Le ore di straordinario: se un lavoratore non le vuole fare cosa succede?

 Le ore di straordinario: se un lavoratore non le vuole fare cosa succede?

straordinario-3

[dropcap]L'[/dropcap]esecuzione delle ore di straordinario sono da sempre un tema molto sentito: da parte dei lavoratori perché possono incidere, anche significativamente, sulla propria parte economica e da parte datoriale perché possono essere determinanti sulla organizzazione e sulla produttività aziendale.

Ma trascurando, almeno per questa volta, le implicazioni economiche, come sono regolati i rispettivi diritti e doveri in merito?

Per questo, oltre alla legge (Codice Civile -articoli da 2107 a 2109-, la L. n°133 del 2008, la quale ha modificato il D.Lgs.n°66 del 2003 e L.n°183 del 2010 “Collegato lavoro”) devono essere considerati attentamente i CCNL vigenti.

Nella totalità dei casi, infatti, i CCNL prevedono l’esecuzione del lavoro straordinario nei giorni festivi, disponendo, di caso in caso, limiti e confini.

Se, quindi, nel rispetto nelle norme e degli accordi, un’azienda decide che debbano essere fatte tot ore di lavoro straordinario, cosa possono fare i lavoratori? Possono dire di no? Debbono accettare la disposizione aziendale o debbono semplicemente eseguirla?

La risposta è che debbono semplicemente eseguirla. Infatti, in gergo, le ore di straordinario vengono “comandate” dal datore ai lavoratori.

Lo ha confermato anche la sezione Lavoro della Cassazione, con la sentenza 16248/12: nei casi in cui il CCNL prevede il lavoro straordinario nei giorni festivi, il lavoratore che rifiuti di lavorare il sabato è licenziato legittimamente, se non prova l’esistenza di giustificato motivo.

Il caso. Un lavoratore, operaio addetto all’installazione di impianti, veniva licenziato per essersi rifiutato di lavorare il sabato, giorno di riposo. L’uomo impugnava il licenziamento chiedendone la declaratoria di illegittimità, negata sia in primo grado sia in sede di appello. Il lavoratore ricorre allora per Cassazione.

Nel caso di specie la valutazione ad opera della Corte territoriale riguardo alla prova del fatto controverso, fornita oralmente, risulta inappuntabile e da confermare.

Altrettanto corretta è la decisione in ordine a quanto stabilito dal CCNL di categoria: esso prevede espressamente che i lavoratori che vi appartengono non possano rifiutarsi, salvo giustificato motivo, di compiere lavoro straordinario (notturno e festivo). Ne consegue che, poiché nel giudizio di merito non è stato provato il giustificato motivo, il licenziamento deve essere considerato come una sanzione proporzionata al grave atto di insubordinazione compiuto dal lavoratore, consistito nell’opporre rifiuto al turno di sabato.

Quindi, il rifiuto ingiustificato di eseguire ore di straordinario può portare sino al licenziamento, anche se, si spera, non si arrivi mai a tanto.

Ettore Pietro Silva

Partecipa alla discussione

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.