Le reti d'impresa con partita Iva

 Le reti d'impresa con partita Iva

Secondo una recentissima indagine di Infocamere, riportata sul Sole24Ore di lunedì 16 dicembre 2013, in Italia sono stati sottoscritti 1200 contratti di rete, con circa 6.000 aziende coinvolte, nel 37% dei casi appartenenti al manifatturiero italiano, per un totale di circa 50.000 dipendenti. Davvero impressionante, poi, il dato che segnala la crescita quantitativa di questi contratti, ben il 117 % in più nell’ultimo anno.

Se è vero che le reti di impresa hanno avuto un avvio non facile – la legge istitutiva risale al 2009, e fino a tutto il 2011 i contratti di rete stipulati non superavano le poche centinaia -, non si può negare che gli ultimi due anni hanno visto i contratti di rete crescere in modo sempre più marcato, così come testimoniato dai numeri appena riportati.

Questo vigoroso scatto in avanti delle reti di impresa è stato sicuramente favorito dalla natura del tessuto economico italiano che, come noto, è rappresentato per più del 90% da piccole e medie imprese.

Non sempre le pmi sono in grado di competere ad armi pari con le imprese più grandi, soprattutto quando si tratta di espandere le proprie quote di mercato all’estero.

Ecco perché i contratti di rete rappresentano una novità molto importante per l’economia italiana, proprio perché si tratta di uno strumento di aggregazione delle imprese agile e flessibile, che consente a più imprenditori di realizzare un comune progetto imprenditoriale, stabilendo fin dall’inizio di questa avventura gli obiettivi e le regole per raggiungerli, attraverso la reciproca collaborazione e mantenendo sempre l’autonomia giuridica e imprenditoriale delle proprie aziende.

Un altro indizio della crescente importanza dei contratti di rete si trova nel numero di pubblicazioni che sono state dedicate di recente a tale argomento e il volume “Con-correre per competere”, oggetto di un recente articolo su www.giornaledellepmi.it, rappresenta una conferma a quanto appena detto. Nell’intervista rilasciata da Marina Puricelli, una delle autrici del saggio, a Dario Vascellaro, direttore de “Il giornale delle pmi”, si è toccato molto brevemente un tema della massima importanza, quello delle reti di impresa con P.IVA, vale a dire delle reti soggetto di diritto, anche dette “entificate”.

Questo articolo vuole essere dunque un’integrazione alla interessantissima intervista già apparsa, fornendo alcuni particolari in più proprio sulle reti di impresa con P.IVA, ovvero le reti soggetto di diritto.

