L’eurozona inizia il 2018 con la crescita più veloce in quasi 12 anni

 L’eurozona inizia il 2018 con la crescita più veloce in quasi 12 anni

L’eurozona ha iniziato il 2018 con una nuova accelerazione di crescita indicando un valore record in quasi 12 anni, accompagnato dal maggior aumento dell’occupazione dal 2000 e dalla più alta pressione sui prezzi in quasi sette anni.

Dalla stima flash, che analizza circa l’85% delle risposte totali, l’Indice PMI IHS Markit dell’eurozona si è posizionato a gennaio su 58.6, in aumento da 58.1 di dicembre e indicando un valore record da giugno 2006.

L’accelerazione della crescita del settore terziario al tasso più rapido da agosto 2007 è stata in parte controbilanciata dal rallentamento della produzione manifatturiera, anche se quest’ultima si è mantenuta vigorosa. Negli ultimi tre mesi abbiamo assistito al più forte incremento della produzione industriale dal 2000.

L’attività ha ricevuto la spinta di un nuovo forte e generale aumento dei nuovi ordini. Anche se marginalmente inferiore alla crescita avutasi a dicembre, il flusso di ordini in entrata rappresenta il secondo maggiore incremento da luglio 2007, riflettendo l’ulteriore miglioramento delle condizioni della domanda sia per le merci che per i servizi.

Le aziende hanno inoltre mostrato a gennaio aspettative più ottimistiche per il prossimo anno, con previsioni di ripresa che hanno indicato un valore record in otto mesi.

Capacità e prezzi

Con la forte crescita dei nuovi ordini e i migliorati livelli di fiducia sulle prospettive future, le aziende hanno aumentato la loro forza lavoro segnando un valore di incremento record da settembre del 2000. Le assunzioni del settore industriale hanno indicato una crescita vicina ai recenti valori record, mentre il settore dei servizi ha registrato il maggior incremento occupazionale da ottobre 2007.

Nonostante l’aumento occupazionale, la capacità operativa ha continuato a mostrare segnali di affaticamento. Sebbene abbia indicato il valore minimo in tre mesi, la crescita delle commesse inevase ha di nuovo indicato uno dei tassi più alti dell’ultimo decennio. Similmente, per i tempi di consegna si è registrato uno dei maggiori allungamenti storici, evidenziando quanto per molti articoli la domanda abbia superato l’offerta.

Nel frattempo, la pressione sui prezzi di gennaio si è intensificata, in parte a causa del migliorato potere sui prezzi, visto che la domanda ha superato l’offerta e considerato l’aumento del petrolio. I prezzi medi di acquisto e di vendita hanno entrambe mostrato il maggior incremento da aprile 2011, con tassi di inflazione accelerati sia nel manifatturiero che nel terziario.

A livello nazionale, in Germania la crescita è stata leggermente più debole rispetto a dicembre, mese in cui si è registrato un record da aprile 2011. Eppure l’ottimismo sulle prospettive future è aumentato segnando un valore quasi record delle assunzioni e delle pressioni sui prezzi. La ripresa è stata guidata dal settore manifatturiero, anche se l’espansione del terziario di gennaio ha indicato un’accelerazione.

L’Indice del PMI composito in Francia è leggermente aumentato, segnando tuttavia un valore inferiore al record di novembre. Negli ultimi tre mesi abbiamo assistito al miglior slancio di crescita dalla primavera del 2011 ed il maggior incremento dell’occupazione da metà 2001, anche se il tasso di creazione occupazionale di gennaio ha indicato un leggero rallentamento. La pressione sui prezzi è aumentata toccando il valore più alto dal 2011.

Negli altri paesi l’attività economica ha registrato il più rapido aumento da luglio 2006, con il più forte rialzo mensile della produzione manifatturiera da aprile 2000. La crescita dei servizi è accelerata restando però inferiore ad alcuni dei record dello scorso anno. I prezzi sono aumentati al tasso più netto in quasi un decennio.

Commentando i dati PMI Flash, Chris Williamson, Chief Business Economist presso IHS Markit ha dichiarato: “Inizio strepitoso del 2018 per l’eurozona, con l’attività in espansione ad un tasso mai osservato in quasi 12 anni. L’accelerazione della crescita ha spinto i dati dell’indagine verso un territorio in linea con l’espansione dell’economia al tasso di crescita trimestrale fortissimo che si avvicina all’1%. Con l’aumento al tasso più veloce in 17 anni dei livelli occupazionali, il miglioramento del mercato del lavoro dovrebbe invogliare i consumatori a spendere di più, e, conseguentemente, agevolare ed estendere la ripresa economica nel corso del 2018 e l’aumento dei salari. Allo stesso tempo, indicando un’accelerazione all’inizio del 2018, le pressioni sui prezzi hanno raggiunto i valori più alti in quasi sette anni. I maggiori prezzi del petrolio hanno fatto innalzare i costi, anche se in generale il potere decisionale sui prezzi è migliorato con la presenza del mercato del venditore favorito della maggiore domanda rispetto all’offerta per parecchi beni. Con un inizio anno di tale portata, è probabile che gli analisti economici rivedranno al rialzo le prospettive di crescita dell’eurozona e le previsioni inflazionistiche per il 2018, e che i responsabili delle politiche economiche mostreranno un approccio più prudente”

Redazione

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