Lavoro: Emilia-Romagna, Toscana e Marche iniziano il 2026 con un +9% di richieste di professionisti

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Inizio d’anno positivo, dal punto di vista occupazionale, per Emilia Romagna, Toscana e Marche, soprattutto in ambito manifatturiero e dei servizi alle imprese. In particolare, la manifattura continua a trainare l’economia di questi territori, con opportunità nei distretti meccanici, elettronici e alimentari. I servizi legati alla logistica e alla distribuzione restano molto attivi, mentre cresce l’attenzione delle aziende alla sostenibilità e alla transizione energetica; molti progetti di efficientamento energetico e innovazione dei processi stanno creando interessanti occasioni di carriera. La digitalizzazione dei processi aziendali, infine, è un altro driver importante che aumenta la richiesta di competenze tecniche trasversali.

“Il mercato del lavoro in Emilia Romagna, Toscana e Marche – spiega Carmela Gradilone, area manager di Hunters Group, società di ricerca e selezione di personale qualificato – è in grande fermento. Dai dati elaborati dal nostro Osservatorio emerge che, tra fine 2025 e inizio 2026, sono cresciute del 9% le richieste per professionisti specializzati. Le aziende, in questo momento, cercano candidati che sappiano combinare competenze tecniche e operative concrete, ma anche che siano capaci di gestire la complessità dei processi industriali, logistici e digitali. Nei distretti del Centro Italia, ci sono ottime opportunità soprattutto per manutentori, tecnici IT e operatori in ambito logistico”.

Quali sono le figure più cercate dalle aziende di questi territori? Le figure più richieste rispecchiano direttamente le esigenze dei settori in crescita.

Tra i profili più cercati ci sono:

  • Operatori e tecnici di produzione industriale, indispensabili per sostenere linee produttive e processi complessi;
  • Addetti alla logistica e al magazzino, necessari per gestire flussi di merci sempre più articolati;
  • Tecnici di manutenzione e specialisti meccatronici, fondamentali per mantenere gli impianti in efficienza;
  • Tecnici IT e figure di supporto digitale, richiesti per gestire infrastrutture informatiche e processi aziendali;
  • Addetti amministrativi e contabili, sempre molto richiesti in tutte le PMI.

“Molte aziende – conclude Carmela Gradilone – fanno fatica a trovare candidati con competenze tecniche e operative adeguate. Questo fenomeno spinge le imprese a investire in formazione interna e in percorsi tecnici specializzati per i nuovi assunti, colmando i gap di competenze. In parallelo, l’attenzione alla sostenibilità e all’innovazione dei processi crea nuove nicchie di domanda, rendendo il mercato del lavoro certamente più selettivo, ma anche più ricco di opportunità concrete per chi possiede le competenze giuste”.