La crescita dell’eurozona scivola ai minimi in quasi un anno e mezzo

 La crescita dell’eurozona scivola ai minimi in quasi un anno e mezzo

Secondo il valore PMI® Flash Markit dell’eurozona di giugno, la crescita dell’attività è rallentata leggermente, rasentando il suo valore più basso da gennaio dello scorso anno. L’indice è sceso da 53.1 di maggio sino a raggiungere 52.8, concludendo il peggiore trimestre dall’ultimo del 2014, mentre segnali di incertezza politica e economica hanno avuto il loro impatto sull’attività.

Sia nel manifatturiero che nel terziario si è registrata un’espansione moderata. Anche se la produzione ha toccato il record di accelerazione di quest’anno, è stata controbilanciata dal ritmo indebolito di crescita del terziario, al minimo in 18 mesi.

Similmente, la crescita dei nuovi ordini del manifatturiero è aumentata, incoraggiata dalla migliore prestazione delle esportazioni da dicembre, mentre nel terziario è rallentata. Per entrambi i settori, i livelli generali di crescita delle nuove commesse sono di conseguenza aumentati solo leggermente, mantenendosi tra i valori più deboli dell’ultimo anno e mezzo.

Tuttavia, le commesse inevase hanno toccato la crescita maggiore osservata negli ultimi nove mesi, spingendo le aziende ad incrementare gli organici per poter soddisfare la domanda, incremento che ha toccato il valore record del 2016. La crescita dei livelli occupazionali è stata più netta sia nel manifatturiero che nel terziario.

Ancora una volta, comunque, sia le vendite del settore manifatturiero che quelle del terziario sono state in parte sostenute dalla scontistica applicata. I prezzi di vendita di giugno di beni e servizi sono generalmente calati, mantenendo un andamento al ribasso quasi continuo da fine 2011.

Nonostante l’aumento dei costi delle aziende al tasso più rapido in 11 mesi, diminuiscono i prezzi di vendita. I costi maggiori sono soprattutto relativi al settore terziario, collegati spesso ai recenti aumenti del prezzo del petrolio, ma anche dovuti alle pressioni al rialzo dei salari. Nel manifatturiero i prezzi di acquisto hanno continuato a scendere, ma al tasso più basso dallo scorso agosto.

A livello nazionale, la crescita continua e un po’ più lenta dell’attività tedesca è stata controbilanciata dal primo calo marginale dell’attività avutosi in quattro mesi in Francia. Il resto della regione ha goduto di una crescita un po’ più lenta rispetto alla Germania, con un tasso di espansione in salita dai minimi su 17 mesi di maggio.

Guardando al futuro, le aspettative sugli affari del settore terziario sono scivolate a giugno ai minimi su 11 mesi, con frequenti citazioni da parte delle aziende di preoccupazioni su cambiamenti politici e di un’aumentata incertezza economica, con alcuni riferimenti espliciti al possibile “Brexit”. In contrasto con le prospettive più positive delle aziende tedesche, l’ottimismo si è ridotto in Francia e nel resto dell’eurozona.

Redazione

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