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Le “armi” a disposizione di Equitalia – parte seconda

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[dropcap]C[/dropcap]on il PIGNORAMENTO MOBILIARE Equitalia può pignorare beni mobili di proprietà del debitore, disponibili presso l’abitazione o nei locali dove il debitore svolge l’attività professionale, commerciale o artigianale. I beni mobili, in caso di mancato pagamento, sono in seguito messi all’asta.

I beni mobili indispensabili per l’esercizio dell’attività di impresa, arte o professione, anche se svolta in forma societaria, e in ogni caso se nelle attività del debitore risulta una prevalenza del capitale investito sul lavoro, possono essere pignorati nei limiti di 1/5, quando il presumibile valore di realizzo degli altri beni non appare sufficiente per la soddisfazione del credito.

Con il PIGNORAMENTO IMMOBILIARE, successivamente all’iscrizione d’ipoteca, se il contribuente continua a non pagare il debito, Equitalia può procedere al pignoramento immobiliare, ossia l’atto esecutivo con cui ha inizio la procedura di vendita all’asta dell’immobile.

La suddetta procedura è comunque possibile solo per i debiti più rilevanti e in presenza delle condizioni stabilite dalla legge. Il pignoramento immobiliare non può essere effettuato se l’immobile possiede tutte le seguenti caratteristiche:
• è destinato a uso abitativo e il debitore è residente;
• è l’unico immobile di proprietà del debitore;
• non è un immobile di lusso, non è una villa (A/8), un castello o un palazzo di eminente pregio artistico o storico (A/9).
In tutti gli altri casi Equitalia può procedere al pignoramento dell’immobile solo se:
• l’importo del debito iscritto a ruolo è superiore a 120.000 euro;
• sono passati sei mesi dall’iscrizione di ipoteca e il debitore non ha pagato.

Con il PIGNORAMENTO DEI CREDITI, se il debitore vanta un credito nei confronto di un terzo, Equitalia può recuperare direttamente da quest’ultimo la somma entro i limiti dell’importo dovuto.

Le somme dovute a titolo di stipendio, salario o di altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento, possono essere pignorate dall’Agente della riscossione in misura pari a:
• 1/10 per importi fino a 2.500 euro;
• 1/7 per importi superiori a 2.500 e fino a 5.000 euro;
• 1/5 per importi oltre i 5.000 euro.

Se hai bisogno di ulteriori chiarimenti contattami.

Dott. Stefano Bonaldo
http://www.studioconsulenzabonaldo.it/

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Stefano Bonaldo

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