La miglior safety? La prevenzione. Tecnologie “smart” per la sicurezza aziendale

 La miglior safety? La prevenzione. Tecnologie “smart” per la sicurezza aziendale

Essere in grado di sviluppare la cultura della sicurezza all’interno della propria realtà aziendale è diventato oggi, ancor più in questo periodo storico, uno degli strumenti principali di prevenzione in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.

La rivoluzione portata dalle moderne tecnologie, suggellata dalla suggestiva etichetta “Industry 4.0” nel mondo del lavoro non è più una novità.

La portata espansiva del fenomeno “digitalizzazione” (Big Data, Internet of Things (IoT) et similia) ha influenzato non solo il comparto industriale ma anche l’intera organizzazione imprenditoriale. Software sempre più avanzati, oggetti intelligenti capaci di comunicare in autonomia reciprocamente, macchine in grado di prendere decisioni senza il minimo coinvolgimento dell’uomo continuano a rivelare tutto il proprio potenziale in termini di produttività aziendale, offrono agli imprenditori innumerevoli occasioni per digitalizzare parti sempre più ampie del processo produttivo, limitando gradualmente gli apporti dell’uomo e alleggerendo i rispettivi costi di produzione. I robot stanno diventando mobili, intelligenti e collaborativi. Le macchine intelligenti stanno acquisendo una vasta gamma di compiti non solo manuali, ma anche cognitivi che in precedenza erano svolti da persone. I lavoratori sono sempre più controllati da tecnologie e algoritmi di monitoraggio, al punto che, in futuro, potrebbero essere gestiti da macchine intelligenti. L’economia globalmente interconnessa 24 ore su 24 richiede un’organizzazione del lavoro sempre più flessibile e ha dato origine a nuove forme di lavoro, come quello su piattaforma online.

L’impatto delle tecnologie, dunque, al di là degli effetti in termini di produttività e conseguente competitività dell’impresa, è tale da involgere anche il delicato tema della salute e sicurezza sul luogo di lavoro.

Vediamo nel dettaglio gli elementi portanti e le tecnologie che sono alla base di un Sistema Safety 4.0, ovvero di un sistema dove le procedure di qualità e di HSE (Health, Safety & Environment – salute, sicurezza e ambiente) prendono vita e danno vita a un sistema ‘intelligente’ di prevenzione dei rischi.

Le tecnologie portanti alla base di un sistema Safety 4.0

Pianificazione predittiva e analisi avanzate

Il primo cardine su cui si basa un sistema di Safety 4.0 è la “pianificazione predittiva” ovvero la creazione di modelli di previsione del rischio per le aziende. La tecnologia associata a questo pilastro è Advanced Analytics, che utilizza dati, algoritmi statistici e tecniche di apprendimento automatico per determinare la probabilità di risultati futuri sulla base di dati storici. L’ obiettivo è andare oltre la comprensione di ciò che sta accadendo per valutare meglio il futuro. Questo modello è la base per creare la gestione del rischio aziendale applicabile alle funzioni qualità e HSE e consentono di:

  • ridefinire e/o ottimizzare i processi organizzativi al fine di snellire tutti gli aspetti amministrativi del sistema di gestione aziendale e di data governance;
  • avviare un processo di cambiamento nel modo di approcciare la conformità alle normative nazionali e internazionali che regolamentano processi e prodotti;
  • governare il processo di rischio rendendolo più efficace e meno costoso.

Il tutto nel rispetto delle normative ISO9001:2015 e OHSAS 18001, ossia in conformità agli standard di qualità, salute e sicurezza.

Una iniziativa a livello europeo che va in questa direzione è la piattaforma interattiva per la valutazione dei rischi online (OiRA) realizzata dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) per far fronte alle restrizioni legate alla Covid-19 in tutta Europa di molte imprese e organizzazioni che stanno pianificando il ritorno in sicurezza al luogo di lavoro. Lo strumento interattivo è utile per individuare, valutare e gestire i rischi posti dalla Covid-19, al fine di assicurare il ritorno dei lavoratori a un ambiente che ne tuteli la salute e la sicurezza.

Monitoraggio in tempo reale

Il secondo punto su cui basare un buon sistema di Safety 4.0 è il monitoraggio in tempo reale dei processi aziendali e immediate azioni correttive. Le tecnologie legate a questo aspetto sono l’AI (Artificial Intelligence) e lo sviluppo di applicazioni mobili per il monitoraggio dei KPI legati alle procedure di qualità e di HSE per consentire il maggior controllo nei luoghi di lavoro e la migliore prevenzione e riduzione di infortuni sul lavoro. Si tratta dell’applicazione ‘Quality & HSE Check list’ dotata di un motore di machine learning che consente di rilevare le non conformità del Sistema Safety 4.0 e raggiungere in tempo reale i responsabili della qualità e sicurezza e i process owner coinvolti attraverso notifiche push, in modo che possano intraprendere azioni correttive e ripristinare il sistema di sicurezza.

