IRAN – Export per le PMI (Istruzioni per l’uso)

 IRAN – Export per le PMI (Istruzioni per l’uso)

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Con la recessione di alcuni Paesi Brics, con il Mercato Europeo saturo e coinvolto in altre problematiche trovare nuovi mercati è fondamentale per le aziende che esportano. L’IRAN, in fase di eliminazione dell’embargo, è, in questo momento, il miraggio per tutti!

In questi giorni i telegiornali parlano della visita del Presidente Rouhani in Italia accompagnato da 120 Imprenditori (stipula di accordi per oltre 17 miliardi di dollari – che nei prossimi giorni l’ICE porterà in IRAN una delegazione di oltre 400 Imprese. Poi scopri che le Aziende italiane sono le solite; i grossi Gruppi come Saipem – Eni – DanieliGavio etc….). Questi accordi quadro prevedono facilmente un percorso privilegiato in merito alla normativa esistente, alle modalità di pagamento, etc.

Ma in questo le PMI sono normalmente escluse o riescono ad entrare in questo percorso preferenziale solo in minima parte.

L’IRAN è Paese sotto embargo generale e solo dopo l’Adoption Day del 18 ottobre 2015 (successivo al Finalisation Day del 14 luglio 2015) si è potuto “credere” nella possibilità di operare a livello commerciale. L’accordo internazionale verso l’Iran ha una tempistica ben definita e l’aspetto sanzioni terminerà con la firma del Termination Day il 18 ottobre 2025 (10 anni dopo l’Adoption Day), purché nessuna sanzione ONU venga, nel frattempo, ripristinata).

Bisogna precisare che l’Accordo finale di Vienna del 16 gennaio 2016 : (Joint Comprehensive Plan of ActionJCPOA) riguarda esclusivamente il NUCLEARE + settori attigui e non l’intera opportunità commerciale. Ciò non toglie che UE e USA si stiano adoperando per eliminare la maggior parte delle limitazioni oggi in essere (1^ considerazione importante: le sanzioni UE e USA sono differenti e seguiranno, a livello commerciale, percorsi per la liberalizzazione non identici a livello di tempistica e di ciò che sarà consentito fare).

Qui prenderemo in considerazione esclusivamente gli sviluppi delle azioni UE (tenendo conto delle limitazioni che restano in vigore) che già sono numerose. In seguito faremo riferimento alle normative USA che possono riguardare Aziende non Statunitensi (riferendoci a quelle italiane).

Dopo l’Implementation Day del 16 gennaio 2016 a livello UE tutto si può fare, teoricamente, tranne quello che è comunque ancora vincolato ad autorizzazione o vietato! Da ciò tutte le figure interessate (esempio Banche per gli aspetti finanziari per il ripristino del sistema Swift internazionale o Società di trasporti internazionali oltre ovviamente alle PMI) si stanno muovendo nel comprendere la cosa.

Per quanto riguarda le Aziende UE nel commercio export con l’Iran dal 16 gennaio 2016 è possibile la libera commercializzazione purché il prodotto da esportare non rientri nella casistica DUAL USE e/o in alcuni Regolamenti U.E. in questo caso ancora vincolati ad autorizzazione. (Naturalmente finché le Banche non avranno riaperto il sistema Swift con le Banche iraniane, si potrà vendere ma sarà difficile incassare!) Quasi tutte le Banche iraniane sono state de-listate dall’embargo ad esclusione di alcune quali la Ansar Bank, Bank Sepah International, Bank Saderat Iran.

Sarà quindi importante riscontrare i regolamenti UE che riguardano il DUAL USE e precisamente il Regolamento UE n. 428/2009 Regolamento UE n. 267/2012Regolamento UE n. 1861/2015 oltre all’ultimo aggiornamento, il Regolamento UE 2420/2015, entrato in vigore il 24 dicembre 2015 (http://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=OJ:L:2015:340:FULL&from=IT ).

Sarà inoltre da porre attenzione se il proprio prodotto rimane in embargo o da autorizzare per alcuni settori quali ad esempio:

  • determinati beni utilizzabili ai fini della repressione interna e del controllo delle telecomunicazioni (Regolamento UE n. 359/2011);
  • armamenti (embargo ONU in vigore fino a ottobre 2020; embargo UE in vigore fino a Transition Day);
  • prodotti destinati a soggetti/entità listati
  • altri: A) software e tecnologie riportati: A1) nell’elenco del regime di non proliferazione missilistico, e di qualsiasi altro prodotto che possa contribuire allo sviluppo di sistemi di lancio per armi nucleari (divieto di esportazione); A2) riportati negli elenchi del Gruppo dei Fornitori Nucleari (Nuclear Suppliers Group NSG 1 e 2) (obbligo di autorizzazione preventiva, rilasciata dagli Stati membri, previa approvazione, caso per caso, del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite); A3) software per la pianificazione delle risorse aziendali sviluppati specificatamente per l’utilizzazione nelle industrie nucleari e militari (obbligo di autorizzazione preventiva); B) beni e tecnologie che potrebbero contribuire ad attività connesse con il ritrattamento o l’arricchimento o l’acqua pesante o ad altre attività non conformi al JCPOA (beni “quasi DUAL USE” di cui all’allegato II al Reg. 2015/1861, che non sono listati nel Regolamento U.E. n. 428/2009) (obbligo di autorizzazione preventiva rilasciata direttamente dagli Stati membri); C) grafite e alcuni metalli grezzi o semilavorati quali, ad esempio, certi semilavorati dell’acciaio (obbligo di autorizzazione preventiva).

In merito alle sanzioni USA, pur parlandone in prossima occasione, è fondamentale, comunque tenere conto della General License H statunitense per quelle Società con partecipazioni USA o pur non statunitensi che all’interno del loro prodotto abbiano una componentistica USA per oltre il 10% del valore complessivo dell’ordine (oltre, ovviamente, i beni DUAL USE o da embargo JCPOA). È possibile in caso di casuale controllo americano finire nella lista delle Società o Persone Black listed per il Governo USA. Ma questo sarà meglio visto quando ci addentreremo a trattare la revoca delle Sanzioni USA.

In definitiva per la PMI interessata al Mercato IRAN è opportuno:

  • fare una valutazione di tutte le normative/regolamenti sia U.E. che USA sopra riportate.
  • assicurarsi che nel proprio prodotto non esista una componentistica Usa pari a oltre il 10% del valore.
  • richiedere al possibile acquirente/intermediario iraniano la compagine sociale in quanto se Istituzioni o Persone Iraniane risultano in black listed il divieto rimane.

A conclusione vale la pena, inoltre, aggiungere:

  • STIPULA DEI CONTRATTI: Al nostro contratto standard è opportuno inserire la clausola di salvaguardia negli eventuali accordi con controparti iraniane, con riferimento sia all’eventuale reintroduzione delle sanzioni sia all’eventuale necessità di ottenere un’autorizzazione all’esportazione dalle competenti autorità;
  • TRIANGOLAZIONE: L’escamotage sinora utilizzato (soprattutto per gli aspetti finanziari di vendere in Iran tramite DUBAI , TURCHIA o altri Stati) è bypassato dall’annotazione internazionale che fa fede la destinazione finale della merce: (quindi la vendita tramite intermediario del Dubai con consegna in Iran è soggetto alle stesse regole del vendere direttamente in Iran).

Danilo Galmozzi
Milano http://consulenzaexport.altervista.org

Danilo Galmozzi

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