Investimenti stranieri in Birmania: nuove aperture

 Investimenti stranieri in Birmania: nuove aperture
Sopra, le locandine delle due fiere dedicate ai produttori italiani che si terranno in Birmania e Cambogia a ottobre
Sopra, le locandine delle due fiere dedicate ai produttori italiani che si terranno in Birmania e Cambogia a ottobre

[dropcap]L[/dropcap]a Birmania è uno degli ultimi Stati dove, a fronte della fine dell’embargo, si sono aperte interessanti prospettive di mercato e questo ormai a far data dal 2012. Questa data ha segnato lo spartiacque tra un’economia governata da una dittatura e praticamente in ginocchio, ad un’economia in piena crescita. La posizione strategica della Birmania tra Cina e India ne fa un avamposto interessante.

Gli operatori europei da poco si affacciano al mercato birmano che però offre grandi opportunità  di investimento con agevolazioni studiate ad hoc per gli investitori stranieri.

È un mercato che si sta organizzando, ad esempio con l’apertura recente a banche internazionali e che promette buoni profitti e la possibilità del rimpatrio totale degli utili investiti.

La normativa sugli investimenti stranieri del 2012 è stata migliorata man mano con successive aperture e garanzie per l’operatore  che vuole investire direttamente sul territorio birmano.

Un primo approccio può essere quello della vendita   che deve  passare necessariamente attraverso un intermediario birmano. Per quanto riguarda invece gli investimenti più strutturati, anche alla luce delle nuova bozza di legge sugli investimenti stranieri appena varata nel mese di marzo, si può riassumere l’operatività straniera nel paese come di seguito.

L’investitore straniero potrà essere proprietario al 100% della forma di investimento scelto che varia dalla semplice Partnership, ossia società semplice sia individuale che  societaria, che non necessita di di registrazione e può essere sciolta con la sola volontà dell’investitore, alla Ltd che pare essere lo strumento più adatto all’investitore straniero e che necessita di permesso specifico per la registrazione in presenza di un socio straniero ed il cui capitale minimo deve essere stabilito dal MIC (Myanmr Investment Commission), altra forma ancora è la joint-venture che può essere totalmente di proprietà straniera.

L’investitore straniero avrà esenzioni o agevolazioni sull’importazione di macchinari e materie prime necessarie all’impresa. Nei primi cinque anni avrà la totale esenzione d’imposte, che potrà essere protratta in un periodo successivo di altri 5 anni al 50% se l’investimento verrà effettuato nelle cosiddette “Zone speciali” dedicate con ulteriori particolari agevolazioni agli investitori stranieri .
Verranno garantite le iniziative straniere da ogni forma di nazionalizzazione.

È garantito il rimpatrio degli utili d’impresa ed in caso di reinvestimento si avrà un’agevolazione del 50% sulla tassazione applicabile.

Nella nuova normativa, ora in approvazione, sono previsti ampliamenti della possibilità di investire anche in settori che prima venivano esclusi perché ritenuti strategici e sono  previste  abolizioni di procedure burocratiche, preventive autorizzazioni e vincoli di assunzione (almeno il 25% del personale specializzato prima doveva essere birmano). Ora è possibile l’affitto per 70 anni dei terreni che si andranno ad utilizzare per gli insediamenti industriali (50+10+10 ).

In definitiva  si cerca di limitare il più possibile il controllo preventivo sugli investimenti dettato più da un retaggio politico-culturale che da reali esigenze. In compenso il tessuto sociale birmano è particolarmente favorevole all’insediamento di nuove realtà industriali, trattandosi  per lo più di una popolazione con una buona istruzione ed un innato senso del dovere e grande volontà di emancipazione. Non a caso una grossa società americana come la Gap ha da poco aperto i battenti in Birmania, ricreando un canale di esportazione diretto con gli Stati Uniti, in virtù di una manodopera specializzata a basso costo e di tassazioni molto favorevoli, nonché di approvvigionamenti limitrofi ( vedi Cina e India).

Valutare pertanto un’iniziativa commerciale in un paese che ci pare remoto può invece risultare un’ottima occasione di inserirsi in un contesto dinamico e strategico, che per il momento offre ancora grandi spazi e opportunità.

Avv. Luisa Brevi
Contrattualistica nazionale e internazionale
Tel: 031 773488
E-mail: luisabrevi@yahoo.it
http://www.brevivuolo.com/

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