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Le reti d’impresa risorsa contro la crisi

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[dropcap]O[/dropcap]ltre 1.800 contratti e 9mila aziende coinvolte. Tutto in quattro anni. All’istituto del contratto di rete si ispira un numero sempre crescente di imprenditori e così il recente modello di aggregazione prende slancio con buone carte da giocare anche per il futuro. È quanto emerge da un monitoraggio effettuato da InfoCamere su questo tipo di accordi iscritti nel Registro delle Imprese gestito dalle Camere di commercio italiane.

All’inizio di novembre in Italia sono stati siglati 1.836 contratti di rete con 9.238 imprese coinvolte. Il nuovo strumento si conferma per le imprese, di tutte le dimensioni, un’occasione per rispondere alla difficile congiuntura economica e mantenersi competitive sul mercato.

La classifica regionale continua ad essere guidata dalla Lombardia con 2.021 imprese in rete, mentre consolida la sua posizione l’Emilia-Romagna con 1.133 imprese. In terza posizione la Toscana con 939 soggetti coinvolti. Oltre il 44% delle imprese italiane in rete si trova in queste tre regioni. Fanalini di coda sono la Valle d’Aosta e il Molise.

Nonostante il forte sviluppo osservato negli ultimi anni, il grado di diffusione dei contratti di rete è ancora relativamente contenuto rispetto al complesso del tessuto produttivo. L’Abruzzo è la regione più attiva, con lo 0,39% delle imprese regionali in rete. A livello italiano ci si ferma allo 0,15%. Nella classifica per provincia, considerando i valori assoluti, il primato spetta a Milano con 665 imprese, seguita da Roma con 457 imprese e Brescia con 354. La graduatoria in base al grado di diffusione tra le attività economiche presenti in provincia delinea invece un podio formato da Chieti, Pescara e Lecco rispettivamente con lo 0,50%, 0,45% e lo 0,43% delle imprese del territorio appartenenti ad una rete.

A livello settoriale prevale l’industria in senso stretto (32,7% delle imprese in rete) e in particolare le aziende appartenenti alla filiera metalmeccanica seguita dal sistema moda e dalla meccanica. In evidenza anche il comparto alimentare con più di 300 imprese, pari al 10% del totale di settore. I “Servizi alle imprese” si collocano al secondo posto (24,1% del totale) con la divisione legata alle realtà specializzate in attività legali, contabilità, direzione aziendale e consulenza gestionale a farla da padrone (quasi una realtà su 2).

Le imprese del comparto manifatturiero sono anche le più intraprendenti nella formazione di una rete, con lo 0,49% delle realtà del settore che all’inizio di novembre avevano stipulato un contratto di aggregazione. Decisamente ridotta, la diffusione del nuovo istituto tra le imprese agricole: su 770mila aziende, solo poco più di 500 realtà fanno parte di una rete per una percentuale pari allo 0,07% del totale di settore.

L’insieme completo di dati ufficiali sui contratti di rete, oggetto di un monitoraggio mensile, è offerto dal portale, realizzato da InfoCamere, contrattidirete.registroimprese.it destinato a sostenere la nascita e lo sviluppo delle reti d’impresa in Italia.

Redazione

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