La pausa estiva: perché ognuno di noi ha un suo modo di ricaricare le batterie in vista della seconda metà dell’anno

Milioni di persone in Europa si stanno preparando alle ferie e i nuovi dati indicano che, mai come quest’anno, il continente ha bisogno di ricaricare le batterie.

Secondo il più recente report di Gallup, State of the Global Workplace, l’Europa ha i livelli di coinvolgimento dei dipendenti più bassi al mondo, infatti appena il 12% dichiara di sentirsi coinvolto sul lavoro. Poi c’è un 73% che sostiene di essere decisamente distaccato e circa quattro persone su dieci dicono di aver vissuto una situazione di forte stress per la gran parte della giornata precedente.

Molte organizzazioni dovranno presto affrontare quello che spesso è il momento più impegnativo dell’anno. Dopo l’estate, infatti, le aziende devono occuparsi di centrare gli obiettivi di fine anno, completare progetti importanti, pianificare i budget e gestire un aumento del carico di lavoro. Eppure una delle leve più importanti delle prestazioni in questo periodo è spesso trascurata: recuperare le energie.

“In tanti credono che prestazioni e recupero delle energie siano due cose distinte, ma in realtà sono profondamente collegate, sostiene Ryne Sherman, Chief Science Officer di Hogan Assessments e co-host del podcast The Science of Personality. “Il problema è che ognuno recupera a modo suo. Quello che ad alcuni permette di ritrovare energie e resilienza, per altri non ha nessun effetto”.

Perché c’è chi si ricarica stando insieme agli altri e chi no?

Per molti, trascorrere del tempo con amici, familiari, colleghi o gruppi più ampi può davvero trasformarsi in un’iniezione di energia. L’interazione sociale offre stimoli, connessioni e rinnovamento a livello emotivo. Altri, durante le ferie, possono preferire gruppi più ristretti, ambienti più tranquilli o anche una maggiore indipendenza.

Non esiste un approccio di per sé migliore dell’altro. Quello che conta è capire cosa ci ricarica e cosa ci svuota di ogni forza. A livello europeo, l’estate offre innumerevoli opportunità per entrambi. In Italia, ad esempio, le persone trascorrono molto tempo in compagnia in spiaggia e con eventi sportivi all’aperto, mentre in Irlanda manifestazioni locali e festival riuniscono le comunità, ma in generale ognuno di noi gravita naturalmente verso attività che rispecchiano la propria personalità.

“L’errore che molti commettono è credere che esista un solo modo per recuperare che va bene per tutti”, continua Sherman. “Un recupero dell’energia efficace inizia spesso dal capire cosa ci serve davvero per ricaricare le batterie”.

Avventura, traguardi e qualcosa di nuovo

Le vacanze sono spesso associate all’idea di riposo, ma questo non vale per tutti: alcuni trovano utile fare attività fisica e raggiungere dei traguardi personali. Ad esempio, c’è chi preferisce un’escursione impegnativa in Svizzera o in Austria, mentre altri ancora scelgono di percorrere la Francia in bicicletta, imparare qualcosa di nuovo, scoprire luoghi insoliti o raggiungere un obiettivo personale che non ha nulla a che fare con il lavoro.

Queste attività (apparentemente impegnative) spesso hanno un vantaggio a livello psicologico: creano una sensazione di progresso, impegno e coinvolgimento. “Recuperare le energie non sempre significa fare meno. A volte significa rivolgere le proprie forze verso qualcosa che avvertiamo come significativo”, spiega Sherman.

Rallentare è la soluzione?

Gli ambienti di lavoro moderni sono sempre più connessi e non si fermano mai, quindi avere occasioni di riflessione può aiutare molto le persone a elaborare esperienze, rimettere a fuoco gli eventi e prepararsi alle sfide future.

In Europa, questo può assumere molte forme, da escursioni sulle Alpi a passeggiate lungo la costa in Irlanda, ritiri in campagna in Germania o tempo trascorso all’aperto senza allontanarsi troppo da casa. “Recuperare le energie non significa solo non andare al lavoro”, commenta Sherman. “Significa creare le condizioni affinché le persone tornino al lavoro con impegno, concentrazione e resilienza rinnovati”.

Cosa possiamo imparare dall’estate sulle prestazioni sostenibili

Nonostante in Europa i livelli di soddisfazione per la propria vita siano piuttosto alti rispetto alla media globale, il vecchio continente continua a registrare i livelli di coinvolgimento sul lavoro più bassi al mondo. Circa la metà degli europei dice di avere una vita privata eccellente, eppure solo il 12% segnala di sentirsi coinvolto sul lavoro (fonte: Gallup).

In altre parole, molti cercano di non soccombere, ma non stanno realmente ricaricando le batterie. “Capire cosa ci ricarica può diventare una parte sempre più importante per sostenere le prestazioni, prevenire il burnout e aiutare i dipendenti a tornare al lavoro pronti per affrontare le sfide che si presenteranno, conclude Sherman.