La sfida delle imprese familiari: il passaggio generazionale “in rosa”

 La sfida delle imprese familiari: il passaggio generazionale “in rosa”

Forte componente femminile nei ruoli dirigenziali, efficaci strategie di presenza e operatività sui mercati esteri, prevalenza di medie imprese nelle imprese familiari.

Queste le caratteristiche del tessuto produttivo di Monza e Brianza messe in evidenza dalla ricercaTop500+, promossa da Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza, in collaborazione con PwC, con il sostegno di BPM, Umana, Ecole e Camera di Commercio di Monza e Brianza.

Nell’edizione di quest’anno la ricerca realizzata dal CERIF (Centro di Ricerca sulle Imprese di Famiglia) ha ampliato il numero di imprese protagoniste dell’analisi.

Sono state esaminate 734 imprese Società di capitali (S.p.A., S.r.l.) selezionate sulla base dei criteri di: fatturato (da 8mln di euro), sede legale e/o amministrativa e/o operativa nella provincia di Monza Brianza e bilancio depositato (al 30 settembre 2016).

“La ricerca mette in luce – ha sottolineato Andrea Dell’Orto Vice presidente di Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza e Presidente del Presidio territoriale MB che il passaggio generazione per le imprese manifatturiere del nostro territorio è una delle leve per la crescita e la coesione familiare e resta senza dubbio la chiave del successo. Lo studio presentato sulle imprese di famiglia aggiunge a questo quadro un dettaglio d’interesse: il passaggio generazionale al femminile, una connotazione non usuale nel mondo imprenditoriale del nostro Paese che rende le imprese della Brianza all’avanguardia e innovative anche dal punto di vista sociale. Il passaggio generazionale resta comunque un tema delicato e va affrontato con gli strumenti adeguati. Per questo Assolombarda ha realizzato un manuale che definisce le linee guida per avere successo e gli errori da evitare e ha attivato un nuovo servizio dedicato alla gestione del processo di successione aziendale”.

Il manifatturiero è il settore più rappresentato con il 57% delle imprese per un fatturato di oltre 28mld di euro. Le prime 60 imprese della ricerca appartengono a questo settore.

La classificazione per fatturato delle imprese ha messo in evidenza che la “vera Brianza” è costituita da una vasta e proattiva schiera di aziende il cui fatturato si posiziona tra i 100 e gli 8 milioni di euro, 305 le imprese familiari.

Dai 130 ai 300 milioni sono 37 le imprese di famiglia 14 in totale. Dai 300 ai 500 milioni di euro di fatturato su un campione di 14 imprese, la metà sono aziende di famiglia. Sotto il miliardo e fino ai 500 milioni sono presenti 6 imprese, di cui 3 sono Family business. Si confermano poche grandi aziende: 5 imprese sopra il miliardo di euro di fatturato su 734 del campione totale e nessuna impresa familiare presente.

Imprese familiari

Il 45,78, ovvero 336 imprese, considerate da TOP 500+, sono familiari con un fatturato complessivo di 15.354.980.337 di euro (36% del fatturato totale) e per il 63% sono concentrate nel cluster di fatturato da 20 a 8 milioni. Il 9% delle Family business, pari a 31 imprese, occupa un intervallo da 950 milioni di fatturato a 103 milioni. Dai 100 milioni di fatturato fino ai 50 milioni le Family business presenti 32 imprese cioè pari al 9,5% del totale.

Tra i 50 milioni di euro ai 20 milioni di fatturato si collocano 64 family business, che rappresentano il 19% del campione esaminato. Il resto sono imprese piccole o micro. 129 imprese familiari popolano l’intervallo di fatturato dai 20 milioni di euro fino ad arrivare ai 10 milioni di euro, il 38,5% del totale delle Family business. Le ultime 80 imprese familiari, il 24% del campione, sono presenti con un fatturato inferiore ai 10 milioni sino al limite inferiore degli 8 milioni.

Tra i tre settori presenti sul territorio il manifatturiero è quello con la redditività media operativa più elevata (10,16%). Le imprese che lo compongono dimostrano di generare alto valore per la clientela, avendo individuato i fattori di successo del loro mercato. Inoltre dimostrano di saper crescere: 47 aziende manifatturiere su un totale (tutti i settori) pari a 64 Family business superano la soglia dei 50 milioni di fatturato.

Imprese familiari: Il passaggio generazionale

La ricerca Top500+ attraverso 40 tipologie di problematiche, ha indagato le principali criticità all’interno di una Family business dove il passaggio generazionale non poteva avere un ruolo secondario. I risultati ottenuti analizzando il sub campione costituito da 52 imprese evidenziano che: il 77% delle imprese sta volgendo o ha completato il passaggio generazionale. Del campione elaborato: 20 imprese hanno già completato il passaggio generazionale; 20 imprese lo stanno svolgendo; 12 imprese non l’hanno ancora preso in considerazione.

“Interrogarsi oggi sulle sfide strategiche per le imprese familiari è fondamentale non solo per gli stessi imprenditori e per i manager d’azienda, lo è anche per le istituzioni, come la nostra Camera di commercio, chiamata quotidianamente a compiere scelte importanti per garantire la continuità, lo sviluppo e la competitività nel lungo periodo di questo modello di impresa. Un modello analizzato nel dettaglio dalla ricerca “Top 500” che, anche per questa edizione, vede il nostro sostegno. La Brianza non è mai stata chiusa o provinciale ma ha saputo costruire una identità aperta al cambiamento e le nostre imprese sono diventate competitive a livello globale, legate al territorio eppure capaci di superare i confini, diventando più forti e riconoscibili anche grazie al modello di governance familiare”ha dichiarato Carlo Edoardo Valli Presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza.

