L’economia dell’eurozona in espansione al tasso più rapido da maggio 2011

 L’economia dell’eurozona in espansione al tasso più rapido da maggio 2011

A fine 2016, l’eurozona mantiene un robusto tasso di espansione. La crescita della produzione è accelerata al record su 67 mesi, concludendo il miglior trimestre dell’anno.Tuttavia, la pressione sui prezzi ha continuato ad aumentare, con un’inflazione in crescita sia sui prezzi d’acquisto che di vendita.

L’Indice Markit PMI® della Produzione Composita nell’Eurozona finale di dicembre si è posizionato su 54.4, in aumento da 53.9 di novembre, indicando un tasso di espansione più rapido rispetto alla precedente stima flash. Il settore manifatturiero ha guidato tale trend al rialzo, con un incremento della produzione al tasso più rapido da aprile 2014. Anche il settore terziario ha segnato una forte crescita, restando su valori simili al record su 11 mesi di novembre.

Nei quattro paesi pricipali è stata rilevata un’espansione economica, con il ritmo più rapido toccato in Spagna (record su sei mesi) seguito da vicino dalla Germania (record su cinque mesi). In Francia si è toccato un valore record di accelerazione della crescita in un anno e mezzo, rimanendo tuttavia inferiore alla media dell’eurozona. L’Italia è stata l’unica delle nazioni principali a misurare un’incremento più lento.

Nazioni in ordine di crescita della produzione composita (dicembre)

Spagna 55.5 massimo su 6 mesi
Germania 55.2 (flash: 54.8) massimo su 5 mesi
Francia 53.1 (flash: 52.8) massimo su 18 mesi
Italia 52.9 minimo su 2 mesi

A spingere in avanti la maggiore espansione dell’attività economica dell’eurozona è stato il migliorato flusso di nuovi ordini, che hanno registrato la più rapida crescita da dicembre 2015 e una tra le più veloci degli ultimi cinque anni e mezzo. Forti incrementi sono stati registrati nelle quattro nazioni principali con la Germania in prima fila, sebbene sia stata l’unica in cui la crescita non è accelerata.

Le commesse in giacenza sono aumentate a dicembre per il diciannovesimo mese consecutivo, eguagliando il valore record toccato lo scorso novembre. Tale crescita ha a sua volta incoraggiato le assunzioni, con livelli occupazionali in rialzo per il ventiseiesimo mese consecutivo.

La Spagna e la Germania hanno entrambe registrato una forte crescita occupazionale nel mese di dicembre. Italia e Francia hanno anch’esse indicato un aumento degli organici, ma marginale. La Spagna è stata l’unica nazione, tra le quattro principali, a indicare un tasso di assunzioni più rapido di novembre.

L’inflazione dei prezzi di acquisto di dicembre è salita al record in cinque anni e mezzo. Tale valore è il risultato combinato dell’aumento dei costi di carburante e petrolio e dei costi d’importazione, causati dal più debole tasso di cambio dell’euro (che ha colpito di più il settore manifatturiero che quello terziario).

I prezzi di vendita sono aumentati per il secondo mese consecutivo e al tasso più netto da luglio 2011. Gli incrementi avutisi in Germania e Spagna hanno controbilanciato gli ulteriori sconti offerti in Francia e Italia.

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A dicembre si assiste ad una ulteriore solida crescita dell’attività terziaria dell’eurozona, con l’Indice Markit PMI® dell’Attività Terziaria dell’Eurozona finale a 53.7, solo leggermente inferiore al record su 11 mesi di novembre di 53.8 e superiore alla precedente stima flash di 53.1.

Spagna e Germania hanno indicato i tassi di espansione più rapidi, sebbene entrambi i paesi abbiano registrato una crescita della produzione moderata rispetto ai risultati di novembre. Anche in Italia il ritmo di incremento è rallentato.

La Francia è stata l’unica tra le quattro nazioni principali a contraddire il trend di crescita più lento, registrando un tasso record di crescita dell’attività da settembre. Anche se ciò ha portato il livello della Francia al di sopra dell’Italia nella classifica della produzione, il parametro resta inferiore alla Germania e alla Spagna. I dati relativi all’Irlanda verranno pubblicati il 5 gennaio.

Le aziende del terziario dell’eurozona hanno collegato i più alti livelli di attività alla combinazione di un forte afflusso di nuovi ordini e dell’aumento del lavoro inevaso. Le nuove commesse sono aumentate allo stesso tasso record su 10 mesi di novembre. Nelle quattro nazioni principali, i tassi di incremento sono stati simili.

Le commesse inevase sono aumentate per il settimo mese consecutivo. Le aziende hanno risposto aumentando le capacità produttive, con il conseguente aumento dell’occupazione per il ventiseiesimo mese consecutivo. Gli organici sono fortemente aumentati in Germania e Spagna, ed un rialzo si è verificato anche in Italia. I livelli occupazionali del terziario francese sono rimasti invariati.

La fiducia ha toccato un record su 11 mesi ed ha misurato uno dei più alti livelli raggiunti negli ultimi cinque anni. L’ottimismo ha dato segni di miglioramento in Germania, Francia e Italia, ma è leggermente rallentato in Spagna.

Dicembre ha indicato che l’inflazione dei prezzi d’acquisto è accelerata al record su 57 mesi, con incrementi forti ed accelerati in tutti e quattro i paesi principali, soprattutto a causa dei più alti costi di carburante e petrolio.

I prezzi di vendita sono aumentati per il secondo mese consecutivo fino a toccare il record da luglio 2011. Gli incrementi di Germania e Spagna hanno controbilanciato le riduzioni verificatesi in Francia e Italia.

Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit ha detto: “I dati finali PMI segnalano una chiusura del 2016 persino più forte di quanto prospettato dalla precedente stima flash, sebbene resta incerto se ciò fornirà la tanto agognata spinta per far decollare la ripresa dell’eurozona nel 2017. Molto dipende dagli eventi politici nel corso del prossimo anno. I dati dell’indagine riportano nel quarto trimestre uno 0.4% di espansione del PIL, con una crescita accelerata a dicembre, visto l’incremento dell’attività al tasso più rapido in più di cinque anni e mezzo. Le aziende del settore manifatturiero e, in parte minore, del terziario stanno beneficiando di un’euro più debole, che agisce da spinta per l’esportazione di beni e incoraggia la domanda estera di servizi quali turismo e viaggi nell’eurozona. Anche l’aumento occupazionale e, certamente, gli stimoli della BCE giocano un ruolo importante in questo andamento in espansione. Il dubbio è che la domanda interna nel corso del 2017 resterà probabilmente debole, poiché dominerà l’incertezza politica, causando un altro anno di deludente crescita in tutta la regione. Tuttavia, per ora, le aziende stanno dissipando le preoccupazioni politiche con l’ottimismo del settore terziario, probabilmente il più influenzato dal disagio politico, riportando la fiducia ad uno dei più alti livelli in oltre cinque anni”.

Redazione

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