La fine di Internet come un’opportunità

 La fine di Internet come un’opportunità
Il presidente di Google Eric Schmidt
Il presidente di Google Eric Schmidt

[dropcap]A[/dropcap]l meeting di Davos il 24 di gennaio il presidente di Google Eric Schmidt ha fatto una dichiarazione destinata a suscitare scalpore e grande diffusione sui media di tutto il mondo. Si tratta della sua profezia sulla “fine di internet”. Schmidt – che ha guidato come CEO il colosso di Mountain View fino a quando il co-fondatore Larry Page non è tornato ad assumere questa posizione, nel 2011 – ha anche specificato che questa sua previsione si legava paradossalmente proprio alla diffusione pervasiva della rete, cioè ai suoi caratteri di ubiquità.

Ed in effetti ci stiamo muovendo in un mondo di oggetti sempre più connessi sia tra di loro che a noi. Pensate ad esempio ai dispositivi per il controllo di tutte le funzioni domestiche, come i ‘termostati’ e tutte le altre apparecchiature di Nest. Si tratta di un fenomeno così potente da far parlare di ‘Internet of Things’. Ma si tratta anche di un fenomeno in cui startup e pmi in genere possono trovare la possibilità di un’espansione del loro business nell’innovazione? Probabilmente sì. E così è stato ed esempio per Nest che, grazie al potenziale espresso, è stata addirittura acquisita da Google.

Ma ci sono anche fenomeni che potrebbero ritenersi ancora più affini al tessuto economico-industriale italiano. Pensiamo ad esempio alle cosiddette ‘Wearable devices’. Il progetto dei Google Glass chiama in causa una delle industrie in cui l’Italia è leader mondiale – è infatti è stato chiuso quasi subito un accordo tra Google e Luxottica. Ma tutti i progetti di ‘tecnologia indossabile’ portano di per se stessi grandi opportunità per un paese come l’Italia dove l’abbigliamento rappresenta una delle aree di eccellenza – e di maggior peso in termini di surplus.

In che termini esattamente questo possa poi portare business e quando esattamente è in realtà più difficile da dirsi. Diverse stime dicono che per il 2020 quasi ¾ dell’economia mondiale sarà su Internet. Chiaro che Internet of Things e Wearable dovranno muoversi di conseguenza. Sembra inoltre che almeno 10 miliardi di oggetti saranno connessi entro il 2018, che in fondo è dietro l’angolo (Dati: Cisco).

Ovvio che è molto difficile – nel tech – fare previsioni a medio-lungo periodo con una buona attendibilità. Io la penso piuttosto come Sheryl Sandberg – il potentissimo COO di Facebook e secondo molti il suo vero timoniere – che ha fatto una dichiarazione legata alle opportunità a partire proprio dai numeri che Internet ha oggi. Oggi, infatti, al mondo meno della metà della popolazione ha una connessione Internet disponibile: visto il business che ne scaturisce oggi, cosa potrà accadere quando tutti o quasi sul pianeta saranno connessi?

Federico Corradini
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