Italian Chair District: esportazione e peso internazionale crescono grazie alla sinergia tra le imprese

 Italian Chair District: esportazione e peso internazionale crescono grazie alla sinergia tra le imprese

Per rispondere alla crisi bisogna saper cambiare atteggiamento e trovare nuove formule di approccio ai mercati internazionali. È quanto sta facendo con successo il Distretto della Sedia italiano, un comparto che conta ben 650 aziende e oltre 450 milioni di fatturato. Un esempio virtuoso che dimostra come le imprese fino a poco tempo fa concorrenti ora diventino “colleghe”.

ITALIAN CHAIR DISTRICT_logoL’Italian Chair District è da poco rientrato dalla fiera di Jeddah in Arabia Saudita e l’entusiasmo degli imprenditori è tangibile. Nel corso del 2013 era stato così anche dopo la partecipazione alla fiera di Colonia, a quella di Bruxelles, per non parlare del successo del temporary show room allestito a Cape Town che si prepara ad essere la capitale del Design 2014.

La formula del successo è l’approccio ai nuovi mercati in forma aggregata, format fino a qualche anno fa impensabile all’interno di qualsiasi cluster produttivo italiano ma che ora il Distretto della Sedia dimostra essere l’unico modo per affrontare i competitors internazionali e fare massa critica sui mercati emergenti e ricchi di opportunità da cogliere in fretta.

Ci credono le aziende di tutte le fasce, le piccole e medie realtà di qualità – meno abituate ad affrontare mercati lontani – ma anche le più grandi e con marchi importanti quali Moroso, Gervasoni, Domitalia. Il Distretto si muove nel suo insieme perché in sinergia si fa meglio e si risparmia. E il marchio Italian Chair District acquista sempre maggiore autorevolezza e riconoscibilità.

A fianco delle aziende c’è l’ASDI Sedia, il cui ruolo di cluster management sta assumendo un valore sempre più strategico nel processo di internazionalizzazione del comparto, ma non solo. Recentemente è stata menzionata nella relazione di Symbola come esempio a livello nazionale di best practices nel campo “Green”: grazie al suo ruolo è nata la prima filiera italiana certificata FSC e PEFC a livello distrettuale (rispettivamente con 47 e 19 aziende), una delle poche anche in ambito europeo.

Nello specifico del progetto di promozione internazionale, ASDI si è data il compito di riunire le aziende ad un tavolo di confronto propositivo e di fare sintesi delle loro esigenze.

«La grande novità è il lavoro di squadra tra gli imprenditori che stanno imparando a riconoscersi come colleghi e non più come concorrenti, sono loro che ci stimolano – afferma il presidente Giusto Maurig – ci segnalano i mercati e le fiere di loro interesse, noi non facciamo altro che catalizzare le proposte, esplorare le opportunità che offrono questi mercati e renderci braccio operativo per facilitare la loro presenza in loco. Nel corso del 2013 abbiamo accompagnato all’estero oltre 20 aziende che insieme rappresentano un fatturato di oltre 100 milioni di euro. Tra queste, oltre a quelle prima citate, vi sono Frag, Potocco, Tonon, Fornasarig, Area Declic, Blifase, BP Sedie, Cizeta… . Le aziende contribuiscono in maniera diretta alle spese di partecipazione e i vantaggi di questa formula sono davvero molti. Fondamentale è poi il ruolo della Camera di Commercio di Udine che supporta le imprese e mette a disposizione la rete di contatti sviluppati attraverso le proprie attività. Con questa formula è davvero più facile promuoversi sui mercati internazionali, per questo il numero di imprese che si uniscono a noi è in continua crescita».

In ottica aggregativa, la varietà di offerta presentata sui mercati internazionali rappresenta un valore inestimabile perché consente al buyer e all’architetto di trovare all’interno del gruppo tutte le tipologie di sedute di cui può necessitare, dalle sedie per il contract a quelle per l’home office o l’health care, e in ogni materiale, dalla pelle al legno o al metallo. E vi sono rappresentati tutti gli stili, dal design al contemporaneo moderno, al classico.

La recente esperienza positiva in Arabia Saudita è una testimonianza dell’interesse che la formula suscita nel pubblico degli operatori professionali attenti al Made in Italy di qualità. 5 aziende – Palma, Klass, Riccardo Rivoli Design, L’Abbate e Piaval – hanno esposto sotto il cappello ICD su una superficie di 100 mq e in una posizione di assoluta visibilità.

«Il nostro gruppo ha sicuramente rappresentato una novità all’interno della fiera. Ci siamo confrontati con interlocutori molto strutturati e per questo è stato fondamentale presentarsi uniti», afferma Daniele Musig dell’azienda Palma che esporta l’80% dei suoi prodotti in più di 50 Paesi e opera nel settore delle forniture HO.RE.CA e contract.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA«La partecipazione aggregata – sottolinea Stefano L’Abbate dell’omonima azienda di design – per noi aziende rappresenta un vantaggio sotto molti aspetti. Ci permette di essere presenti ad eventi a cui difficilmente potremmo partecipare come singoli, ci offre una notevole visibilità, ci consente di contenere i costi e ci solleva da molti oneri organizzativi».

Silvano Guion della KLASS che opera nel segmento contract per il settore alberghiero e della ristorazione: «Solitamente ci presentiamo sui mercati internazionali da soli ma l’Arabia era un paese nuovo e abbiamo ritenuto importante avvicinarlo con l’iniziativa di gruppo promossa dall’ASDI. È stata un’esperienza positiva e di gran lunga superiore alle aspettative in termini di contatti e di pubblico».

«Il mercato medio orientale rappresentava un obiettivo comune a varie aziende del nostro distretto e grazie all’ASDI abbiamo potuto concretizzare il progetto di promozione aggregata – afferma Lorenzo Piani della Piaval, specializzata in sedute health care. Siamo un gruppo ben integrato, aspetto che ritengo non secondario perché è molto importante poter condividere informazioni e collaborare. Questa formula è anche un’occasione importante per conoscere più da vicino realtà diverse dalla propria con cui poter dar vita a delle sinergie».

«La fiera di Jeddah – fa eco Riccardo Rivoli della Riccardo Rivoli Design che propone sedie e poltroncine di design contemporaneo – è stata un’esperienza davvero interessante e soddisfacente, abbiamo avuto ottimi contatti. Quanto alla partecipazione aggregata, siamo stati tra i primi a credere in questa modalità di approccio ai mercati internazionali. Eravamo presenti anche a Colonia e a Bruxelles e intendiamo continuare con questa formula perché unire le proprie forze a quelle di altre aziende è l’unico modo per approcciare nuovi mercati, ne siamo tutti consapevoli».

Se il 2013 ha visto ASDI fortemente impegnata a fianco delle aziende, il 2014 non sarà da meno. Il processo di internazionalizzazione sarà rafforzato grazie alla strettissima collaborazione della Camera di Commercio di Udine: il primo appuntamento è a febbraio a Stoccolma. Il futuro è continuare a innovarsi e presidiare i mercati anche con progetti di aggregazione della subfornitura, attualmente allo studio.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.