La sostenibilità dei sistemi di produzione e consumo richiede un approccio a livello globale

 La sostenibilità dei sistemi di produzione e consumo richiede un approccio a livello globale

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[dropcap]S[/dropcap]econdo l’ultimo rapporto dell’Agenzia europea dell’ambiente (AEA) sullo stato degli indicatori ambientali, l’Unione europea non può attuare una transizione completa verso l’economia verde basata sull’efficienza delle risorse naturali senza affrontare al tempo stesso il problema dell’impatto che la produzione e i consumi europei hanno anche oltre i confini della Comunità europea.

La relazione evidenzia come circa la metà degli effetti causati dai consumi dell’Unione europea – tra i quali in modo particolare figurano l’utilizzo del suolo e dell’acqua e le emissioni in atmosfera di alcune sostanze inquinanti – si producano oltre i propri confini, in parte perché i beni di consumo sono prodotti sempre di più all’estero. La domanda europea di beni prodotti al di fuori del mercato comunitario è positiva, poiché crea posti di lavoro e reddito, soprattutto nei paesi più poveri; tuttavia, una tale situazione di mercato può generare costi ambientali rilevanti in termini di consumo di materie prime e produzione di rifiuti.

Nonostante si riconosca la difficoltà d’influenzare gli eventi esterni all’Unione europea, i responsabili delle politiche comunitarie dovrebbero analizzare attentamente le catene di valore globali, allo scopo d’identificare con precisione quali siano i punti critici che generano i costi ambientali più elevati e che richiedono interventi mirati per ridurre gli effetti negativi. La relazione dell’AEA prende in esame le catene di fornitura degli alimenti, indumenti e materiali elettrici importati nell’Unione, evidenziandone gli indicatori della produzione, dei consumi e dell’impatto ambientale e avanzando proposte per alleviare la pressione sull’ambiente.

Una delle questioni comuni a tali ambiti verte sulla necessità di orientarsi verso una maggiore qualità per produrre effetti benefici in altri campi. Ad esempio, alimenti di migliore qualità potrebbero determinare un impatto ambientale più basso e diete più sane; mentre, indumenti e dispositivi elettronici qualitativamente superiori e più resistenti durano di più e devono essere sostituiti meno spesso da beni di nuova produzione.

In modo particolare, al fine di ridurre l’impatto ambientale oltre i confini dell’Unione europea, sarebbe necessario sviluppare nuovi modelli commerciali, che al momento sono solo di nicchia, su scala globale. Quattro potrebbero essere le aree principali sulle quali concentrare gli sforzi:

  • innovazione sociale: ad esempio, progetti urbanistici volti a ridurre i requisiti di mobilità, videoconferenze, educazione alimentare, giornate in cui non si consuma carne, condivisione di pietanze, agricoltura urbana ed eco-agriturismo;
  • consumo collaborativo e partecipativo: per esempio, condivisione di automobili, biciclette e uffici, pacchetti di servizi per la mobilità, giardini urbani collettivi, baratto d’abiti e noleggio di attrezzature;
  • “prosumerismo”: vale a dire l’idea che i consumatori possano diventare al tempo stesso produttori, ad esempio producendo energia rinnovabile da immettere in rete, o producendo i propri alimenti che sono poi condivisi tramite cooperative locali;
  • eco-innovazione e progettazione eco-compatibile: il tutto al fine di aumentare l’efficienza delle risorse impiegate, così come la durevolezza e la riciclabilità dei prodotti.

La relazione dell’AEA, infine, rileva come i soggetti coinvolti nei sistemi di produzione e consumo, ossia consumatori, imprese, dettaglianti e responsabili delle politiche europee svolgono tutti un ruolo fondamentale nell’ampliamento di tali aree. I dettaglianti, per esempio, si potrebbero concentrare sulla vendita di beni più sostenibili; mentre, le imprese potrebbero fare di più, al fine di perseguire una progettazione eco-compatibile e creare meccanismi per la restituzione di vecchi prodotti. E’ evidente come tali iniziative, per diventare davvero operative, richiedano un maggiore supporto politico a livello nazionale, europeo e internazionale.

Dr.ssa Paola Fiore | Sustainability Management & Communications Specialist
ETICAMBIENTE® Sustainability Management & Communications Consulting

Consulenza per l’Alta Direzione in Gestione, Formazione e Comunicazione Sostenibile di Impresa
Strategie di Responsabilità Sociale per Imprese Innovative dell’Industria e del Terziario Avanzato
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Paola Fiore

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