La crescita più rapida in Germania, Spagna e Italia porta il PMI dell’eurozona ai massimi su sei mesi

 La crescita più rapida in Germania, Spagna e Italia porta il PMI dell’eurozona ai massimi su sei mesi

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[dropcap]L'[/dropcap]Eurozona ha avuto un positivo inizio d’anno, visto che la crescita delle attività ha accelerato per il secondo mese consecutivo fino a toccare il record da luglio dell’anno scorso. Tra le quattro nazioni principali, la produzione di Germania, Italia e Spagna ha registrato un’espansione, ma il calo dell’economia francese si è protratto per il nono mese.

A gennaio l’Indice Finale Markit PMI® della Produzione Composita nell’Eurozona a 52.6 è risultato superiore alla precedente stima flash di 52.2 e nel complesso in linea con la media dell’intero 2014 (52.7). Salgono a 19 i mesi in cui l’indice segna un’espansione.

La produzione è aumentata nel manifatturiero e nel terziario. Il tasso più rapido di crescita è stato ancora una volta rilevato nel terziario, anche se entrambi i settori hanno segnato un’accelerazione all’inizio dell’anno.

L’ultimo aumento della produzione economica è stato evidenziato dall’ulteriore acquisizione di nuovi ordini, con un netto incremento in Irlanda (sebbene ad un tasso leggermente più lento di dicembre) e Spagna (record su sei mesi). Anche in Germania è stata registrata un’espansione, dopo il calo dei due mesi scorsi. L’andamento in Francia è risultato vicino alla stagnazione e in Italia si è segnata una contrazione per il quinto mese consecutivo.

Le commesse inevase sono calate solo leggermente in gennaio. Con le commesse inevase che hanno dato segno di stabilizzazione e i nuovi ordini che accelerano la crescita, le aziende sono state incoraggiate ad assumere, contribuendo all’aumento dell’occupazione sia nel settore manifatturiero che nel terziario.

Nazioni in ordine di crescita della produzione composita (gennaio)  
Irlanda 60.4 minimo su 2 mesi
Spagna 56.9 massimo su 5 mesi
Germania 53.5 (flash: 52.6) massimo su 3 mesi
Italia 51.2 massimo su 2 mesi
Francia 49.3 (flash: 49.5) minimo su 2 mesi

In Germania, il tasso di creazione di posti di lavoro è salito ai massimi su 11 mesi, al record su 88 mesi in Spagna, ed è rimasto forte in Irlanda (seppure il più debole incremento da ottobre). In Italia e Francia sono stati registrati nuovi tagli agli organici.

A gennaio si sono visti gli effetti del recente crollo dei prezzi del petrolio con ripercussioni nell’andamento sia dei prezzi di vendita che di acquisto. La media dei costi è diminuita per la prima volta in 20 mesi, visto che il leggero aumento del terziario (dovuto principalmente a un incremento dei salari minimi e degli stipendi) è stato più che controbilanciato dal record di calo dei prezzi di acquisto del manifatturiero su cinque anni e mezzo. Germania, Francia e Spagna hanno indicato una media dei costi inferiore, mentre Irlanda e Italia hanno riportato un aumento.

A gennaio si assiste alla flessione della media dei prezzi di vendita al tasso più veloce in quasi cinque anni, riportato tra l’altro da tutte e quattro le principali nazioni.

Servizi
A gennaio, il tasso di crescita delle attività del settore terziario dell’eurozona ha avuto un’accelerazione fino a toccare il record in cinque mesi. Con l’Indice delle Attività Terziarie dell’Eurozona a 52.7, da 51.6 di dicembre, l’attuale sequenza di espansione si protrae da ormai un anno e mezzo. Anche l’ottimismo è migliorato, toccando il record su dieci mesi.

Resta in Irlanda l’incremento più rapido, dove la crescita della produzione è rimasta simile al record su sei mesi di dicembre. La Spagna ha assistito al più rapido aumento delle attività da agosto dello scorso anno, mentre in Germania la crescita ha toccato i massimi su tre mesi.

