La parte emotiva dell’impresa

 La parte emotiva dell’impresa

Proprio oggi mi è capitato di vedere un tweet di una collega inglese che riportava le parole del CHRO di IBM che diceva: “le organizzazioni hanno dimenticato la parte emotiva dell’engagement e subito mi sono ricordato di un’azienda a conduzione familiare immersa nello splendido Nord Est che visitai tempo fa.

È guidata ancora dalla seconda generazione che gradualmente sta lasciando le redini alla terza. Una di quelle imprese manifatturiere che, grazie al lavoro e all’inventiva, è riuscita a superare la crisi. Se fossi un giornalista la definirei come il fiore all’occhiello dell’inventiva, del design, del gusto tutto italiano, dove le idee e i sogni prendono forma grazie alle abilità e alla capacità di affermarsi, anche durante la crisi, nel mercato nazionale ed estero grazie al prodotto innovativo e di qualità.

Ma occupandomi di risorse umane la descriverò in questo modo: fin dalle sue origini, quasi cento anni fa, è sempre stata il fulcro della vita economica del piccolo paese in cui è sorta e a cui ha dato lavoro. Impiega ora circa centoventi unità solo nel reparto produzione più un’altra trentina con mansioni impiegatizie, la maggior parte delle quali (circa l’80%) è di genere femminile. A tutte viene richiesto un impegno ed uno sforzo fisico non da poco, coadiuvato da strumenti tecnologici che agevolano il lavoro e risparmiano fatiche e sforzi inutili. La giornata lavorativa inizia come per tutti alle 8 di mattina. L’assenteismo è pari a zero, il tourn over, invece, è di circa 1 – 2% all’anno perché anche in quest’azienda capita di dover andare in pensione. Sindacati non ve ne sono.

«Mai serviti – afferma il settantenne arzillo proprietario – mio padre mi ha sempre detto che se vuoi che le persone lavorino di più e meglio, devi dargli di più, di meglio e un sorriso. Poi un grazie a fine giornata fa piacere a chi lo riceve e non costa nulla».

Mi dice tutto questo davanti ad un caffè che mi offre in una delle due cucine attrezzate come quelle di casa con molti posti a sedere, dove le dipendenti possono scaldarsi il pranzo portato da casa e mangiare insieme e in cui, se arrivi alle 7.30 invece che alle 8, trovi brioche e cappuccino offerti dalla proprietà.

«Non mi servono cartellini da timbrare, sono sempre tutti puntuali» afferma ridendo il titolare. Inutile dire che quando la proprietà chiede un piccolo sacrificio (straordinari, sabati, turni) i lavoratori non si fanno pregare.

Amore per la propria impresa, rispetto per i dipendenti, valorizzazione delle relazioni umane hanno sempre contraddistinto l’azienda, il cui proprietario la domenica va prima a vedere la partita della squadra di calcio locale che sponsorizza e di cui è il presidente e poi a giocare a briscola nel bar del paese in cui è nato ed ha sempre vissuto «perché – mi dice – non ti devi mai dimenticare da dove vieni».

Però non lasciamoci ingannare, in azienda si lavora e si lavora sodo. Del resto non si diventa un riferimento per il proprio mercato a suon di brioches e non si esporta in Cina perché in azienda c’è il rispetto reciproco per il lavoro… o forse è anche per quello?

Piero Vigutto

Piero Vigutto, classe 1974, dopo il liceo scientifico si laurea in psicologia all’Università di Trieste con una tesi cross cultural sugli effetti del clima aziendale sulla sicurezza. Si specializza in psicologia del lavoro e delle organizzazioni con il professor Vincenzo Majer, uno dei pionieri italiani degli studi sul capitale umano e docente universitario patavino, conseguendo i master in selezione e formazione del personale. Lavora in PERSeO srl come Jr HR Consultant, maturando una consolidata esperienza all’interno dei più grossi gruppi aziendali del nord Italia. Rientrato in Friuli ricopre la posizione di Responsabile Selezione e Reclutamento nella filiale di Udine del Gruppo ORGA spa di Milano da cui si separa qualche anno dopo per fondare la HR&O Consulting attraverso cui offre alle aziende clienti consulenze in ambito risorse umane come HR Business Partner e Temporary HR Manager. Scrittore, saggista e blogger, ama viaggiare, leggere. La natura umana continua ad incuriosirlo ed affascinarlo.

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