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La guerra dei dazi Cina-USA: le conseguenze (non tutte negative)

Molti prodotti cinesi importati in America rimangono competitivi in termini di prezzo anche con un dazio al 25%. Certo, ci saranno fenomeni di sostituzione ma interesseranno altri paesi asiatici come il Vietnam o la Cambogia ed è verosimile aspettarsi che i prodotti alternativi a quelli di produzione cinese possano provenire dall’Italia. Secondo l’Unctad, infatti, i 250 miliardi di dollari di merci che non sbarcheranno più da Pechino a causa delle restrizioni commerciali non sono state sostituite da produzioni made in Usa: l’82% arriva dall’Europa. E non c’è nemmeno da aspettarsi che in Italia ci saranno flussi significativi di forniture italiane di parti e componenti che poi i produttori cinesi utilizzeranno per costruire prodotti finiti che vengono poi esportati dalla Cina all’America.

Possiamo immaginare un contraccolpo indiretto nel caso in cui l’economia cinese, a seguito dell’aumento dei dazi, entri in stallo e riduca significativamente gli acquisti di prodotti italiani riducendo quindi il volume totale delle importazioni di prodotti italiani. Ma anche questo caso sembra uno scenario troppo estremo.

Cosa significa tutto ciò per le imprese della Ue? Ben 70 miliardi di dollari di esportazioni in più. Le importazioni in USA divenute troppo care per via dei dazi non vengono sostituite dalla produzione nazionale, bensì con importazioni da altri paesi non sottoposti a dogana.

In sintesi non dovrebbero esserci impatti di rilievo sull’economia italiana a seguito dell’aumento dei dazi americani per le importazioni dalla Cina. Anche il modo stesso in cui pare sia maturata la decisione di fare scattare i dazi aggiuntivi, ovvero la decisione della Cina di fare marcia indietro su molti degli impegni già presi con l’America in termini di politica commerciale, fa pensare che la Cina stessa non sia così preoccupata per l’aumento dei dazi, che sicuramente aveva preso in considerazione.

Spostando i riflettori sulla politica interna americana si nota che, comunque vada, il presidente Trump cada sempre in piedi:

  1. passa l’accordo commerciale con la Cina e il significato intrinseco di questo è che gli USA hanno vinto la loro battaglia per ricondurre la Cina verso posizioni commerciali più eque nei confronti del Paese;
  2. l’accordo non arriva e i dazi al 25% rimangono, come a dire “non ci siamo fatti intimorire dalla Cina che così ha capito che nessuno ha voglia di scherzare”.

Un altro punto a favore della rielezione del Presidente Trump ad altri quattro anni di presidenza degli Stati Uniti? Probabilmente sì.

a cura di ExportUSA

a cura di ExportUSA

ExportUSA New York Corp. è una società di diritto statunitense basata in America, a New York, e con uffici in Italia, a Rimini. Export USA è stata fondata nel 2003 per fornire alle piccole e medie imprese italiane tutti i servizi necessari per esportare con successo negli Stati Uniti. https://www.exportusa.us/

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