso un credito d’imposta pari all’8% dell’investimento agevolabile.
L’importo massimo dell’investimento agevolabile è di 500.000 euro per ciascun periodo d’imposta. Gli investimenti dovranno essere mantenuti per almeno tre anni.
Il credito viene concesso nel rispetto del regime “de minimis” (massimo 300.000 euro in tre anni) ed è utilizzabile in compensazione a partire dal periodo d’imposta in cui è riconosciuto.
L’agevolazione può essere utilizzata esclusivamente in compensazione nel modello F24 attraverso i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate, non sarà rimborsabile e non potrà essere ceduta o trasferita a terzi.
Per accedere all’incentivo, i richiedenti devono essere regolarmente attivi e iscritti al registro delle imprese.
Sono esclusi dal beneficio:
- le imprese in difficoltà, in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatoria
- i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti considerati illegali o incompatibili dalla Commissione Europea
- coloro che sono destinatari di sanzioni interdittive ai sensi del D.Lgs. 231/2001 e che si trovano in condizioni ostative alla concessione di agevolazioni pubbliche