La formula più utilizzata di passaggio generazionale è quella “intelligente”. Tale tipologia comporta un passaggio di testimone dalla generazione al comando a quella successiva che prende in mano le redini dell’impresa senza la presenza di discontinuità sia interne che esterne come nella formula del “dinamico” che è presente nel 27% dei casi.

Imprese familiari: il passaggio generazionale “in rosa”

La ricerca ha indagato il così detto “passaggio in rosa”. La presenza femminile all’interno delle aziende a conduzione familiare su un’analisi di 52 imprese familiari ha rilevato nel 29% circa dei casi il coinvolgimento di un’erede donna. Nella maggior parte dei casi, in cui sono presenti donne all’interno del nucleo familiare, queste ricoprono ruoli amministrativi, commerciali e di marketing. Il 28,85% ricopre un ruolo direttivo. Sono pochi i casi in cui le donne non sono state coinvolte nella gestione dell’azienda o in parti di essa. Nel 61,54% di tutte le successioni analizzate all’interno della famiglia era presente un esponente femminile da poter inserire e al quale poter lasciare “le chiavi” dell’azienda. In quasi la metà dei casi ciò è avvenuto.

Imprese familiari: l’internazionalizzazione

L’88,46% delle imprese campione fattura mediamente il 60% del totale in paesi altri dall’ Italia. Tra i mercati prediletti dagli imprenditori brianzoli, forse per la vicinanza, svetta con il 75,85% l’Europa, seguito da Nord America, Middle East e Africa con rispettivamente il 28,25%, 25,00% e 21,15%.
Solamente l’11,54% delle imprese familiari analizzate non sfrutta il vantaggio competitivo che scaturisce dall’internazionalizzazione.

“Nonostante l’incertezza economica, le imprese familiari nel nostro Paese – ha dichiarato Francesco Ferrara, partner PwC hanno saputo reagire e in molti casi continuare a crescere. Occorre tuttavia sostenerle nei passaggi cruciali che le attendono, dalla progressiva managerializzazione alla trasformazione digitale nella quale le seconde generazioni possono giocare un ruolo fondamentale. Top500+ e l’indagine svolta sulle principali aziende operanti nel territorio di Monza e Brianza hanno un grande valore nell’accendere i riflettori su queste importanti realtà che costituiscono l’ossatura portante della nostra economia. PwC è da sempre al fianco delle imprese familiari come dimostra l’iniziativa Top 500 in numerose regioni del Nord Italia e la recente indagine, “Grandi aspettative” sulla prossima generazione di responsabili dell’impresa di famiglia”.

Imprese familiari: la managerializzazione

Nel 62% dei casi studiati la guida dell’azienda è integrata da manager esterni alla famiglia, in più della metà dei casi, i manager esterni ricoprono ruoli operativi all’interno dell’azienda da più di dieci anni. La ricerca comunque evidenzia la costante presenza dell’imprenditore familiare, ma con un nuovo ruolo che si concretizza nella supervisione e nel controllo dei compiti operativi affidati ai manager.

I Comuni della Brianza

Biassono, Lissone, Roncello e Bellusco sono i comuni che meglio si sono distinti sul territorio per numero di imprese e per i loro relativi fatturati medi, Ebitda, Roe, Tasso di indebitamento.

Per la prima volta TOP500+ ha analizzato la distribuzione delle imprese sui 55 comuni che compongono la provincia di Monza e Brianza, stilando una classifica dei comuni eccellenti.

Questa è stata costruita in base alla migliore media raggiunta su cinque variabili: numero di imprese e i relativi fatturati medi, Ebitda, Roe, Tasso di indebitamento.

I risultati dell’indagine vedono Biassono al primo posto, seguito a pari merito da Lissone e Roncello, al terzo posto Bellusco. A Monza va il 10° posto.

Top500+ è una fotografia puntuale delle imprese di Monza e Brianza che mette in luce un territorio ricco di eccellenze per la maggior parte manifatturiere. Aziende che hanno costruito il loro successo sull’internazionalizzazione, su passaggi generazionali sempre più “in rosa”, su continui processi diinnovazione.

“Anche quest’anno non poteva mancare la presenza di Banca Popolare di Milano a questo evento che celebra le migliori 500 aziende presenti sul territorio di Monza e Brianza – ha dichiarato Giuseppe Castagna, Consigliere Delegato di BPMQuesta è una delle zone più ricche del Paese, proprio in virtù della sua forte vocazione imprenditoriale, e per BPM è un’area strategica con grandi potenzialità. La presenza della Banca in quella che oggi è la provincia di Monza e Brianza è infatti in fase di crescita. Dal 1^ gennaio 2017, grazie alla fusione con Banco Popolare, diventeremo il primo istituto di credito della zona, con una quota di sportelli di poco inferiore al 18% del mercato. Il consolidamento della presenza di Banco BPM, che vedrà aumentare il numero di filiali, clienti e impieghi, dimostra il nostro sempre maggiore interesse e la nostra vicinanza a famiglie e imprese del territorio”.

Redazione

1 Comment

  • Mi pare estremamente positivo, nello specifico credo anzi che le donne abbiano un quid distintivo che le rende più disruptive e competitive.

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