Learning organization: l’azienda capace di apprendere e di cambiare

 Learning organization: l’azienda capace di apprendere e di cambiare

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[dropcap]L[/dropcap]o scenario economico attuale è il frutto di un’evoluzione tale da averci portato a modificare la nostra percezione del business e dei fattori in grado di generare risultati e successi competitivi. Nuove strategie e diversi modi di utilizzare conoscenze e risorse, adattandosi alle nuove richieste del mercato, hanno portato alla definizione del concetto di “new economy”, intesa come economia della conoscenza, in cui le tecnologie di comunicazione e di informazione costituiscono le strutture portanti.

«Perché un’organizzazione possa sopravvivere, la sua velocità di apprendimento deve essere quantomeno uguale alla velocità dei cambiamenti del suo ambiente esterno»1.

Ma cosa significa “organizzazione che apprende”? In che modo un’entità collettiva come un’organizzazione apprende?

Significa che impara più velocemente rispetto ai concorrenti, che crea e accumula conoscenze, che adotta nuove soluzioni e nuove prassi, che sperimenta nuovi comportamenti funzionali ad anticipare e ad affrontare i cambiamenti.

La Learning organization facilita l’apprendimento di tutti i sui membri costituendosi come una struttura organica ed aperta, snella e flessibile, fortemente orientata al mercato, ma soprattutto allo sviluppo delle risorse umane che vi operano.

L’apprendimento può avvenire attraverso molti canali: tramite conoscenze ereditate dall’ambiente specifico di riferimento, mediante l’innovazione di prodotti o processi, la risoluzione di nuovi problemi, il confronto con altre aziende (benchmarking), lo scambio in ambienti rete (ad esempio i distretti), la formazione, il reclutamento di nuova forza-lavoro, inserimento di giovani provenienti dall’estero, ecc…

Molto spesso sono i momenti di crisi ad attivare l’apprendimento, perché spingono a ricercare nuove soluzioni e quindi ad intraprendere e sperimentare nuove strade. Altre volte l’apprendimento nasce dall’errore: imparare ad accettare l’errore considerandolo un’opportunità di miglioramento e perfezionamento, anziché un vincolo ed un costo, rappresenta per l’impresa un valore aggiunto molto prezioso, un elemento di successo e innovazione continua.

L’organizzazione cambia solo se concepisce il cambiamento, solo se lo ritiene giusto e necessario, se lo condivide, se lo riesce a pensare.

Imparare, apprendere, cambiare sono processi che avvengono sì mediante la generazione creativa di nuove modalità di azione, ma anche, e con più fatica, attraverso la messa in discussione di abitudini, schemi mentali, procedure, comportamenti, regole ormai consolidate, ritenute valide poiché rivelatesi efficaci in passato. Infatti l’abitudine, la prassi e la cultura consolidate costituiscono spesso una barriera all’apprendimento, un blocco, un freno all’innovazione.

Ecco la ragione per la quale il cambiamento passa anche attraverso il disapprendimento, ossia la cancellazione, la messa da parte di antiche conoscenze, vecchie routine difensive, cattive prassi divenute obsolete e dannose per l’azienda, pregiudizi legati a successi passati.

Apprendere lungo tutto l’arco della vita ed imparare ad apprendere sono divenuti oggi i presupposti fondamentali per il miglioramento continuo sia degli individui, sia delle organizzazioni, in quanto strutture finalizzate alla produzione di beni o servizi, portatrici di valori, cultura, meccanismi di coordinamento e prassi che costantemente devono adeguarsi ai mutamenti economici e sociali di una realtà, come quella attuale, governata dall’instabilità.[wpanchor id=”1″]

1 Cfr. R. Stata, Organisational learning. The key to management innovation, 1989.

Maria Chiara Venturelli

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