Le vendite al dettaglio di ottobre registrano un calo netto e accelerato

 Le vendite al dettaglio di ottobre registrano un calo netto e accelerato

vendite-2

[dropcap]L[/dropcap]e vendite al dettaglio di ottobre sono diminuite a un tasso più rapido, segnando il divario più ampio degli ultimi tre mesi tra vendite effettive e obbiettivi pianificati. La flessione del commercio ha contribuito da una parte al calo più rapido delle forniture e degli impieghi, dall’altra a una nuova netta contrazione dei margini lordi e all’aumento delle merci in giacenza. Allo stesso tempo, la media dei prezzi di acquisto è rimasta pressoché invariata, grazie all’ulteriore peggioramento del potere che hanno i fornitori sui prezzi .

L’Indice destagionalizzato Markit PMI® sulle Vendite al Dettaglio in Italia, che con un singolo valore misura i cambiamenti su base mensile delle effettive vendite comparabili, ha registrato ad ottobre una contrazione, capovolgendo parzialmente il terreno conquistato a settembre quando aveva toccato il record su cinque mesi con 45.4. Come segnalato dall’indice, il tasso di contrazione a 43.1 è stato netto e il secondo più rapido degli ultimi otto mesi (40.8 di agosto). Con l’ultima indagine, sono quarantaquattro consecutivi i mesi in cui i dettaglianti citano, tra i principali fattori di flessione del commercio, il calo di presenze, l’incertezza tra i consumatori e le condizioni meteo non favorevoli.

Misurandolo su base annuale, il tasso di contrazione delle vendite comparabili di ottobre è stato netto e leggermente più evidente che a settembre.

Le vendite effettive di ottobre sono risultate notevolmente al di sotto di quelle pianificate, con il più ampio divario degli ultimi tre mesi e più forte rispetto alle tendenze storiche d’indagine.

Per il mese di novembre, i dettaglianti prevedono generalmente di mancare gli obiettivi pianificati, capovolgendo l’ottimismo registrato nelle due precedenti indagini. Ciononostante, il grado di pessimismo espresso è stato soltanto marginale.

Nel corso dell’ultima indagine, dopo il rallentamento di settembre al valore più debole in più di quattro anni, il tasso di contrazione dei posti di lavoro del settore ha subìto una nuova accelerazione. Purtuttavia, nonostante sia risultato il più rapido su tre mesi, il tasso di flessione degli organici è stato generalmente modesto.

Così come nel numero degli impieghi, la flessione delle vendite ha anche indotto i dettaglianti a ridurre l’acquisto di articoli all’ingrosso. Il tasso di contrazione dell’attività di approvvigionamento è stato netto e leggermente accelerato rispetto al mese precedente.

Tra le aziende campione c’è chi ha collegato la riduzione degli acquisti al tentativo di diminuire le esistenti giacenze, che ad ottobre sono aumentate per il secondo mese consecutivo, visti i peggiorati risultati di vendita. Tuttavia il tasso di accumulo giacenze è stato solo marginale e più lento rispetto a settembre.

L’indagine di ottobre ha evidenziato tra i dettaglianti una nuova riduzione dei margini lordi dovuta alla combinazione di sconti e vendite minori, secondo i commenti delle aziende campione. Il tasso di contrazione dei margini lordi è stato netto e generalmente invariato rispetto al mese precedente. Ciò è avvenuto malgrado la media dei prezzi di acquisto del settore sia rimasta pressoché la stessa nel corso del mese. I dati hanno mostrato che la pressione sui costi del settore è stata la più debole dal crollo dei prezzi di acquisto avvenuto nel marzo 2009, in parte attenuata dalle promozioni effettuate dai fornitori.

Phil Smith, economista presso Markit, e autore del report Markit PMI® sulle Vendite al Dettaglio in Italia, ha detto: «Il PMI delle vendite al dettaglio di ottobre ha indicato una persistente debolezza degli acquisti da parte dei consumatori italiani. L’Indice ha registrato una contrazione netta e accelerata delle vendite comparabili, tra le più rapide di quest’anno. Tale flessione inarrestabile del commercio sta incidendo su tutti gli operatori del settore, con tagli dei posti di lavoro e fornitori che assistono al progressivo calo delle richieste di approvvigionamenti. L’indebolimento della domanda ha causato un forte calo dell’inflazione dei prezzi all’ingrosso rispetto alla media storica. I dettaglianti non sono ottimisti sui risultati dei prossimi mesi, visto che a pesare sulle vendite ci sono le poche certezze dei consumatori».

Redazione

Partecipa alla discussione

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.