L’economia dell’eurozona segna il più forte trimestre in quattro anni e mezzo

 L’economia dell’eurozona segna il più forte trimestre in quattro anni e mezzo

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L’economia dell’eurozona segna una cospicua chiusura del 2015, con una crescita forte che ha spinto le aziende ad incrementare gli organici al tasso record su poco più di quattro anni e mezzo. I prezzi di vendita, nel frattempo, hanno continuato a diminuire.

Dalla lettura dei dati preliminari “flash”, l’Indice Markit PMI® dell’eurozona di dicembre è sceso a 54.0 da 54.2 di novembre, rimanendo nettamente superiore alla soglia di 50.0. L’espansione di dicembre è stata sufficiente a chiudere il più forte trimestre di crescita registrato dall’indagine in quattro anni e mezzo.

La produzione manifatturiera è aumentata al tasso più rapido in 20 mesi ed ha superato la crescita dell’attività del terziario per la prima volta in più di un anno. L’attività dei servizi ha continuato la sua forte crescita, sebbene al tasso più debole da settembre.

Ambedue i settori hanno indicato quanto questo nuovo e incoraggiante aumento di nuovi ordini abbia sostenuto il continuo processo di assunzioni, spingendo il generale tasso di incremento occupazionale al record da maggio 2011.

Poiché l’indagine ha indicato il più cospicuo aumento di commesse inevase da maggio 2011, per poter soddisfare la domanda, le aziende potrebbero facilmente continuare ad aumentare i livelli occupazionali nei prossimi mesi.

Per effetto dell’ondata di assunzioni particolarmente più forte, la fiducia negli affari del settore terziario per l’anno a venire ha toccato il record su quattro mesi, mostrando l’aumento mensile più consistente da novembre 2010.

La crescita occupazionale del manifatturiero è stata più attenuata, e rispetto a novembre ha perso marginalmente vigore. Visti i tentativi di contenere i costi e di incrementare la produttività da parte della manifattura, il tasso occupazionale all’interno delle fabbriche è rimasto modesto per gran parte dell’anno passato.

I prezzi di acquisto, intanto, sono saliti al record su quattro mesi, soprattutto a causa del risultato combinato dei maggiori costi di importazione, legati alla svalutazione dell’euro, e degli aumenti salariali, a volte segnalati dalle aziende monitorate.

I prezzi di vendita, tuttavia, sono leggermente diminuiti con una generale incapacità da parte delle aziende di trasferire i costi più alti sui clienti a causa della forte concorrenza.

Differenze nazionali

Se le indagini PMI hanno segnalato una forte e continua crescita in Germania, chiudendo il miglior trimestre in un anno e mezzo, la Francia ha subìto una flessione più vicina alla stagnazione. Le aziende francesi hanno indicato il più debole incremento dell’attività da Agosto.

Da un punto di vista occupazionale, si assiste ad una tendenza similare. Il tasso di creazione di nuovi posti di lavoro in Germania ha toccato per la seconda volta il valore più alto da settembre 2011, mentre il livello degli organici francesi è rimasto invariato.

Sia la Germania che la Francia hanno generalmente indicato una maggiore crescita manifatturiera, sebbene la Francia continui a restare indietro. Allo stesso tempo, la combinazione di una forte crescita dell’attività e della fiducia del settore terziario tedesco risulta in contrasto con la stagnazione ed il maggiore pessimismo sulle prospettive future rilevato nelle aziende del terziario francese.

In altre parti dell’eurozona, la crescita dell’attività ha toccato il record su quattro mesi, superando ancora una volta il tasso di espansione indicato dalle due principali economie della regione a valuta unica.

Commentando i risultati flash dei dati PMI, Chris Williamson, Chief Economist presso Markit ha detto: «Anche se i responsabili delle politiche monetarie, data la fase della crescita e il livello di stimoli attualmente in atto, rimarranno probabilmente delusi dalla lieve espansione e dalla mancanza di pressioni inflazionistiche, l’economia dell’eurozona conclude il 2015 con una rassicurante e forte ripresa. Nonostante il PMI abbia rasentato il valore minimo a dicembre, l’ultimo trimestre ha osservato nell’insieme il maggiore incremento dell’attività in quattro anni e mezzo. L’indagine ha segnalato un aumento trimestrale del PIL dello 0.4%, traducendosi in una crescita della regione durante il 2015 dell’1.5%. Il fattore più incoraggiante di tutti è la rimonta del tasso di crescita occupazionale che aumenta al tasso maggiore dalla primavera 2011. Ciò, se tutto va bene dovrebbe favorire l’inizio di un crollo sostanzioso della disoccupazione ad inizio 2016. La crescita occupazionale inoltre mostra come le imprese hanno un approccio ottimistico circa l’attività dell’anno prossimo suggerendo inoltre che la crescita del PIL potrebbe aumentare ulteriormente durante i mesi prossimi. I dati dell’indagine hanno mostrato quanto la crescita del PIL in Germania abbia preso vigore durante il quarto trimestre, aumentando dello 0.5%, in quanto la forte domanda nazionale e le crescenti esportazioni hanno favorito la crescita generale del settore manifatturiero e dei servizi. Ad ogni modo in Francia il registro cambia totalmente. L’indagine ha infatti indicato, nel migliore dei casi, un lieve aumento del PIL dello 0.2% durante il quartotrimestre e un ulteriore contrazione sino a raggiungere un valore di quasi stagnazione a dicembre. Fattori questi che fanno presagire un quadro negativo per l’anno prossimo, specialmente nel settore dei servizi attualmente in una fase di stallo».

Redazione

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