L’Italia è tornata sul territorio dell’espansione con il terzo incremento di produzione negli scorsi quattro mesi, dopo il breve intervallo di dicembre. Viceversa, la produzione del terziario francese si è mossa nella direzione opposta con un calo per la quarta volta negli ultimi cinque mesi.

A sostenere l’ultima espansione della produzione del settore dei servizi dell’Eurozona, è stato l’ulteriore incremento dei nuovi ordini, che ha segnato una crescita in Germania, Spagna, Irlanda e Francia. Nel frattempo, l’andamento delle commesse inevase si è stabilizzato, dopo un calo per sette mesi consecutivi.

Per il terzo mese consecutivo si è registrato un aumento dei posti di lavoro nel settore terziario, ad un tasso che, sebbene ancora soltanto modesto, è stato comunque il più rapido da luglio 2014.

La crescita più rapida di posti di lavoro è stata segnalata in Irlanda, anche se più lenta di dicembre, mentre si sono avute accelerazioni in Germania (record su sei mesi) e Spagna (record su nove mesi).

Sia la Francia che l’Italia hanno entrambe riportato tagli occupazionali a gennaio. Il tasso di calo in Italia è stato il più rapido da aprile dello scorso anno, mentre per la Francia la contrazione ha segnato il ritmo più debole, raggiunto per la seconda volta negli ultimi 15 mesi di sequenza di calo.

L’inflazione dei prezzi di acquisto di gennaio ha rallentato fino a toccare i minimi in quasi cinque anni, visto che i segnali di aumenti degli stipendi e delle retribuzioni minime del settore terziario sono stati in parte controbilanciati dalla riduzione del prezzo del petrolio e di svariati altri costi derivati. Nel frattempo la media delle tariffe dei servizi è calata ad uno dei tassi più rapidi registrati negli ultimi cinque anni.

Chris Williamson, Chief Economist presso Markit ha detto: «L’economia dell’Eurozona di gennaio ha mostrato uno slancio maggiore rispetto a quanto ci si aspettava, con la lettura del PMI finale che ha superato la stima flash fino a toccare il tasso di crescita più rapido degli ultimi sei mesi. L’occupazione è aumentata ad un tasso che non si vedeva dalla metà del 2011, affiancandosi ai segnali di un accresciuto ottimismo delle aziende sulle prospettive di qui ad un anno. I dati dell’indagine evidenziano un livello in linea con un possibile incremento del PIL durante il primo trimestre dello 0.3%, e la scelta da parte della BCE di applicare il quantitative easing su vasta scala dovrebbe incentivare una crescita persino più forte nei mesi a venire. Sono comunque chiari diversi rischi, compresi gli sviluppi della crisi greca e le bagarre politiche con la Russia. Secondo i dati raccolti, la Spagna e l’Irlanda si sono entrambe distinte sia per il tasso di crescita economica che di occupazione, quest’ultimo dimostratosi particolarmente incoraggiante e che fa sperare che i tassi di disoccupazione potrebbero cominciare a diminuire seriamente nel 2015 anche nel resto della regione. In Spagna il tasso di creazione di posti di lavoro si è consolidato toccando il valore più rapido da settembre 2007, mentre l’Irlanda ha recentemente vissuto il più forte periodo di aumento dell’occupazione dal 2000, anno d’inizio dell’indagine. Ulteriori sviluppi positivi sono stati il rialzo della crescita tedesca e il ritorno all’espansione in Italia, mentre la Francia è rimasta in ritardo frenata dal nono mese consecutivo di calo dell’attività. Allo stesso tempo, i prezzi di vendita hanno accusato il calo più netto su base mensile in quasi cinque anni, indicando che permarranno pressioni deflazionistiche finché la diminuzione dei prezzi del petrolio si rifletterà sul livello economico generale, ridando vita al potere d’acquisto dei consumatori».

Redazione

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