Smart Reporting & Business Intelligence 

Il terzo pilastro di un efficiente sistema Safety 4.0 è creare report e dashboard intelligenti per i decision maker aziendali e i responsabili qualità e sicurezza derivanti dalle applicazioni di monitoraggio dei KPI di qualità e HSE attraverso i quali è possibile essere aggiornati in tempo reale sull’andamento dei key indicators dell’azienda. L’applicazione delle tecnologie come gli Advanced Analytics e l’intelligenza artificiale, attraverso assistenti virtuali, può semplificare la lettura dei KPI aziendali tramite bot o comandi vocali. Inoltre, i Data Analytics rappresentano una nuova sfida per gli audit di processo, di sistema e di prodotto semplificando e supportando un’attività di audit esaustiva in termini di compliance, risks e governance. 

DPI Intelligenti

Il quarto aspetto su cui fondare un sistema Safety 4.0 è la dotazione di dispositivi di protezione individuale intelligenti che assicurano la sicurezza dei lavoratori. La tecnologia applicabile è l’AI ovvero soluzioni di intelligenza artificiale basati su algoritmi di riconoscimento visivo o applicazioni mobili basate sulle rilevazioni intelligenti di dati e parametri vitali come, ad esempio, la temperatura corporea fondamentale per la compliance al COVID-19 o il battito cardiaco.

In che modo la digitalizzazione influisce sulla sicurezza e salute dei lavoratori? 

LE POTENZIALITÀ DELLE TECNOLOGIE AL SERVIZIO DELLA PREVENZIONE IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO

Dopo aver dato impulso alla dirompente Impresa 4.0, le tecnologie digitali sembrano pronte a porre le fondamenta di quella che, specularmente alla formula dell’Industry 4.0, potrebbe essere definita come “Safety 4.0. Se gestita correttamente, la digitalizzazione può ridurre i rischi professionali e creare nuove opportunità per migliorare le condizioni di lavoro. Recentemente, soprattutto le ricerche condotte da EU-OSHA (European Agency for Safe and Halth at Work) a livello europeo e da INAIL a livello nazionale, hanno riconosciuto gli effetti benefici che le tecnologie digitali possono apportare, proprio sul delicato terreno della salute e sicurezza sul lavoro, dimostrando come, il rapporto uomo-macchina possa essere capovolto, abbandonando la logica conflittuale per intraprenderne una maggiormente collaborativa (i c.d. “cobot”, ovverosia robot collaborativi, ne costituirebbero l’epifania), che faccia delle macchine intelligenti un mezzo non soltanto di efficientamento produttivo, ma, altresì, di salvaguardia dell’uomo stesso, in particolare per ciò che riguarda la sua salute e sicurezza sul luogo di lavoro, di cui il datore di lavoro, ai sensi dell’art. 2087 c.c., è responsabile. Si tratterebbe, in sostanza, di aprire una nuova via al sistema istituito dall’ordinamento giuridico a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, che, lungi dall’osteggiare l’avvento della digitalizzazione quale mera fonte di pericoli e infortuni, sfrutti appieno tutto il potenziale che la medesima può offrire in termini di prevenzione.

Le tecnologie digitali possono fare progredire gli sforzi nell’ambito della SSL in vari modi. Per esempio, possono evitare che i lavoratori si trovino in situazioni pericolose, introdurre metodi innovativi di monitoraggio dell’esposizione oppure migliorare la qualità del lavoro alleggerendo i dipendenti dalle mansioni ripetitive o di routine. Ad esempio, potremmo disporre di software e sensori intelligenti capaci di misurare la qualità dell’aria rilevando, qualora presenti, sostanze tossiche o pericolose per l’incolumità dei lavoratori o la presenza di “uomo a terra”, in modo da poter agire in adottando misure preventive piuttosto che successivo-correttiva e, dunque, prima che si realizzi l’evento dannoso; potremmo adottare l’applicativo Aermes -App for Ergonmic Risk Methodes Selection- di assistenza nella valutazione dei rischi connessi alla movimentazione manuale dei carichi e ai movimenti ripetitivi, al fine di facilitare l’individuazione delle cause dei disturbi muscolo-scheletrici nelle mansioni lavorative labour-intensive e poco standardizzate; si potrebbe ricorrere agli strumenti di ergonomia virtuale in grado di guidare il lavoratore nella tenuta del comportamento ergonomicamente corretto nell’esecuzione di una qualunque attività, magari accompagnato da un meccanismo di allerta che segnali le imperfezioni posturali del dipendente; e, infine, ricorrere ai c.d. “giochi seri” che, con modalità interattive, istruiscono i lavoratori sulle precauzioni da adottare nell’assolvimento dei propri compiti, valutati come strumenti di “watch and learn”. Al fine di migliorare il livello di salute e sicurezza, alcune aziende hanno sviluppato dispositivi indossabili intelligenti (braccialetti), in grado di monitorare la frequenza cardiaca dei dipendenti e ridurre significativamente il rischio di malattie cardiache durante i turni di lavoro. Altre aziende hanno anche prodotto cappelli e caschi da lavoro per tenere sotto controllo costante le onde cerebrali dei lavoratori, comprendere il loro stato emotivo e determinare l’appropriatezza della frequenza e della durata del tempo di pausa, al fine di ridurre o almeno limitare il lavoro all’interno del raggio di allerta monitorando qualsiasi stress psicofisico correlato alla performance. Il paradigma di Industria 4.0 coniuga l’introduzione di nuove tecnologie con la profonda trasformazione degli ambienti lavorativi e delle modalità con le quali i lavoratori si rapportano con le macchine. C’è dunque anche una rinnovata attenzione da parte delle grandi imprese agli aspetti ergonomici del lavoro.

