Legalità a Milano e in Lombardia, al via gli sportelli “Riemergo” delle Camere di commercio

 Legalità a Milano e in Lombardia, al via gli sportelli “Riemergo” delle Camere di commercio

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[dropcap]L[/dropcap]e Camere di Commercio della Lombardia sono impegnate a fianco delle imprese per togliere spazio all’illegalità: per questo nasce la rete degli sportelli “RiEmergo” con la partecipazione delle Camere di commercio di Cremona, Lecco, Lodi, Milano, Monza Brianza, Pavia e Sondrio che viene presentata da Unioncamere Lombardia (che coordina il progetto) martedì 16 dicembre a Milano. Grazie a questi punti di ascolto e supporto – gestiti in collaborazione con Transparency International Italia e LIBERA Lombardia – le imprese avranno indicazioni sul modo migliore di affrontare i problemi di illegalità con i quali si confrontano.

Gli Sportelli “RiEmergo” da febbraio 2015 gestiranno e dove opportuno re-indirizzeranno nel modo più corretto le istanze delle imprese per supportarle in stretta sinergia con le forze dell’ordine, ONG e associazioni imprenditoriali.  «La competitività in Lombardia e in Italia può reggersi solo sulla piena responsabilità e condivisione della legalità economica – ha dichiarato Gian Domenico Auricchio, Presidente di Unioncamere Lombardia e della Camera di Commercio di Cremona che partecipa al progetto – per questo il Sistema camerale lombardo si impegna in prima persona per contrastare usura, racket, corruzione, contraffazione e concorrenza sleale che con la crisi economica rischiano di innescare comportamenti negativi».

Il tema verrà dibattuto in Camera di commercio di Milano, martedì 16 dicembre, dalle 9 alle 13, nel convegno “L’economia legale per la ripresa: gli Sportelli legalità delle Camere di commercio lombarde” con la partecipazione di autorità, associazioni e organizzazioni non profit.  Partecipano al confronto: Livia Pomodoro Presidente del Tribunale di Milano, Lorenzo Frigerio Coordinatore di Libera Informazione, Marco Accornero, consigliere della Camera di commercio di Milano, Antonio Calabrò Consigliere incaricato Assolombarda per la legalità e la CSR, Daniela Mainini Presidente Centro Studi Anticontraffazione, don Marcello Cozzi Vice Presidente Libera e responsabile nazionale servizio SOS Giustizia, Virginio Carnevali Presidente Transparency International Italia, Paola Negroni di Regione Lombardia e Renato Borghi R.ETE. Imprese Italia Lombardia e Presidente FederazioneModaItalia.

La criminalità cerca di toccare le imprese. Sono la violenza su persone (26%), la minaccia (26%), l’incendio di beni (11%) e il danneggiamento di cose (10%) le forme di intimidazione più diffuse usate dalla criminalità organizzata secondo i dati della ricerca “Espansione della criminalità organizzata nell’attività d’impresa al nord”, promossa dalla Camera di Commercio di Milano in collaborazione con Assimpredil Ance, il Centro Nazionale di Prevenzione e Difesa Sociale ed Università Bocconi. L’infiltrazione mafiosa nell’impresa, pur restando un fenomeno ancora limitato, colpisce soprattutto l’edilizia, un caso su due, in particolare il movimento terra, i bar e locali notturni (15%), i servizi finanziari e postali (12%) e lo smaltimento abusivo dei rifiuti (circa un caso su venti). E se gli indagati sono nella maggior parte dei casi (60%) criminali professionali e “mafiosi imprenditori”, in un caso su dieci si tratta di imprenditori collusi e in uno su quaranta di professionisti. Secondo le indicazioni delle imprese nella ricerca, per contrastare efficacemente la criminalità bisogna colpirla negli interessi economici, aumentare il controllo del territorio, combattere corruzione e clientelismo ed educare alla legalità.

Redazione

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