La fiducia: come perderla e riconquistarla… e guai se manca!

 La fiducia: come perderla e riconquistarla… e guai se manca!

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[dropcap]F[/dropcap]idarsi è una parola che incontra spesso delle grandi perplessità pratiche: in genere ci si fida o non ci si fida delle persone. Fiducia è anche sinonimo di lealtà: spesso viaggiano in simbiosi, se vi è fiducia vi è lealtà. La fiducia è un vocabolo di positivo auspicio per la crescita delle persone sul posto di lavoro: può aprire un mondo di opportunità, ma bisogna saperla cogliere con onestà, perseveranza e tenacia. In modo colloquiale si afferma che si perde e si riconquista la fiducia, ma mai di come ottenerla e di come mantenerla o tanto meno di cosa accade quando viene “tradita”.

Molte persone sul posto di lavoro fanno uso e abuso della parola fiducia nascondendo dietro essa manipolazioni o pseudo strategie legate alle abilità comunicative ricercando nella fiducia l’esercizio del potere d’azione ingannevole.

La fiducia è fondamentale nella relazione capo collaboratore, tra collaboratori e pari livello, verso il basso, verso l’alto, così come nel team, fra staff e dirigente e nucleo operativo: permette di raggiungere migliori risultati, rispettando i valori etici.

La fiducia ha il prerequisito della sincerità e della lealtà! Essere sinceri corretti e onesti è sempre premiante, furberie, macchinazioni e quant’altro possono emergere e la loro forza distruttiva è dirompente. È proprio la fiducia che alimenta i livelli di collaborazione e di affidabilità tra le persone.

Una persona, quando viene selezionata, sceglie di lavorare in un’azienda perché instaura una rapporto di fiducia reciproca con il proprio superiore, mette a disposizione dell’azienda le proprie competenze e fa emergere i propri talenti; il rapporto di lavoro si interrompe quando manca il rapporto di fiducia con i propri superiori.

Le relazioni di lavoro si costruiscono sulla fiducia reciproca, sul senso di responsabilità e capacità di essere onesti. L’onesta intellettuale e razionale sono prerequisiti per una relazione che vede la fiducia come elemento decisivo fra le relazioni e reazioni interpersonali. Coloro che hanno fiducia negli altri, delegano compiti, responsabilità e fanno crescere professionalmente i propri collaboratori, sono rispettosi anche difronte alle difficoltà e ai risultati che possono risultare non perfettamente allineati, sono accoglienti nei modi e generosi utilizzando un approccio “con-vincente”. Ma guai a tradire la fiducia, nulla sarà più come prima: dubbi e insinuazioni prendono il sopravvento come un tarlo, e dove vi era leggerezza vi è pesantezza.

Le persone che tradiscono la fiducia di qualcuno provano risentimento, amarezza e dolore che spesso viene sostituito con l’aggressività verbale e la ricerca di una ragion d’essere o un comportamento non coerente dove la realtà viene dissimulata e manipolata.

Prima che si possa riconquistare la fiducia vi sono numerose prove da superare, ostacoli e trappole lungo il percorso che rendono la strada accidentata. In questi casi deve essere chiaro l’obiettivo da raggiungere e il percorso da fare per ottenere la propria crescita professionale e dell’azienda in cui si lavora.

La fiducia è un antidoto che permette alle persone di potenziarsi e di poter cogliere nuove sfide superare le proprie convinzioni limitanti ed affrontare nuovi contesti, situazioni e decisioni in modo opportuno e ricco per sé e per gli altri all’insegna dell’abbondanza.

Le competenze di un capo sono molteplici e si estendono dall’ascolto, alla presenza, alla capacità decisionale ecc.., in passato era un requisito scontato: più che per passione si lavorava per dovere e tale valore non era richiesto.

Spesso si ha anche un comportamento fiducioso verso le situazioni e gli eventi, ossia che si realizzi una certa situazione, infatti possiamo manifestare:

  • fiducia nell’essere ascoltati;
  • fiducia nel non essere giudicati;
  • fiducia nel non sentirsi traditi;
  • fiducia nel rispetto dei reciproci ruoli;
  • fiducia nella corretta esecuzione dei compiti assegnati;
  • fiducia perché tra tutte le parti vi è sincerità, chiarezza reciproca…e l’elenco potrebbe continuare.

Qualsiasi posizione eccessiva può essere pericolosa e controproducente per le parti coinvolte nel senso che un eccesso di fiducia può portare a una sottovalutazione di specifiche aree di intervento del collaboratore e una eccessiva libertà di azione può portare ad esempio al non rispetto dei tempi; dall’altro lato, una limitata fiducia può far sentire le persone frustrate e poco inclini a esprimere la propria professionalità con dedizione e meticolosità.

Avere fiducia significa poter cogliere delle sfide, metterle a fattor comune, analizzarle e misurare i risultati, se si gode della fiducia di una persona i processi di cambiamento, le iniziative specifiche e i progetti innovativi possono essere analizzati sempre con maggiore attenzione rispetto a coloro che presentano specifiche iniziative e verso cui si è ahimè prevenuti.

Spesso i processi di fiducia sul posto di lavoro possono incrinarsi per specifiche dinamiche che sono avvenute al di fuori del posto di lavoro con ripercussioni sul lavoro.

Se la fiducia manca verso se stessi, e non “ci si mette in gioco”, emergono le insicurezze e incertezze individuali. In questo caso potenziarsi può essere un ottimo percorso da intraprendere per lo sviluppo e la crescita personale. In queste circostanze un Coach è una delle soluzioni a cui si può fare riferimento per ottenere un miglioramento delle proprie potenzialità professionali, aumento dell’autostima e dei risultati professionali godendo di una maggiore fiducia verso sé stessi e verso gli altri.

La fiducia da un senso di sicurezza e di stima che si fonda su una speranza verso qualcosa. L’opposto della fiducia è la diffidenza, il dubbio, il sospetto.

Certo la fiducia è a due vie, per cui correttezza nella relazioni, attenzione all’altro, cercare di essere cortesi e gentili sono fattori da considerare. Con queste premesse si possono sempre avere dei risultati e la fiducia può sempre essere riconquistata.

Certamente vi sono tre sostanziali differenze fra:

  • fiducia in sé;
  • fiducia negli altri;
  • fiducia verso le situazioni.

La fiducia reciproca alimenta lo spirito collaborativo e il buon esito di un lavoro: se per qualsiasi motivo è venuta a mancare, vanno ricercati i presupposti; coloro che possono aver tradito la fiducia devono procedere a uno scrupoloso esame o riesame delle situazioni e delle condizioni per cui manca questo fattore fondamentale. Ogni persona deve alimentare la speranza se vuole recuperare la fiducia, ma consapevoli che alcune situazioni, tuttavia, bisogna lasciarle andare perché non recuperabili e ogni tentativo è stato e sarà vano.

In conclusione la fiducia va costruita, sono le persone che alimentano la fiducia e la fiducia in se stessi e verso le proprie potenzialità è al primo posto. La fiducia è una conquista e come tale va coltivata anche per lo sviluppo della professionalità delle risorse umane e per la crescita individuale.

Teresa Tardia
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