Un passo avanti, ad esempio, consiste nell’adattare le postazioni di lavoro alle caratteristiche antropometriche del singolo operatore, attraverso il riconoscimento del percentile antropometrico ottenuto dall’elaborazione delle sue caratteristiche contenute nel badge. La postazione, dunque, si alza o si abbassa in automatico quando l’operatore accede alla linea con il proprio badge, a differenza delle attuali postazioni che tendono a essere fisse, basate su parametri medi standard.

Le tecnologie digitali e le nuove forme di lavoro possono inoltre consentire ai lavoratori di beneficiare di livelli maggiori di autonomia e flessibilità o facilitare, agevolare l’accesso al lavoro di molte persone che ne sono attualmente escluse, per esempio aiutando i disabili o i lavoratori anziani sul luogo di lavoro. La digitalizzazione offre altresì opportunità di una formazione più efficace in materia di SSL, consente una valutazione avanzata dei rischi sul luogo di lavoro.

Proprio in merito alle opportunità in materia di salute e sicurezza sul lavoro che derivano dalla digitalizzazione, la stessa Agenzia Europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) si è fatta promotrice della campagna europea «Ambienti di lavoro sani e sicuri», che avrà inizio nel 2023, ed è dedicata alla digitalizzazione e alla salute e sicurezza sul lavoro. 

I limiti delle tecnologie in ambito salute e sicurezza

Sebbene i vantaggi di questa rivoluzione tecnologica siano evidenti, l’introduzione di questi nuovi strumenti sul posto di lavoro presenta ancora una serie di rischi e pericoli come gli stessi studi evidenziano, nonché nuove patologie da essi nascenti ribattezzate come “tecnopatie”, tra le quali si annoverano il c.d. tecnostress, problemi muscolo-scheletrici, diffuso senso di isolamento, perdita della componente socio-relazionale sul lavoro, generalizzata sensazione di mortificazione professionale per coloro i quali siano chiamati ad eseguire compiti meramente ripetitivi ed esecutivi in più sulla base delle istruzioni derivanti dai macchinari intelligenti, sindrome di burnout (o burn–out), la c.d. Fomo (fear of missing out), ovvero l’ossessione di rimanere esclusi o la c.d. nomofobia (ossia il timore di restare disconnessi), dipendenza dai social e fenomeni di c.d. phubbing (consistente nel prestare maggiore attenzione, nel corso di un’interazione sociale, agli strumenti digitali piuttosto che agli interlocutori). La crescente diffusione dell’intelligenza artificiale può comportare un aumento dello stress lavoro-correlato e problemi di salute mentale, tanto da spingere alcuni a interrogarsi se, alla luce dell’intelligenza delle macchine e della loro autonomia nell’assunzione di decisioni, non sia l’uomo stesso, oggi, ad essersi ridotto a macchina: emblematica, al riguardo, l’esperienza del braccialetto elettronico che, in magazzini dalle dimensioni “metropolitane” quali possono essere quelli di Amazon o Leroy Merlin, indicano al lavoratore stesso il singolo compito da svolgere di volta in volta, con indicazioni precise sul dove reperire l’oggetto, tra l’altro entro tempistiche rigidamente predeterminate.

In sé la tecnologia digitale non è un bene né un male. Il mantenimento di un equilibrio tra le sfide e le opportunità poste dalla digitalizzazione dipende dalla corretta applicazione delle tecnologie e dal modo di gestirle e regolamentarle nel contesto di tendenze sociali, politiche ed economiche come la situazione demografica della forza lavoro, lo stato dell’economia, gli atteggiamenti sociali, la governance e le competenze.

D’altronde W. Churchill affermava che ‘Non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare’ e le nuove tecnologie, unite alla qualità e alla sicurezza, rappresentano l’avanguardia del cambiamento aziendale.

Silvia Santoro

http://Dario%20Vascellaro

Laureata in Giurisprudenza, dopo aver maturato una significativa esperienza in ambito giuridico-legale, da qualche anno si è avvicinata al mondo della finanza agevolata, contributi a fondo perduto, industry 4.0 e innovazione.

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