Italia a rischio stagnazione anche nella seconda metà 2016

 Italia a rischio stagnazione anche nella seconda metà 2016

La frenata registrata dal Pil italiano nel secondo trimestre non rappresenta di per sé un dato inatteso. Prometeia lo aveva infatti già incorporato nelle previsioni dello scorso luglio, dove veniva indicato un rallentamento della crescita allo 0.1%.

Tenendo conto degli ulteriori elementi di incertezza che stanno caratterizzando il contesto internazionale (Brexit, terrorismo, crisi turca, immigrazione) e quello politico interno (referendum costituzionale), il rischio che anche la seconda parte dell’anno veda una stagnazione del Pil appare molto elevato.  

Ciò potrebbe portare a rivedere ulteriormente verso il basso la crescita prevista a luglio sia per il 2016 (stimata al +0.8%) sia, soprattutto, per il 2017 (era +0.9%).

Si conferma dunque la peculiare fragilità italiana nella ripresa in atto.  

Più che il dato aggregato, preoccupa la dinamica delle componenti: il rallentamento non è infatti dovuto all’estero ma alla frenata della domanda interna. La crescita dei consumi delle famiglie è scesa allo 0.1% (dallo 0.4% del primo trimestre), mentre gli investimenti fissi lordi totali sono tornati a cadere, poiché l’aumento della componente in mezzi di trasporto non ha compensato la flessione di quella in macchinari e impianti.
Sono dati che preoccupano perché, in primo luogo, allontanano ulteriormente l’avvio del ciclo degli investimenti, la sola condizione che può garantire il consolidamento della ripresa. In secondo luogo, segnalano che le famiglie, al raffreddamento del ciclo di acquisto di beni durevoli, non stanno sostituendo l’acquisto di altre tipologie di beni.

Redazione

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