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L’equilibrio tra imprenditore e collaboratori in azienda

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[dropcap]L[/dropcap]a vita in azienda si presenta spesso irta di difficoltà legate alla definizione dei migliori modelli organizzativi, allo sviluppo dei nuovi mercati, al consolidamento in quelli preesistenti, alle dinamiche competitive, alla gestione finanziaria e amministrativa – e la lista potrebbe continuare oltre. Le difficoltà operative che si manifestano possono acuire alcune dimensioni e dinamiche gestionali e creare dei conflitti e o delle problematicità che vanno affrontate.

Spesso le tensioni si generano per la complessità e l’instabilità delle situazioni che se non si è in grado di gestire con trasparenza e tempestività inducono una visione distorta e non chiara della situazione che si deve affrontare.

Molte situazioni richiedono un rapido intervento che se viene a mancare, o è procrastinata qualsiasi decisione, il risultato è che si perdono delle opportunità e le stesse difficoltà manifeste andranno avanti nel tempo diventando ancora più complesse. Per superare tutte le difficoltà in azienda (ma anche nella vita) ci vuole un forte senso di equilibrio.

Paura, mancanza di consapevolezza, poca chiarezza per sé e per gli altri inibiscono il senso di equilibrio nella gestione delle attività in azienda. Tutti gli individui, anche quelli che sembrano maggiormente sicuri di sé, sono preda di sentimenti come paura, insicurezza, indecisione ecc. che generano tensione che, se eccessiva e non pienamente governabile, si manifesta con la presa di decisioni poco coerenti, non lungimiranti e di limitato aiuto allo sviluppo delle attività aziendali e imprenditoriali.

Perseguire con equilibrio un percorso di sviluppo personale vuol dire anche essere eticamente corretti e consapevoli di creare valore verso tutti gli stakeholder con i quali si entra in contatto e con i quali si potrebbero generare ulteriori opportunità.

Se si mantiene un equilibrio decisionale, nella gestione e nelle azioni, i risultati sono positivi per sé e per gli altri, improntati alla crescita e all’apprendimento. Quando siamo equilibrati nella nostra vita professionale? Cosa raggiungiamo attraverso il senso del nostro equilibrio? Questi sono quesiti a cui non sempre si può trovare una facile risposta.

Essere equilibrati significa mantenere una dimensione valoriale che è collegata alla sincerità, all’essere contenti per quanto fatto e realizzato per sé e per gli altri e godere di questa dimensione di felicità, benessere, buon clima e non di difficoltà.

Mantenersi in equilibrio vuol dire mettersi nella condizione di apprendere e ricercare le soluzioni più adeguate e rappresentarle in modo tale che siano legate a una vision e a una mentalità vincente da perseguire con fiducia, tenacia.

Certo tra collaboratori e imprenditori non sempre si è in equilibrio considerando le scelte, i punti di convergenza/divergenza e le reciproche interdipendenze/dipendenze che fanno sentire gli uni uniti/disuniti agli altri. Una dimensione di equilibrio tra le parti permette di generare meno errori e prendere le decisioni in misura più adeguata e consona in relazione al problema e alla situazione che deve essere gestita.

Bisogna chiedersi quali sono i valori legati all’equilibrio. Si tratta di valori fondanti nell’attività lavorativa che mettono al centro gli individui:

  • la sincerità;
  • lo spirito di appartenenza;
  • la chiarezza;
  • l’etica;
  • la visione;
  • la condivisione;
  • l’integrazione;
  • la tenacia;
  • l’umanità
  • l’empatia
  • la fiducia in sé e negli altri ecc.

Essere equilibrati vuol dire sapersi assumere dei rischi e mantenere alta e vigile la dimensione delle opportunità e dei vantaggi che si possono assumere attraverso la decisione in azienda e, soprattutto, come si possono superare le difficoltà.

Bisogna chiedersi quando si è in equilibrio, quali sono le giuste reazioni? Qual è una dimensione della giusta reazione? Sentimenti di ira e di forte delusione e rammarico vanno  gestiti e non fatti esplodere  o messi in forte evidenza. Le reazioni di equilibrio si hanno quando in azienda si gestiscono le situazioni più diverse e differenti per trovare un’adeguata soluzione. L’equilibrio in questi casi è quello di non dare in escandescenza e nemmeno con prolungati rancori e dissapori che non aiutano nel lavoro. La giusta reazione è quella che si basa sul confronto continuo e costruttivo, su spiegazioni razionali e non emotive e sulla capacità di saper gestire le obiezioni per dimostrare il proprio punto di vista, anche attraverso fatti concreti.

L’equilibrio in ogni caso non si ha se le reazioni sono eccessivamente mitigate e fortemente sotto controllo, perché non si darebbe spazio a un confronto e la dialettica ne risentirebbe. Con buonsenso bisogna comprendere quali sono le reazioni da mitigare, quali quelle con le quali bisogna usare la strategia “lascia passare” e quali quelle che bisogna far emergere.

In sintesi bisogna essere obiettivi e perseguire i risultato con equilibrio in modo chiaro e preciso per sé e per gli altri. Operando per obiettivi bisogna comprendere quali azioni intraprendere e quali rinviare in un momento successivo. Infatti, spesso gli squilibri vi sono, perché si opera contemporaneamente su più fronti dissipando energie e capacità, dove servirebbe, invece, una azione mirata e focalizzata. La scelta delle azioni da intraprendere che generano valore per l’azienda e gli stakeholder è quella il cui fine è soddisfare le loro attese.

Per prendere le decisioni migliori bisogna avere una forte lucidità mentale ed essere in grado di discernere il percorso da intraprendere. È necessario vedere le situazioni con un certo distacco e valutarle riducendo l’effetto dei sentimenti sia di eccessivo entusiasmo che di eccessiva aggressività o turbolenza: questi devono essere messi da parte per essere lucidi e consapevoli mentalmente.

Un atteggiamento equilibrato nella sostanza e nei fatti permette di cogliere la fiducia e il rispetto degli altri che si identificano con noi, credono in quello che viene detto, affermato e realizzato.

In questo modo diventa più agevole il ruolo guida dell’imprenditore per i suoi collaboratori e per gli altri (i clienti e la community a cui l’azienda fa riferimento). Tutti i leader di successo hanno sempre avuto  grande equilibrio, umanità, empatia e misurando le varie dimensioni della loro vita tra visioni, creatività, lungimiranza e innovazione.

Se si è equilibrati nel proporsi e nell’essere vuol dire che si è un punto di riferimento e ciò non toglie che le persone possano essere creative e competitive. Dunque la ricerca dell’equilibrio dell’azienda attraverso le persone deve sempre essere perseguita all’insegna dello sviluppo e della crescita imprenditoriale aziendale e individuale.

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Teresa Tardia

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