Le vecchie diffide a Equitalia annullano il debito col Fisco?

 Le vecchie diffide a Equitalia annullano il debito col Fisco?

Nei giorni scorsi si è svolto presso l’aula della Facoltà Valdese di Roma un importante convegno in materia di diritto tributario dal titolo “Risarcimento Danni al FISCO”.

Come è facile desumere, il tema centrale dell’incontro è stato, senza dubbio, la possibilità per il contribuente di chiedere al Fisco il risarcimento dei danni subiti ingiustamente. Ma non solo.

Tra i vari argomenti trattati, infatti, ha riscosso particolare interesse l’analisi della legge n.228/2012 nella parte in cui prevede l’annullamento del debito col Fisco in caso di mancata risposta a una semplice lettera del contribuente (art.1, commi 537 e segg. della legge n.228/2012).

Di fatti, come spiega l’avv. Matteo Sances, tra i relatori del Convegno, “questo seminario rappresenta la naturale continuazione di un precedente incontro, tenutosi sempre a Roma un paio di anni fa, nel corso del quale avevamo già approfondito i diritti dei contribuenti e la possibilità per gli stessi di ricorrere alla legge n.228/2012 e dunque di annullare il proprio debito con l’Erario inviando una semplice istanza al concessionario della riscossione. Tale norma, infatti, prevede all’art.1 comma 540 che, in caso di mancata risposta da parte dell’Ente Creditore entro il termine di 220 giorni dalla data di presentazione dell’istanza a Equitalia, il debito tributario o contributivo si annulli di diritto. In quell’occasione, ci eravamo lasciati con una serie di dubbi interpretativi poiché la suddetta legge era entrata in vigore da poco tempo e non c’erano state ancora delle decisioni sul punto. Oggi, invece, possiamo dire che parte della giurisprudenza ha riconosciuto i diritti dei contribuenti annullando in più di occasioni i debiti contestati (sul punto l’Avv. Sances ci suggerisce di leggere ad esempio la sentenza del Tribunale di Salerno n.603/2016, la sentenza della Commissione Tributaria Regionale di Milano n.1531/5/2017 e tante altre liberamente disponibili sul sito www.studiolegalesances.it – sezione Documenti)”.

Prosegue ancora l’Avv. Sances sottolineando come “nonostante la Legge n.228/2012 sia stata modificata dal Legislatore a ottobre 2015 con il Dlgs n.159/2015 – con una pesante diminuzione dei motivi per i quali è possibile per il contribuente proporre l’istanza – essa presenta ancora dei profili interessanti ed in un certo senso innovativi, in grado di offrire una tutela non indifferente ai contribuenti. Mi riferisco, in particolare, all’art.1, comma 543 della suddetta Legge che non è stato coinvolto dalla predetta modifica normativa e che prevede espressamente l’annullamento del debito tributario o contributivo anche per quelle istanze presentate dai contribuenti prima della data di entrata in vigore della legge n.228/2012. In sostanza, grazie al comma 543 sembrerebbe possibile applicare la norma anche a prima del 2013, chiedendo così al Fisco di annullare anche quei debiti per i quali il contribuente aveva provveduto a inviare una semplice lettera o una diffida a Equitalia senza ottenere alcuna risposta”.

Alla luce degli spunti emersi che dire? Anche noi del Giornale delle PMI terremo alta l’attenzione su questo tema visto il notevole impegno e interesse che da sempre dedichiamo ai diritti dei contribuenti.

Dario Vascellaro

Direttore responsabile de Il Giornale delle PMI

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