La crescita dell’eurozona rasenta il valore minimo in un anno e mezzo

 La crescita dell’eurozona rasenta il valore minimo in un anno e mezzo

Dai dati PMI® Flash Markit dell’eurozona di giugno, la crescita dell’attività economica dell’eurozona di luglio è in rallentamento, accostandosi ai minimi in 18 mesi. La lettura del PMI flash di luglio di 52.9 rispetto al 53.1 dei due mesi precedenti, ha segnalato una contrazione solo marginale del tasso di crescita della produzione sia nel settore manifatturiero che terziario.
Tuttavia, il ritmo di espansione complessivo è risultato solo poco più lento della media cui abbiamo assistito nell’arco di quest’anno, visto l’aumento dell’occupazione al tasso più rapido in quasi cinque anni e mezzo dovuto all’incremento delle capacità produttive parallelamente al complessivo miglioramento dell’economia.
I tassi di espansione sono leggermente rallentati in entrambi i settori, scivolando al valore più basso in un anno e mezzo nel terziario ma rallentando appena ai minimi su due mesi nel manifatturiero. Alla prestazione proporzionalmente più forte del manifatturiero ha contribuito l’ulteriore incremento degli ordini ricevuti dall’estero, a loro volta legati ad un euro più debole. Tuttavia, l’aumento delle esportazioni ha subìto un marginale rallentamento rispetto al record su sei mesi di giugno, in parte a causa della contrazione delle vendite al Regno Unito, spesso attribuita al referendum inglese e all’indebolimento della sterlina.
Sebbene continuino a segnalare solo un modesto valore di crescita, le indagini ad oggi hanno registrato un’espansione dell’attività dell’eurozona per 37 mesi consecutivi, espansione questa duratura, capace di fornire alle aziende sicurezza nell’incremento dei livelli occupazionali. Conseguentemente, gli organici dei due settori hanno indicato a luglio il più rapido aumento da febbraio 2011, con un tasso occupazionale che, negli ultimi quattro mesi, ha mostrato miglioramenti costanti.
Il settore dei servizi guida la crescita, con il più forte tasso di assunzioni da febbraio 2008. Se da una parte i livelli occupazionali delle imprese manifatturiere sono rallentati riportando, a paragone del terziario, valori più deboli, i dati di giugno hanno mostrato uno dei più consistenti aumenti degli organici degli ultimi cinque anni.
Resta incerto se tale ritmo di espansione si mantenga forte, visto che le prospettive del terziario sono scese ai valori minimi su 19 mesi.
Nonostante la media dei prezzi di vendita di beni e servizi abbia segnato una nuova leggera discesa, la minima dallo scorso ottobre, l’inflazione dei prezzi d’acquisto ha toccato il record in un anno. Le ragioni citate sono state la debole valuta unita agli aumenti del costo del petrolio.
I prezzi d’acquisto del terziario sono rimasti invariati da giugno, mentre aumentano per la prima volta in un anno i costi del manifatturiero. I prezzi di vendita hanno mostrato segnali vicini al consolidamento in entrambi i settori.
In Germania, le aziende hanno segnalato il più rapido tasso di crescita della produzione dell’anno in corso, dirigendo uno dei maggiori aumenti dei livelli occupazionali degli ultimi cinque anni. L’espansione del terziario si è ripresa rispetto ai minimi su 13 mesi toccati a giugno ed il manifatturiero ha indicato il più grande incremento della produzione da aprile 2014.
In Francia, l’attività si è consolidata dopo essere marginalmente calata a giugno, incoraggiata dal lieve trend di crescita del terziario e al rallentamento del tasso di contrazione del manifatturiero.
I miglioramenti sui dati PMI segnalati in Francia e Germania sono risultati in contrasto con il resto della regione, dove le indagini hanno segnalato il più debole aumento dell’attività da dicembre 2014 con tassi di crescita in calo sia nel manifatturiero che nel terziario.

Redazione

Partecipa alla discussione

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.