La rete di imprese soggetto di diritto: prospettive e problemi
Come noto, il legislatore, a seguito delle riforme introdotte nell’estate del 2012, ha consentito alle singole imprese in rete di dare vita, su base volontaria, a una rete di imprese soggetto di diritto.
Prima di questa innovazione legislativa, era opinione prevalente che la rete di imprese non costituisse un vero e proprio soggetto giuridico, distinto dalle altre imprese in rete; militavano a favore di tale conclusione diversi argomenti: a) l’assenza di un riferimento esplicito della legge in tal senso; b) la mancanza di una sede propria della rete; c) l’assenza di soggettività fiscale della rete, così come affermato dall’Agenzia delle Entrate nella circolare n. 4/E del 15.02.2011 (pag. 55) e, più esplicitamente, nella risoluzione n. 70/E del 30.06.2011 (pag. 1); d) la mancanza di un obbligo di redazione del bilancio della rete complessivamente intesa.
Questa impostazione è stata però radicalmente superata, in primo luogo, dall’art. 45, comma 2, Decreto Legge n. 89/2012, convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 134/2012, che ha introdotto, per l’appunto, la rete di imprese soggetto di diritto attraverso la seguente disposizione: «Se è prevista la costituzione del fondo comune, la rete può iscriversi nella sezione ordinaria del registro delle imprese nella cui circoscrizione è stabilita la sua sede; con l’iscrizione nel registro delle imprese la rete acquista soggettività giuridica» (comma 4-quater dell’articolo 3 del decreto-legge n. 5 del 10 febbraio 2009).
L’intervento legislativo è stato poi specificato dall’art. 36, comma 4, lett. a), Decreto Legge 18.10.2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla Legge 17.12.2012, n. 221, che ha inserito all’interno del comma 4-ter, art. 3, del Decreto Legge 10.02.2009, n. 5, il seguente disposto: «Il contratto di rete che prevede l’organo comune e il fondo patrimoniale non è dotato di soggettività giuridica, salva la facoltà di acquisto della stessa ai sensi del comma 4-quater ultima parte». Con tale precisazione si è voluto puntualizzare che la forma “normale” di rete resta quella non entificata, prevedendosi, però, accanto a questa, anche la possibilità di dar vita a una rete-soggetto.
Anche l’Agenzia delle Entrate è intervenuta sull’argomento con la circolare n. 20/E del 18 giugno 2013, focalizzando la propria attenzione sulla disciplina fiscale della rete soggetto, da una parte, e della rete contratto, dall’altra, nonché sui relativi profili contabili.
Per quanto concerne la prima, gli uffici affermano che «la rete di imprese, per effetto dell’iscrizione de qua (nel registro delle imprese, nota dell’autore), diviene un nuovo soggetto di diritto (rete-soggetto) e, in quanto autonomo centro di imputazione di interessi e rapporti giuridici, acquista rilevanza anche dal punto di vista tributario. La rete-soggetto, infatti, costituisce, sotto il profilo del diritto civile, un soggetto distinto dalle imprese che hanno sottoscritto il contratto e, pertanto, sotto il profilo tributario, in grado di realizzare fattispecie impositive a essa imputabili» in materia di imposte dirette e indirette.
Ciò significa che la rete entificata, quando acquista un bene o vende un servizio, agisce in prima persona, per sé stessa e in sé stessa, e gli effetti di questi atti giuridici si producono direttamente ed esclusivamente nella sua sfera giuridica, senza necessità di dover essere ripartiti, giuridicamente e contabilmente, tra i singoli retisti.
Questa è la differenza fondamentale che connota la rete entificata rispetto alla rete contratto. Abbiamo già detto che nella rete priva di soggettività giuridica il rapporto tra le singole imprese retiste e l’organo comune è riconducibile a un mandato con rappresentanza (cfr. art. 3, D.L. 5/2009 e s.m.i., comma 4-ter, secondo periodo), ragion per cui gli atti posti in essere dall’organo comune producono direttamente i propri effetti giuridici nelle sfere individuali dei singoli rappresentati, vale a dire, nel nostro caso, le imprese in rete. Ai fini fiscali, gli Uffici delle Entrate affermano che «l’imputazione delle singole operazioni direttamente alle imprese partecipanti si traduce nell’obbligo di fatturare da parte di queste ultime e a queste ultime, rispettivamente, le operazioni attive e passive poste in essere dall’organo comune. Per i beni acquistati ed i servizi ricevuti nell’esecuzione del programma di rete, il fornitore dovrà, pertanto, emettere tante fatture quanti sono i partecipanti rappresentati dall’organo comune, intestate a ciascuno di essi e con l’indicazione della parte di prezzo ad essi imputabile. Specularmente, per le vendite e le prestazioni di servizi effettuate dall’organo comune, ciascun partecipante dovrà emettere fattura al cliente per la quota parte del prezzo a sé imputabile».

