La locazione ai tempi del coronavirus

 La locazione ai tempi del coronavirus
Photo by lucas law on Unsplash

Parafrasando il titolo di uno dei più famosi romanzi del Premio Nobel Gabriel García Márquez, insieme ai Professionisti di IURIS HUB vogliamo affrontare alcune delle problematiche relative all’impatto del Coronavirus (COVID-19) sulla normale vita d’impresa ed in particolar modo sulla tenuta dei contratti di locazione commerciali.

Come a tutti noto, infatti, il Governo ha recentemente emanato diversi provvedimenti fortemente limitativi delle libertà personali e di circolazione nonché per la chiusura pressoché totale delle attività commerciali.

In un simile scenario, con la maggior parte delle attività commerciali letteralmente allo stremo, occorre chiedersi entro quali limiti gli imprenditori possano sospendere e/o ridurre il pagamento del canone di locazione.

Abbiamo dunque chiesto chiarimenti al Dott. Patrizio Ceci e all’Avv. Ambra Petroni di Iuris Hub (www.iurishub.it ).

Dott. Patrizio Ceci, in questo contesto quali strumenti può attivare il conduttore?

Patrizio Ceci

In via generale, occorre rilevare come il debitore non può rispondere per un fatto che sia ascrivibile a terzi, alla forza maggiore o al caso fortuito. A ciò si aggiunga che entrambe le parti contraenti, durante l’esecuzione del rapporto, devono comportarsi secondo le regole di correttezza e buona fede. In via di prima approssimazione, pertanto, il conduttore non potrà farsi interamente carico delle conseguenze economiche derivanti dall’emergenza sanitaria di questi giorni la quale – di fatto – ha determinato un cambiamento, se non addirittura una squilibrio, delle condizioni economiche che – in una situazione di normalità – dovrebbero governare l’andamento del rapporto locatizio.

Di tutto ciò, però, non sembra tener conto il Decreto recentemente emanato dal Governo il quale ha previsto a favore di buona parte degli esercenti attività d’impresa un credito d’imposta nella misura del 60 per cento dell’ammontare del canone di locazione.

Tale aiuto, a ben vedere, va a depauperare ancor di più il conduttore il quale, seguendo la logica della citata norma, sarà comunque chiamato a corrispondere il canone per intero salvo poi “recuperare” fiscalmente il 60% di quanto pagato.

È auspicabile pertanto un ulteriore intervento da parte del Governo finalizzato ad una maggiore e più efficace tutela sia del locatore che del conduttore.

Avv. Ambra Petroni, esistono precedenti in materia?

Ambra Petroni

La materia si presenta evidentemente molto complessa e frammentaria, inserendosi in un contesto totalmente scevro da precedenti giurisprudenziali che permettano di fornire risposte certe ed esaustive.

Il responso a ciascuna singola problematica non potrà prescindere dell’attento esame del caso concreto e dalla relativa contrattualistica.

Redazione

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