La coppia uomo-macchina nel digital e intelligent manufacturing

 La coppia uomo-macchina nel digital e intelligent manufacturing

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«La coppia uomo-macchina è più potente dell’uomo o della macchina da soli. Negli scacchi la macchina più potente può battere il miglior giocatore. Ma la combinazione di uomo e macchina è in grado di battere sia il più grande maestro, sia il miglior calcolatore. Non solo, ma questa combinazione non deve necessariamente contare sui migliori: “il miglior giocatore di scacchi al mondo oggi non è né un computer né un essere umano, ma una squadra di uomini e computer che lavorano insieme… Abbiamo qui una metafora di ciò che possiamo fare procedendo su questa strada: far collaborare le persone e la tecnologia in maniere nuove, per creare valore” (Brynjolfsson, 2013)».
(Tratto da La Caffettiera del Masochista di Donald Norman, 2014, prefazione di Sebastiano Bagnara)

Gli attuali sistemi manifatturieri sono sollecitati ad affrontare con qualità, rapidità, ed efficienza le richieste di clienti evoluti e le variabili di competizione di mercati avanzati, e richiedono sistemi di controllo che favoriscano una rapida riconfigurabilità del sistema e la produzione di lotti piccoli e prodotti personalizzati con elevati standard qualitativi.

Le macchine automatiche non operano solamente su materiali e prodotti, ma cooperano in forma intelligente e sicura sia con gli operatori che con altre unità produttive presenti in fabbrica, e si integrano con i sistemi di livello superiore per la gestione ed il monitoraggio dei processi manifatturieri.

In questo contesto evolutivo l’interazione uomo-macchina richiede un progetto intelligente ed una interfaccia HMI dedicata, che permetta all’operatore una percezione intuitiva del suo lavoro e del suo ambiente ed una partecipazione collaborativa con i processi in atto, induca l’acquisizione di nuova conoscenza da parte del lavoratore e favorisca l’ulteriore sviluppo delle sue competenze lungo tutto il ciclo di produzione, mediante processi di rapido auto-apprendimento necessari in ambienti lavorativi ad elevata rotazione di operatori.

Ripensare l’interazione con le macchine è quindi sempre più una priorità per le industrie manifatturiere, a livello di configurazione, esecuzione e manutenzione da parte dei diversi ruoli che operano i task della macchina stessa. La gestione degli errori, il miglioramento della performance e l’impatto sulla produttività costituiscono i benefici riconosciuti di un intervento sull’usabilità ma soprattutto sull’esperienza utente nel suo complesso in relazione alla macchina. Sempre maggiore la consapevolezza nelle aziende del manufacturing della necessità di una trasformazione della cultura dello sviluppo macchina in azienda da un paradigma centrato sulla tecnologia a uno human-centred e design-driven.

Per approfondimenti: www.bsdesign.eu
Per contatti: info@bsdesign.eu

Giuseppe Padula e Alessandro Pollini

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