La crescita economica dell’eurozona segna ad aprile un valore record in sei anni

 La crescita economica dell’eurozona segna ad aprile un valore record in sei anni

All’inizio del secondo trimestre, l’espansione economica della zona euro è accelerata segnando un record in sei anni, come indicato dall’Indice Markit PMI® della Produzione Composita nell’Eurozona finale di aprile con 56.8, in salita rispetto a 56.4 di marzo e a 56.7 della recente stima flash. Salgono a 46 i mesi consecutivi in cui l’attività registra valori in crescita.

Le aziende manifatturiere e terziare monitorate hanno indicato un’accelerazione della crescita della produzione, segnando un tasso record su 72 mesi per entrambi i settori. Ancora una volta l’espansione leggermente più forte è stata quella del manifatturiero.

A stimolare la spinta al rialzo dell’attività economica è stato il forte incremento dei nuovi ordini, aumentati per il ventinovesimo mese consecutivo e con un tasso di espansione vicino al record raggiunto a marzo.

Ad aprile, anche le prospettive sul futuro sono rimaste abbastanza positive, registrando un livello di ottimismo sulla produzione tra 12 mesi simile al record assoluto di marzo. L’aumento delle commesse inevase ha inoltre indicato che l’incremento dei nuovi ordini è stato sufficientemente forte da mettere alla prova le capacità operative delle aziende, lasciando una riserva di commesse in giacenza.

I dati PMI nazionali hanno indicato un’Irlanda di nuovo capolista nella classifica di crescita della produzione, recuperando la posizione dello scorso febbraio. La produzione economica irlandese ha segnato l’incremento più rapido degli ultimi tre mesi. La Spagna è salita in seconda posizione, con una crescita record dell’attività economica in 20 mesi.

Nelle tre nazioni principali, i tassi di espansione di aprile sono risultati generalmente simili. Tra le letture del PMI della Produzione Composita di Germania, Francia e Italia si è registrato il più piccolo scarto, già peraltro toccato una volta, nello storico d’indagine dell’eurozona. In Germania e Francia i tassi di espansione sono leggermente rallentati, mentre in Italia hanno raggiunto un valore record in quasi dieci anni.

Classifica per Paese della crescita della produzione ad aprile

Irlanda 58.7 massimo in 3 mesi
Spagna 57.3 massimo in 20 mesi
Italia 56.8 massimo in 117 mesi
Germania 56.7 (flash: 56.3) minimo in 2 mesi
Francia 56.6 (flash: 57.4) minimo in 2 mesi

Il livelli occupazionali di aprile dell’eurozona sono di nuovo aumentati, seguitando lo stesso andamento degli ultimi 30 mesi. Sebbene il tasso di assunzione sia rallentato, è ancora rimasto uno dei più alti nell’arco dell’ultimo decennio. L’accelerata crescita occupazionale di Spagna e Irlanda ha in parte bilanciato i più lenti incrementi avvenuti in Germania e Italia.

Il rialzo dei prezzi dei beni globali, l’indebolimento dell’euro e la restrizioni nella catena di fornitura hanno tutti contribuito a mantenere alto il tasso di inflazione dei costi di aprile. Allo stesso tempo, i prezzi medi di vendita sono aumentati ad un tasso simile al record su quasi sei anni di marzo.

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All’inizio del secondo trimestre, la ripresa dell’attività economica del settore terziario dell’eurozona ha guadagnato terreno. La produzione è aumentata al tasso più rapido in sei anni, come evidenziato dall’Indice Markit PMI®  dell’Attività Terziaria dell’Eurozona finale di aprile posizionatosi su 56.4, valore record da aprile 2011.

La lettura dell’indice ha indicato inoltre un valore superiore alla recente stima flash di 56.2 e ha registrato un’espansione per 45 mesi consecutivi. Quest’ultimo incremento della produzione è stato generale, registrando forti valori di crescita nelle quattro nazioni principali ed in Irlanda.

I più sostenuti tassi di espansione si sono registrati in Irlanda e Spagna, in entrambe con valori accelerati, seguite dalla Francia, malgrado quest’ultima abbia segnato un lieve rallentamento. L’Italia ha assistito ad un forte rialzo del tasso di crescita della produzione che, sostenuto da un aumento altrettanto forte dei nuovi ordini, ha raggiunto un valore record in quasi dieci anni. Leggermente rallentato è stato invece il ritmo di espansione tedesco.

L’aumento dei nuovi ordini del settore terziario dell’eurozona è rimasto forte e nettamente superiore al trend di lungo termine, nonostante abbia rallentato ai minimi in tre mesi. Anche l’ottimismo* ha mantenuto un valore simile al record in sei anni di marzo.

L’attuale crescita dei nuovi ordini ha inoltre messo alla prova le capacità produttive delle aziende campione del terziario dell’eurozona, alimentando un ulteriore incremento delle commesse inevase. Tale rialzo ha rilanciato l’occupazione, con organici in crescita per il trentesimo mese consecutivo e ad uno dei più alti ritmi degli ultimi nove anni.

I livelli occupazionali di aprile del settore dei servizi sono aumentati in tutte le nazioni monitorate dall’indagine. I tassi più rapidi si sono registrati in Irlanda e Germania, ed i più deboli in Francia e Italia. La Spagna è stata l’unica nazione a indicare un ritmo di incremento più rapido di marzo.

L’inflazione dei prezzi d’acquisto di aprile è rallentata ai minimi in tre mesi, registrando tuttavia uno dei tassi più alti degli ultimi cinque anni. Tale valore è l’effetto combinato della pressione dei salari, l’aumento del carburante e dell’energia e i costi maggiori delle materie prime. Parte del carico dei costi è stato trasferito sui prezzi di vendita applicati sui servizi, che hanno quindi segnato un incremento per il sesto mese consecutivo.

Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit ha detto: «Con una lettura finale leggermente superiore alla precedente stima flash, l’indagine PMI ci presenta un’incoraggiante crescita dell’economia ad un tasso forte e con prospettive di rischio più bilanciate rispetto ai precedenti foschi presagi. Il PMI dell’eurozona di aprile risulta storicamente in linea con il tasso di crescita del PIL dello 0.7%, registrando tassi di espansione simili sia in Germania che in Francia. Spagna e Irlanda hanno indicato incrementi ancora più rapidi e anche l’Italia ha segnato una ripresa. Tali valori evidenziano la natura sempre più generale dell’attuale fase di crescita. La pressione dei prezzi resta elevata e gli indici dei prezzi dell’indagine suggeriscono che l’inflazione di base subirà un andamento al rialzo nei prossimi mesi. Il quadro incoraggiante descritto dai dati dell’indagine potrebbe innalzare le aspettative di crescita economica dell’eurozona nel 2017 da parte di  coloro  che  predicono  gli  andamenti  futuri, e saranno frequenti le ipotesi di una politica sempre più aggressiva da parte della BCE».

Redazione

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