Istat: l’economia italiana arretra ancora

 Istat: l’economia italiana arretra ancora

La dinamica dell’economia internazionale continua a essere caratterizzata da un’elevata eterogeneità tra i paesi e dalla presenza di rischi al ribasso derivanti dall’incertezza sulle politiche commerciali e sull’andamento dei mercati finanziari.

Nel terzo trimestre, l’economia dell’area euro ha mostrato un deciso rallentamento dovuto in parte alla contrazione del Pil della Germania. L’Economic Sentiment Indicator (ESI) ha mostrato una lieve flessione, confermando la tendenza dei mesi precedenti.

L’economia italiana, dopo una fase di progressiva decelerazione, nel terzo trimestre ha registrato un arretramento dei livelli di attività, determinato dalla marcata contrazione degli investimenti e da una lieve flessione dei consumi. La domanda estera netta ha invece fornito un contributo positivo alla crescita del Pil. I margini di profitto delle imprese manifatturiere mostrano una flessione, dopo la stabilità rilevata nella prima metà dell’anno.

L’occupazione si è mantenuta sui livelli dei mesi precedenti in presenza di una ricomposizione a favore dei dipendenti permanenti. L’aumento del tasso di disoccupazione è stato accompagnato da una riduzione degli inattivi. 

L’inflazione al consumo si è confermata inferiore a quella della media dell’area euro ma il vantaggio relativo si è ridotto.

A novembre, l’indice del clima di fiducia dei consumatori e l’indice composito del clima di fiducia delle imprese hanno entrambi segnato un peggioramento. L’indicatore anticipatore si è mantenuto su livelli contenuti, mostrando una stabilizzazione dopo le flessioni dei mesi precedenti

Redazione

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