Utilità della rete soggetto di diritto: una prima ricostruzione
Quanto appena esposto mette in evidenza uno dei vantaggi delle reti di impresa soggetto di diritto, consistente nella maggiore semplicità di fatturazione e, quindi, dei relativi obblighi documentali: laddove nella rete contratto ad ogni operazione attiva o passiva corrisponde l’emissione di una pluralità di fatture, nella rete soggetto di diritto spetta al solo organo comune emettere o ricevere le singole fatture a nome della rete. Correlato alla maggiore semplicità di fatturazione nelle reti-soggetto, stanno, ovviamente, i minori costi di tenuta della stessa.
Si tratta, però, soltanto di uno degli aspetti positivi della rete entificata, un aspetto, fra l’altro, abbastanza specifico.
Più in generale, la rete soggetto di diritto costituisce una forma giuridica assolutamente originale e ibrida, portatrice di una modalità di fare impresa probabilmente non ancora tipizzata ma che potremmo collocare, con una certa approssimazione, al centro di un triangolo i cui vertici sono costituiti da una società di capitali, da un consorzio e da una società di persone.
Ciò perché la rete di imprese entificata riunisce in un unico soggetto di diritto le caratteristiche di ente fortemente preposto al conseguimento del profitto, qui sottolineato dall’esplicito impegno di tutte le parti ad accrescere la competitività e la capacità innovativa, con profili che potremo definire, in senso ampio, mutualistici, e che possono essere declinati in almeno due diverse direzioni: a) la collaborazione che si instaura tra gli aderenti alla rete con il reciproco scambio di esperienze e know how arricchisce il bagaglio di cultura aziendale di ciascuno degli imprenditori in rete; b) da un punto di vista pratico, una delle funzioni “istituzionali” delle reti consiste nel consentire alle singole imprese aderenti di mantenere una clientela che, diventata più esigente, potrebbe cercare altrove quello che l’azienda “tradizionale” non riesce più a garantire.
Sbaglia, inoltre, chi sostiene che la rete entificata sia uguale a una società per azioni. Nella rete abbiamo infatti più imprenditori che si siedono attorno a un tavolo e ragionano insieme su come migliorare i propri prodotti o servizi e, magari, su come venderli ed esportarli al meglio, elaborando una strategia unitaria e dividendosi le spese; il tutto accompagnato dal preciso impegno di misurare i risultati ottenuti e capire come aumentare la capacità di penetrazione del mercato del prodotto o servizio integrato. In una società per azioni, in linea di massimo, è difficile trovare questa costante tensione al miglioramento proveniente “dal basso”, dagli stessi soci in prima persona. Questo perché, tradizionalmente, nelle società di capitali, soprattutto nelle s.p.a., la persona del singolo socio perde importanza di fronte al capitale investito e alla complessiva organizzazione sociale. In tal senso, forse non è del tutto sbagliato dire che nella rete di imprese entificata le imprese partecipanti hanno un peso simile a quello che si riscontra nei soci di società di persone, vero centro propulsore dell’iniziativa imprenditoriale, suggerendo l’immagine della rete entificata quale originale figura giuridica in cui convergono in un unico soggetto di diritto la responsabilità limitata di capitale e gli aspetti “personalistici” propri delle società di persone.
A queste considerazioni deve essere aggiunta la circostanza, di rilevante interesse ma sovente non sottolineata, che la rete soggetto consente di combinare le caratteristiche appena evidenziate lasciando inalterata la soggettività giuridica, imprenditoriale e aziendale delle singole retiste. Né, si ritiene, varrebbe replicare affermando che anche le società possono assumere partecipazioni in altre società, poiché, così ragionando, si disconoscono del tutto i caratteri salienti delle reti di impresa, a cominciare dal fatto che la partecipazione alla rete consente di formalizzare schemi di coordinamento molto differenziati, quanto alla funzione e alla intensità del vincolo, e di fissare le modalità di partecipazione in modi diversi, a secondo del grado di strutturazione prescelto dalla rete. A fronte di ciò, si ritiene che la classica partecipazione societaria non abbia questa particolare flessibilità operativa, soprattutto per ciò che concerne le s.p.a., ragion per cui ogni paragone tra i due soggetti appare improprio e fuorviante.
Sempre in linea generale, riteniamo che la scelta di una rete soggetto di diritto possa semplificare le relazioni tra i vari soggetti in rete, incardinando tutti i rapporti giuridici in un unico soggetto, per l’appunto la rete, anziché riconoscere i relativi diritti e obblighi ad una comunione, con tutti i problemi di coordinamento e di funzionamento che ne possono derivare.
Si pensi, per esempio, al caso in cui sia conferito al fondo patrimoniale di una rete contratto un bene immobile: sarà necessario trascrivere i relativi atti a favore o contro tutte le aziende in rete, quali comproprietari degli immobili oggetto di trascrizione, e sopportare i relativi costi. Lo stesso dicasi in caso di modificazione soggettiva della compagine della rete.

Gli svantaggi della rete soggetto di diritto
A fronte di tali profili, certamente suggestivi ma nondimeno bisognosi di una concreta sperimentazione nella prassi, la rete di imprese soggetto di diritto presenta alcuni aspetti problematici, che, almeno in parte, ne hanno frenato l’adozione.
In primo luogo, bisogna evidenziare come per la rete soggetto non sia ancora stata emanata una specifica disciplina civilistica in grado di chiarire i dubbi applicativi che, in alcuni casi, ancora permangono.
Più chiara, come già accennato, la disciplina tributaria della rete entificata, per la quale si rinvia alla relativa parte del corso. Qui ci si limita a osservare che la stessa circolare num. 20/2013 delle Entrate ritiene che la rete soggetto, in relazione all’attività commerciale esercitata, è obbligata alla tenuta delle scritture contabili, in particolare alla tenuta del libro giornale e degli inventari, alla tenuta del registro dei beni ammortizzabili e della contabilità di magazzino. Inoltre, la rete entificata, per effetto del richiamo operato dagli uffici nella circolare richiamata all’art. 15, D.P.R. n. 600/1973, è tenuta alla redazione del bilancio ai
sensi del codice civile e non alla redazione della situazione patrimoniale prevista dall’art. 3, comma 4-ter, n. 3. D.L. n. 5/2009 e s.m.i. Tale bilancio, a differenza della situazione patrimoniale cui sono tenute le reti contratto dotate di un fondo patrimoniale comune e di un organo comune che svolge attività verso i terzi , è preordinato alla determinazione delle imposte sul reddito e dell’IVA.
Si tratta, senza alcun dubbio, di adempimenti contabili e gestionali di portata non piccola e che contribuiscono, diciamo così, ad “appesantire” la rete soggetto di diritto.

Studio Legale e Tributario Garaffa & Manenti

http://www.leggiecontratti.it/

1 Comment

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.