La nuova mappa territoriale del sistema produttivo italiano

 La nuova mappa territoriale del sistema produttivo italiano

In base ai dati dell’Istat, si afferma la progressiva terziarizzazione del sistema economico italiano. Lombardia, Veneto e Piemonte maglie nere per la riduzione della base produttiva industriale.

La provincia autonoma di Bolzano presenta il rapporto più elevato tra addetti e residenti (con 47 addetti per 100 abitanti). Seguono la Valle d’Aosta (44), la provincia autonoma di Trento (43), la Lombardia e l’Emilia Romagna (entrambe con 41 addetti per 100 abitanti). Le restanti regioni del Nord e del Centro registrano valori superiori alla media nazionale (pari a 33,6 addetti per 100 abitanti), quelle del Sud si attestano su valori inferiori.

Il processo di riduzione della base produttiva industriale manifestatosi nell’ultimo decennio si riscontra, in termini assoluti, in Lombardia (-217.700 addetti impiegati nelle unità locali industriali), Veneto (-121.320) e Piemonte (-113.462). In termini relativi, anche la Valle d’Aosta (-25,7%), il Molise (-22,6%) e la Basilicata (-20,2%) presentano un calo molto superiore alla media nazionale (-13,7%). Di contro, si afferma la progressiva terziarizzazione del sistema produttivo italiano, la crescita più significativa di addetti impiegati nelle unità locali del commercio e dei servizi si registra in Lombardia (+334.298), Lazio (+225.888), Veneto (+148.278) e Campania (+130.092).

Dai dati censuari presentati nel mese di luglio era emerso un dinamismo interno al sistema, rappresentato anche dall’effetto “sostituzione” tra un settore e l’altro in termini di occupazione e unità economiche; se da una parte diminuisce l’occupazione dipendente nell’istruzione e nella sanità e assistenza sociale pubblica (rispettivamente -10,3% e -8,6%), dall’altra aumenta nelle stesse attività economiche il numero degli addetti nel non profit (+78mila nell’istruzione, +123mila nella sanità e assistenza sociale) e nelle imprese (rispettivamente +13mila e +148mila). Si tratta di una conferma del progressivo ampliamento dei servizi di mercato, chiaramente misurato dal Censimento.

Gli operai sono presenti soprattutto nel Sud e Isole (rispettivamente 63,3 e 58,3% di operai sul totale dei dipendenti). Situazione opposta nel Nord-ovest e nel Centro; in particolare nel Nord-ovest si registrano le più alte concentrazioni di quadri (5%) e dirigenti (1,6%).

La maggioranza assoluta dei dipendenti, 6,8 milioni (60,8%), ha un’età compresa tra i 30 e i 49 anni, seguono gli ultracinquantenni (19,9% dei lavoratori); e i lavoratori più giovani, 15-29enni (18,9%); questi ultimi sono relativamente più numerosi nelle ripartizioni meridionali (20,6% nel Sud e 20,7% nelle Isole) rispetto alle altre ripartizioni territoriali (18,2% Nord-ovest, 19,1% Nord-est e 18%Centro).

Redazione

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